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10 regole per rendere più efficace il tuo sito web

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Scritto da Angela

Tutto quello che rappresentava uno status symbol negli anni ’90 è passato rapidamente da espressione di successo ad accessorio comune, per finire a fastidiosa appendice della vita moderna nella prima decade del 2000 e poi tornare in voga nella seconda. Pensateci, vale un po’ per tutto: dai telefoni cellulari ai baffi, dagli orologi da polso ai siti web. Agli albori di internet come lo conosciamo oggi, avere un sito web era il modo in cui un’azienda dimostrava di essere proiettata nel futuro, nonostante si trattasse tutto sommato di una brochure online, con lo stesso contenuto di un volantino, ma graficamente più brutta. All’arrivo del nuovo millennio, i siti web erano già diventati noiosi e inutili, ma necessari per dimostrare di non essere dei dinosauri. Con la diffusione dei social media, il sito web è diventato un accessorio superfluo, ma che valeva la pena tenere da parte giusto per non farsi rubare il nome del dominio. Infine, con la diffusione delle piattaforme di blogging e di nuove forme di interattività, si è diffusa un’attitudine più complessa verso i siti web: averne uno è importante, ma se lo si gestisce male è un esercizio inutile. Un sito web dovrebbe essere uno strumento di vendita e di diffusione del marchio. Ecco dieci semplici regole per trarne dei vantaggi concreti ed evitare di presentarsi al mondo con l’equivalente online di un cellulare degli anni ’90 grande come un ferro da stiro.

2. Il contenuto prima di tutto. Letteralmente.

Ricordate la massima delle nostre nonne che ci insegnava che “se non si ha nulla da dire, è meglio stare zitti”? Vale anche per il vostro sito web. Non mettetelo online fino a quando non avrete una quantità di contenuti tale da giustificarne l’esistenza, perché a nessuno interessa vedere una pagina statica con il vostro logo e il vostro numero di telefono: per queste informazioni di base ci sono le pagine gialle. Presentatevi al mondo con contenuti interessanti, informazioni utili, messaggi chiari. Il visitatore che capita più o meno accidentalmente sul vostro sito e trova due paginette semivuote senza nulla che lasci pensare a un aggiornamento futuro, lo archivierà come un luogo del web poco interessante da frequentare e si dirigerà altrove.

2. Cosa scrivere e quanto scrivere: trovate un equilibrio

Ci sono tanti motivi per avere un sito web e, in alcuni casi, è possibile che la piattaforma di e-commerce per la vendita del vostro catalogo sia il cuore della vostra presenza online. Nondimeno, soprattutto se il vostro marchio non è particolarmente noto, è opportuno che sul vostro sito ci siano contenuti interessanti che si distacchino dalla mera promozione al fine della vendita. Fra gli strumenti più utili per un sito web c’è la sezione notizie, che molto spesso, a seconda della struttura del sito, può diventare una vera e propria sezione blog. Questa sarà per voi una finestra per comunicare con il pubblico in modo interattivo, condividendo informazioni e opinioni su ciò che vi appassiona e che vi qualifica come esperti del vostro settore. Tenete sempre presente, tuttavia, che è controproducente riempire il vostro sito di informazioni inutili o ridondanti. È molto difficile che riusciate a produrre contenuti che non siano reperibili in nessun altro luogo del web, ma almeno il vostro approccio dovrebbe essere unico e personale, per dare un motivo ai visitatori di attingere a quelle informazioni presso di voi e non altrove. Nel dubbio, ricordate che è sempre meglio un post utile e significativo che dieci inutili.

3. Il diavolo è nei dettagli: correggete le bozze

Internet è un brutto posto, soprattutto perché è il regno dei troll: rassegnatevi e agite di conseguenza. Correggere le bozze di ciò che scrivete e, se possibile, farle leggere ad altri prima di pubblicarle vi aiuterà a non incorrere nell’ira dei tanti nullafacenti che passano le giornate a redarguire il prossimo per gli errori di battitura. Lo so, è una cosa molto triste e qualcuno dovrebbe aiutare queste persone a costruirsi una vita, ma che volete farci, la disoccupazione è una piaga. La vostra unica difesa, quindi, consiste nel verificare sempre che le informazioni che condividete siano corrette e che i testi siano ben scritti e privi di errori, che le fonti siano affidabili e che le citazioni di Oscar Wilde, Jim Morrison, John Lennon e Einstein non siano in realtà opera di un quattordicenne annoiato su Tumblr.

4. Aggiornamenti: un sito web fermo è un sito web morto

Anche in questo caso, in medio stat virtus: non bombardate il web con decine di aggiornamenti al giorno (a meno che non siate l’Ansa, ma se gestite il sito dell’Ansa state leggendo l’articolo sbagliato). Altrettanto sbagliato è restare silenti per mesi e svegliarsi solo per promuovere con un post una promozione commerciale o un anniversario. Aggiornate il sito con regolarità, in modo che i vostri visitatori abituali sappiano quando aspettarsi nuovi contenuti, ma senza esagerare, altrimenti scoraggerete chiunque dall’aggiungere il vostro sito web al proprio feed RSS (ovvero dal ricevere in automatico gli aggiornamenti che vi riguardano).

5. Design: l’importanza della semplicità

Fino a qualche tempo fa si sarebbe detto “usabilità” o “navigabilità”, ma perfino questi termini sono evidentemente troppo poco “user-friendly” in un momento in cui il web design tende a tornare alle basi. Il vostro sito web è uno strumento, non un’opera d’arte concettuale (a meno che voi non siate artisti concettuali e, anche in questo caso, state leggendo l’articolo sbagliato). Il design dovrebbe essere semplice e strutturato in modo da rendere immediato l’accesso ai contenuti importanti. Esistono moltissimi strumenti online per valutare il livello di usabilità di un sito, ma nessuno di questi è in grado di battere la semplice verifica empirica. Chiedete alla persona meno avvezza alle tecnologie che conoscete – un parente anziano o uno di quegli amici fastidiosi che se vi chiedono il numero di telefono lo segnano sulla Moleskin – di visitare il vostro sito. Se i contenuti sono chiari anche per un visitatore non esperto di linguaggi web e se risulta facile navigare da una sezione all’altra per arrivare dove si desidera e compiere determinate azioni, allora il sito è ben disegnato.

6. Web design per tutte le tasche e per tutte le abilità

Non occorre essere web designer o programmatori, per avere un sito web. Certo, affidarsi a un professionista resta il modo migliore per ottenere un risultato di buona qualità, ma è importante anche mettervi nelle condizioni di non dipendere da qualcun altro per ogni aggiornamento. Ci sono molte piattaforme di web publishing che vi permettono di gestire il vostro sito web con interfacce molto semplici. Alcune le abbiamo già affrontate parlando dei blog, ma ne esistono anche di più semplici, come One Pager o StrikingLy. Certo, la complessità e la bellezza del design ne risentiranno, ma almeno riuscirete a tenere in ordine la vostra presenza sul web anche se non potete permettervi di pagare un web master. Se avete un minimo di inclinazione per questo genere di cose e un po’ di tempo per studiare i rudimenti dell’editoria web, WordPress può essere un buon compromesso fra versatilità del design e autogestione.

7. Horror vacui

Non riempite il vostro sito web di parole. Lasciate ampio spazio alle immagini e non abbiate paura dei vuoti: il barocco è uno stile destinato a non attecchire sul web. Un sito con un enorme muro di parole, magari bianche su fondo nero, ha un gusto inconfondibilmente amatoriale. È il tipo di aspetto che ricorda i forum o i siti costruiti dai fan adolescenti di band metal o manga. Lasciate respirare i vostri visitatori e non pretendete che dedichino venti minuti solo alla lettura dei 50.000 caratteri con i quali avete riempito la vostra homepage: questo tipo di arroganza è imperdonabile sul web.

8. L’importanza della leggerezza

Se un sito non si carica all’istante verrà abbandonato, fine del discorso. Il web ci ha abituati a ottenere istantaneamente tutto ciò che vogliamo e ad avere la capacità di concentrazione di un neonato non particolarmente intelligente. Per quanto questo stato di cose vi sembri desolante, sappiate che il modo migliore per combatterlo NON è piazzare all’inizio del proprio sito web un’animazione in Flash che impiega quattro secondi per caricarsi su una normale connessione a banda larga. In primo luogo perché in quattro secondi un utente medio del web vi ha già abbandonati e ha iniziato almeno due differenti liti su Facebook e in secondo luogo perché la sola menzione di Flash vi garantisce un posto in un museo paleontologico insieme agli altri dinosauri e non basterà Ben Stiller a tirarvi fuori dalla preistoria.

9. Call To Action: che cosa volete dai vostri visitatori?

Prima ancora di mettere online il vostro sito web, dovreste aver risposto a questa domanda. Desiderate vendere direttamente? Proporre un servizio? Far conoscere il vostro marchio e invitare i visitatori a recarsi in un punto vendita? Promuovere un contenuto culturale, artistico o multimediale? Rendete chiaro il vostro intento con una call-to-action, ovvero un invito esplicito. Questo non vuol dire che dobbiate tappezzare la homepage del vostro sito web di pulsanti chiassosi con scritto “COMPRA! GIOCA! SCARICA! GUARDA!” o in generale ricalcare l’aspetto di un sito di scommesse online. Ricordate il punto 5? La semplicità è fondamentale. Una breve presentazione chiara (chi siete) e una singola call to action semplice, inequivocabile ma non troppo invadente (che cosa vi aspettate dai vostri visitatori). In questo modo gli utilizzatori del vostro sito sapranno esattamente cosa fare, ma non si sentiranno aggrediti e non troveranno sgradevole la vostra richiesta.

10. La parola chiave è… keyword

Se volete che i vostri potenziali clienti vi trovino, dovete prima di tutto sapere chi sono e che cosa cercano. Questo approfondimento preliminare vi aiuterà a fare un buon uso dello strumento più importante a disposizione: le keyword. Per fare in modo che il vostro sito sia facilmente reperibile sui motori di ricerca, è essenziale abbinare ai vostri contenuti i giusti tag e le giuste parole chiave. Tenete presente che Google monitora attentamente l’uso improprio di parole chiave e penalizza chi tenta di indicizzare il proprio sito con termini di ricerca popolari ma non pertinenti al contenuto. Se, per esempio, vi venisse la splendida idea di indicizzare il sito della vostra pizzeria usando la keyword “modelle in bikini”, sappiate che non funzionerà. A meno che la vostra pizzeria non sia effettivamente un noto ritrovo di modelle in bikini. Nel qual caso, ancora una volta, è molto probabile che stiate leggendo l’articolo sbagliato.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

2 Commenti

  • Interessanti le cose che racconta. Vorrei chiederle questo.
    Ha ancora senso oggi per una azienda che opera nel B2B avere un blog all’interno del proprio sito ? Non è piu sensato che gestisca alcuni fra i social piu rilevanti per il suo target ?

    Grazie
    Elisa

    • Gentile Elisa, ci sono tanti modi di parlare al proprio target e tutti possono avere senso, a mio parere, se usati con cognizione di causa. I social sono utilissimi, perché permettono di interagire in modo immediato e diretto, ma non permettono di articolare moltissimo i contenuti. Un blog, viceversa, permette di approfondire in modi che sono impensabili sui social, ma l’interazione è sempre un po’ meno immediata. Probabilmente una buona sinergia fra questi strumenti è l’opzione più efficace, ma naturalmente ogni azienda dovrà trovare la formula più adatta alle proprie esigenze.
      Grazie davvero di aver letto e commentato, il feedback è sempre graditissimo!
      Angela

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