Team Building

3 idee per un team building low-cost

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Scritto da Angela

“Sul momento era sembrata una buona idea.”
Il problema sta proprio lì: non sempre ciò che sulla carta è divertente, stimolante e semplice da realizzare si rivela tale anche nelle applicazioni pratiche. Abbiamo già parlato di come il team-building sia utile al buon funzionamento di un gruppo di lavoro. Certo, è più semplice entusiasmare i dipendenti se il budget permette di organizzare un progetto incentive che prevede un viaggio in Sardegna con attività che includono l’esplorazione di splendide grotte marine e porzioni generose di porceddu per tutti. Che fare, invece, se questo tipo di opzioni non sono disponibili e non si può organizzare un torneo di softair o costruire un ponte tibetano? Continuare a odiarsi in silenzio e a socializzare intorno alla macchinetta del caffè? Potete aspirare a qualcosa di meglio, credetemi. Le alternative non sono limitate a hotel-5-stelle-sulla-spiaggia vs gioco-della-bottiglia-in-sala-mensa. Ecco alcune idee che possono essere realizzate con poca spesa in ufficio o in occasione di eventi organizzati all’interno dell’azienda come anniversari o celebrazioni di ricorrenze annuali.

Verità e bugie: team-building a cena

Questo esercizio non richiede nessuna preparazione e non deve neanche necessariamente essere introdotto come un’attività di team-building. Si può semplicemente decidere di dedicare un po’ di tempo a divertirsi e rilassarsi, fra il dessert e il caffè, in occasione della cena di Natale aziendale. Il principio è semplice: a turno, ognuno dei presenti dice il proprio nome e fa due affermazioni su se stesso, una vera e una falsa. Lo scopo del “gioco” è indovinare quale delle due sia la bugia e quale la verità e, a questo scopo, i colleghi possono fare domande. Per esempio, se il vostro project manager si alza in piedi e dice “Mi chiamo Luigi, sono stato campione regionale di nuoto sincronizzato e una volta ho incontrato Naomi Campbell al matrimonio di mio cugino”, le domande potrebbero concernere le dimensioni regolamentari di una piscina olimpionica o una serie di curiosità su cosa ci facesse Naomi Campbell al matrimonio del cugino di Luigi. L’obiettivo, naturalmente, è imparare a conoscersi meglio, ma non solo rispetto ai fatti che vengono raccontati. È infatti altrettanto importante scoprire quali abilità vengono utilizzate nel gioco dai diversi partecipanti, come la capacità di mentire con disinvoltura e inventare storie convincenti oppure ricorrere all’umorismo per stemperare una situazione complessa.

Le cose che abbiamo in comune

Questo non è un gioco che si possa fare a cena. Dovete avere la faccia tosta di proporlo alla vostra squadra per quello che è: un’attività di team-building, che però funziona particolarmente bene se messa in atto subito prima di una riunione. Uno degli scopi di questo esercizio è trasparente: si tratta di trovare degli elementi in comune fra persone che lavorano insieme, ma non si frequentano al di fuori del contesto professionale. C’è un secondo scopo, tuttavia, che è meno ovvio e ha a che fare con l’analisi degli stereotipi e che affronteremo tra poco. Il team si divide in due o più gruppi casuali, i cui membri hanno a disposizione un tempo limitato per trovare qualcosa che li accomuni. Il criterio scelto, naturalmente, non deve essere “lavoriamo tutti per la stessa azienda”, ma può trattarsi di qualsiasi altra cosa, dalla fede calcistica alla passione per una serie tv, un piatto o un genere musicale. Una volta stabilito il criterio unificante del gruppo, i membri dovranno compilare una lista di tutti gli stereotipi associati a quel particolare tipo di persone. Tutti i romanisti hanno il senso dell’umorismo. I vegetariani sono persone pacifiche. Quelli che guardano The Walking Dead sono tendenzialmente ansiosi. Una volta terminata questa fase, i gruppi si ricongiungono e ognuno enuncia il tratto comune individuato per accomunarne i membri e tutti gli stereotipi relativi. Per tutto il resto della riunione, ognuno dovrà sforzarsi di corrispondere scrupolosamente agli stereotipi del proprio gruppo. Lo scopo dell’esercizio è mettere in luce l’arbitrarietà e la vacuità degli stereotipi e dei giudizi che vi si legano.

Mystery escape rooms

Gli escape room game sono quel tipo di videogiochi per i quali è possibile sviluppare una vera e propria ossessione. Chi li ama può passarci intere giornate e su internet si trovano una moltitudine di contenuti, recensioni, walkthrough e articoli comparativi che insegnano come risolvere i puzzle proposti da questi giochi geniali. Fra gli esercizi destinati a sviluppare il problem solving, è difficile individuarne di migliori. Nel Regno Unito qualcuno ha pensato bene di costruire una versione “dal vivo” di queste attrazioni e, naturalmente, il team-building è stato fra le prime applicazioni ad avere successo, così che le Mystery Escape Rooms sono diventate una meta prediletta di grandi e piccole aziende desiderose di insegnare ai propri dipendenti a superare insieme problemi complessi, ma anche di offrire loro una delle esperienze più divertenti che si possano vivere da adulti. Ok, abbiamo stabilito all’inizio dell’articolo che il nostro budget, in questa occasione, non ci permette di pagare al nostro team un viaggio all’estero. Questo non ci impedisce, tuttavia, di ricreare la stessa esperienza all’interno dell’azienda. Vi sto suggerendo di chiudere a chiave i vostri dipendenti in ufficio? Sì. Magari chiedete il loro permesso, prima. In realtà questo team-building può coinvolgere due team in due fasi diverse: il primo team dovrà inventare una serie di puzzle, trucchi, sequenze di azioni e percorsi che il secondo team dovrà indovinare per riuscire a uscire dalla stanza. Non si tratta semplicemente di nascondere una chiave sotto lo zerbino, ma di creare un sistema complesso, che può coinvolgere l’utilizzo di risorse online e di conoscenze che spaziano ben oltre i confini professionali.

Team building: conclusioni

Un buon team building può incrementare in modo notevole i risultati di un gruppo di lavoro, mentre uno mal gestito può essere disastroso. Nei prossimi blog vi racconteremo alcuni progetti innovativi e appassionanti che abbiamo sperimentato negli ultimi anni e che i nostri clienti hanno dimostrato di apprezzare in modo particolare.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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