Eventi

4 idee per la festa di Natale che avrei voluto organizzare

festa di natale
Scritto da Angela

È ora di ammetterlo: Love Actually ci ha rovinato la vita. Ve lo ricordate? È il film in cui Bilbo Beggins interpreta una controfigura del porno e Rick Grimes di The Walking Dead interpreta uno che si innamora della fidanzata del suo migliore amico e giustamente aspetta che i due siano tornati dalla luna di miele per dichiararsi. Nel periodo in cui è uscito Love Actually, io iniziavo a fare i primi colloqui di lavoro e a lavorare in un ufficio “vero” e la mia più grande delusione di quell’anno fu scoprire che la festa di Natale del mio ufficio non somigliava affatto a quella del film. Essendo alla mia prima esperienza lavorativa e non sapendo cosa aspettarmi, mi ero figurata la scena nella quale la mamma di Harry Potter balla un lento con Serse di 300 (sono davvero loro, controllate) in una galleria d’arte piena di nudi maschili. Nella realtà, il mio ufficio somigliava più che altro a quello di The Office di Ricky Gervais e la festa di Natale consisteva prevalentemente nell’aggiunta di cappellini rossi con stelline intermittenti sugli angoli dei computer (per cinque minuti, poi i cappellini cadevano e finivano in un cassetto fino all’anno successivo) e tartine scadenti comprate in blocco e consumate insieme a un bicchiere di prosecco ancora più scadente, prima di tornare a casa il 23 dicembre pensando “se tutto va bene non vi sentirò nominare fino al 7 gennaio”. E pensare che, se solo avessero chiesto a me di organizzare la festa di Natale dell’ufficio, le cose sarebbero andate molto diversamente. Cari ex-colleghi, caro ex-capo, ecco che cosa vi siete persi, ovvero: la festa di Natale che avrei organizzato in ufficio, se mi aveste lasciato fare a modo mio.

La festa di Natale dell’ufficio come speravo che fosse

Frozen

D’accordo, nel 2003 Frozen non era uscito, ma l’idea del Natale sul ghiaccio era più che valida anche allora. La location giusta, prenotata con un po’ di anticipo, avrebbe potuto essere una pista di pattinaggio sul ghiaccio, da allestire interamente a tema. Oggi, a seconda del livello di formalità al quale si è abituati, ci si potrebbe sbizzarrire con i riferimenti Disney o semplicemente trasformare la location scelta in un villaggio natalizio, sul modello dei mercatini di Natale del nord Europa. Distribuire cioccolata calda aromatizzata al rum e vin brulé in piccoli chalet di legno potrebbe essere una valida alternativa al solito tavolo con lo spumante. Per finire, i regali per i colleghi potrebbero essere posti sotto un enorme albero collocato a un’estremità della pista, da raggiungere rigorosamente pattinando. È consigliabile tenere a portata di mano una telecamera, per documentare le performance atletiche sul ghiaccio di un gruppo di adulti precedentemente annaffiati di vino caldo e cioccolata al rum. Colonna sonora consigliata: Let It Go.

Maglioni di Natale horror story

È colpa degli hipster se ci troviamo in questa situazione. Improvvisamente, nei negozi più alla moda del centro di Londra, si espongono maglioni di lana con file di renne alternate a sci e cristalli di neve, come se fosse una cosa normale e di lì a pochi mesi anche noi finiamo per adeguarci, come sempre. E visto che ormai i portatori di maglioni brutti sono fra noi, tanto vale stanarli e dare anche a loro la possibilità di esprimersi (con lo scopo, naturalmente, di identificarli e biasimarli per tutto il resto dell’anno). Per questo e anche per porre fine ai dubbi logoranti sull’opportunità di un abbigliamento casual alla festa di Natale coi colleghi, propongo un contest: il premio per il maglione natalizio più brutto, da organizzarsi come una vera e propria sfilata, in una location adeguatamente elegante. Passerella, luci professionali, fotografi in posizione e un presentatore che annunci i modelli. Con ogni probabilità il vincitore, nel ritirare la propria bottiglia di champagne formato Formula1, sosterrà di aver ricevuto il maglione incriminato in regalo da un parente, ma voi non credetegli: lo ha comprato, perché, segretamente, gli piace. Colonna sonora consigliata per la sfilata: Blur, Charmless Man.

La festa di Natale del Grande Gatsby

Ogni scusa è buon per una festa anni ’20 e il Natale è la scusa migliore che si possa trovare. Il film di Baz Luhrmann con Leonardo Di Caprio ha generato un’ondata di eventi a tema che, a due anni di distanza, non sembra destinata a scemare. Personalmente è da quando è uscito Chicago che cerco scuse per organizzare feste dedicate ai Roaring Twenties. Per una festa di questo genere i dettagli sono essenziali: non si tratta solo di scegliere una location dal gusto vagamente art deco e di ingaggiare un paio di ballerini in stile Chicago, ma di fare in modo che tutti i partecipanti abbiano un abbigliamento adatto e che gli alcolici siano rigorosamente mascherati all’interno di bottiglie di latte. Per rendere l’atmosfera perfetta, si può anche prevedere l’arrivo di un gangster in una limousine carica di regali, come alternativa a Babbo Natale. Colonna sonora consigliata: All That Jazz.

La festa di Natale caraibica

Chi l’ha detto che bisogna essere natalizi a tutti i costi, solo perché è Natale? Solo per il piacere di negare l’evidenza e andare controcorrente, tutti dovrebbero organizzare almeno una festa di Natale a tema caraibico. Fra i lati positivi di questa scelta c’è l’incredibile facilità di reperire la location adatta, anche se si decide di prenotare all’ultimo momento (laddove per ultimo momento si intende comunque al massimo la metà di Novembre). Questa facilità è data dalla scarsa richiesta di prenotazioni che le location munite di piscine ricevono nel periodo natalizio. Saranno incoraggiati gli outfit estivi e assolutamente banditi classici quali pupazzi di neve e stelle di Natale. Le uniche ghirlande ammesse saranno quelle di fiori, da mettere al collo degli invitati dopo aver offerto loro la prima Piña Colada. Il catering potrà richiamare una grigliata sulla spiaggia, meglio se a base di pesce. Dal momento che negare la realtà è accettabile fino a un certo punto, si consiglia di scegliere una location con un guardaroba ampio e possibilmente degli spogliatoi, onde permettere agli ospiti di arrivare e andarsene con un abbigliamento adatto al clima effettivo della stagione, pur avendo trascorso l’intera festa in shorts e maglietta sgargiante. Colonna sonora consigliata: Bob Marley, Jammin.

Bonus

La festa di Natale del mio ufficio come era in realtà
Vuoi organizzare un party natalizio aziendale indimenticabile? Contattaci!
Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento