Formazione

3 buoni motivi per NON avere un home office

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Scritto da Angela

Ne abbiamo parlato più volte, eppure le discussioni sui vantaggi e svantaggi di un home office sembrano spesso girare in tondo senza approdare da nessuna parte. Da un lato si tratta di una semplice valutazione pratica, dall’altro entrano in gioco diversi fattori psicologici che possono avere un peso determinante sui risultati del lavoro di un professionista. Certo, non doversi recare fisicamente in ufficio permette di risparmiare sulle spese di trasporto e, se siete liberi professionisti, anche sulle spese di affitto. Certo, non doversi per forza mettere in ghingheri per apparire in pubblico ha i suoi vantaggi, se siete il tipo di persona che allo stile “passerella francese” preferisce lo stile “arresti domiciliari straight outta Gomorra“. E non dobbiamo neppure sottovalutare il sottile piacere che si prova a presentarsi in camicia e cravatta davanti alla webcam per una riunione via Skype, sapendo che sotto la scrivania avete ancora i pantaloni del pigiama. Per non parlare di quella volta in cui ho portato a termine una Skype call (senza video) in preda alla febbre e alle allucinazioni senza che il mio interlocutore se ne accorgesse. Tutto questo è molto bello e vi fornirà infiniti aneddoti da scambiarvi a cena con gli amici che invece vanno in ufficio e devono mettere le scarpe tutti i giorni. Ma, indovinate un po’, non è tutto oro quello che luccica. Quindi, per mantenere alta la bandiera dei miei post de-motivazionali, oggi vi racconto tutti i motivi per i quali dovreste pensarci due volte prima di decidere di lavorare in un home office.

1. Le spese nascoste

È vero, risparmierete sulla benzina o sull’abbonamento ai mezzi pubblici, il che in alcune città equivale a poter tenere in tasca cifre considerevoli, ma dovrete sostenere anche qualche spesa che chi va in ufficio tutti i giorni si può risparmiare. Avete presente quando la tecnologia si ammutina, un crash improvviso vi mangia tutti i dati non salvati, lo schermo si blocca, il router si suicida? Bene, per tutti questi problemi non ci sarà un responsabile IT da chiamare. Un freeze improvviso dello schermo non si trasformerà in una pausa caffè extra, mentre aspettate che il tecnico chiamato dal vostro capo metta a posto le cose a spese di qualcun altro. Il problema sarà esclusivamente vostro e dovrete risolverlo o pagare qualcuno per farlo. Per tutelarvi, specialmente se siete liberi professionisti, finirete probabilmente per scegliere un leasing o sottoscrivere un programma di assistenza a pagamento, ma in entrambi i casi si tratta di spese da mettere in conto nel vostro bilancio generale. Oppure potete rischiare, se riuscite a dormire tranquilli sapendo che un viaggio in treno potrebbe costarvi tutti i clienti che avete.

2. Le distrazioni in agguato

Se vi siete fatti l’idea che avere un home office significhi lavorare quando ne avete voglia, siete sulla cattiva strada. Avere un home office significa lavorare quanto e più di chi sta in ufficio e scoprire a proprie spese perché i sindacati hanno passato metà della rivoluzione industriale a lottare per portare la giornata lavorativa a otto ore e perché a chi lavora di notte vengono riconosciuti degli extra. Nessuno vi impedirà di starvene sul divano tutto il giorno a finire di guardare quella serie tv che vi piace tanto. Ma poi il senso di colpa vi assalirà e vi ritroverete a combattere contro il sonno cercando di finire una presentazione, con addosso il torpore e il senso di disgusto per voi stessi derivato dalle 8 ore passate a guardare la finestra di Netflix, con il file del cliente aperto in sottofondo. Non vi sto consigliando di seguire le orme di un imprenditore che ho intervistato qualche tempo fa e che aveva assunto una persona per prenderlo a schiaffi quando si distraeva, ma è certamente opportuno essere consapevoli dei propri limiti e non mettersi nelle condizioni di chiedere alla propria forza di volontà più di quanto non possa dare.

3. Lo sfruttamento invisibile

Come si fa a essere sfruttati lavorando da soli in casa propria? Semplice, perché spesso siamo i primi a sottovalutare il nostro lavoro. Un problema molto sentito dai freelancer è quello della quotazione delle proprie prestazioni, non a caso il web pullula di listini ideali per tutti i tipi di servizi, dalle traduzioni al web design. Spesso, soprattutto per essere competitivi sul mercato, si è spesso tentati i propri servizi leggermente al di sotto delle quotazioni medie, così da acquisire più clienti, contando sul fatto che si potrà impiegare nel lavoro tutto il tempo risparmiato non prendendo l’autobus. Vi propongo un semplice esercizio: dividete il compenso pattuito per un lavoro con le ore che avete impiegato per farlo. È statisticamente probabile che il risultato sia compreso fra i 3,5 e i 5 € l’ora, ovvero meno di un terzo di quello che il lavoro di un professionista dovrebbe costare. Questo vuol dire che, per mantenere uno stile di vita decente finirete per sacrificare weekend, notti e tutto il vostro presunto tempo libero. Se la richiesta di un compenso equo e di un eventuale aumento è una difficoltà per voi insormontabile, lasciate perdere.

Conclusioni: tutti i motivi per non avere un home office

Per decidere se l’home office fa per voi, non c’è alternativa a una sana e sincera analisi di voi stessi e delle vostre inclinazioni e capacità. Se avete la forza di volontà di un moscerino, non fatelo. Se pensate che lavorare da casa equivalga a lavorare solo quando ne avete voglia, non fatelo. Se non avete la possibilità di ritagliarvi uno spazio adatto al lavoro e che sia separato dal resto della vostra quotidianità, non fatelo. Se soffrite la solitudine, non fatelo. E soprattutto, se state pensando di provare con un home office semplicemente perché detestate i vostri colleghi, il vostro capo e i vostri clienti, non fatelo: dovrete comunque interagire con qualcuno (committenti, clienti, collaboratori) e gli esseri umani riescono a essere fastidiosi via Skype tanto quanto lo sono di persona: non avete scampo. Se invece avete un angolo tranquillo nel quale rifugiarvi, una protezione adeguata contro gli inconvenienti informatici e la capacità di mettervi in riga da soli quando siete tentati di distrarvi, allora l’esperienza dell’home office potrebbe essere la più appagante della vostra vita lavorativa

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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