Formazione

4 personalità distruttive da evitare sul lavoro

personalità distruttive
Scritto da Angela

Gli esseri umani hanno un talento speciale: darsi sui nervi a vicenda. Per questo motivo, nonostante il flusso continuo di post motivazionali, il team perfetto non esiste. Certo, è possibile gestire i rapporti all’interno di un qualsiasi gruppo umano in modo da minimizzare gli attriti e favorire la collaborazione e l’armonia, ma per riuscirci è importante riconoscere che ci sono personalità che semplicemente non si incastrano le une con le altre. Dalla scuola all’ufficio, un gruppo di persone che si ritrovano a passare un certo numero di ore insieme senza essersi scelte a vicenda andranno incontro a una serie di problemi più o meno rilevanti, che, se non sono affrontati per tempo, possono minare la qualità del lavoro comune. A volte è una conseguenza normale dell’aggregazione, altre volte ci si trova a contatto con personalità che possono essere autenticamente tossiche per l’ambiente professionale. Ci sono diversi modi di gestire quei tipi di personalità che danneggiano il lavoro di un intero team e il primo passo è sempre riconoscerle, tanto negli altri quanto in noi stessi. E se dovesse andare male potete sempre fare come la sottoscritta e optare per un home office

4 tipi di personalità che danneggiano l’ambiente di lavoro

1. Il fanatico del conflitto

Se c’è un tipo di personalità che ha il potere di rendere invivibile un ambiente lavorativo, è senza dubbio il fanatico del conflitto, specialmente se non ha il senso del limite. Tutti ne abbiamo incontrato uno o una, almeno una volta nella vita: probabilmente si vanta di essere una persona che “dice le cose come stanno” e forse cova l’illusione di farsi ammirare per la sua brutale onestà, ma fra la realtà e l’autoproiezione, come al solito, c’è di mezzo il mare. La brutale onestà, nella maggior parte di casi, si traduce in mancanza di tatto e di buona educazione e in una fastidiosa tendenza a commentare in modo inappropriato il lavoro e il comportamento degli altri. Il fanatico del conflitto non offre consigli né critiche costruttive, ma sembra trarre un piacere sproporzionato dal punzecchiare i colleghi (raramente i superiori). Ha spesso un certo talento nell’individuare i punti deboli di ognuno e nello scegliere accuratamente i punti di pressione più adatti a far esplodere gli altri, così da spostare il biasimo su di loro per aver perso la pazienza di fronte all’ennesima provocazione.

Come comportarsi di fronte al fanatico del conflitto

Il consiglio più comune è quello di non raccogliere le provocazioni, ma se avete mai provato a seguirlo per più di due settimane di fila, sapete anche voi che è irrealistico a meno che voi non siate un maestro zen (e se siete un maestro zen, cosa diavolo ci fate in un ufficio e perché non siete a meditare in Tibet?). Personalmente trovo che il miglior modo di affrontare questo tipo di personalità sia enunciarne i demeriti in modo esplicito, possibilmente in un contesto pubblico. Può essere molto imbarazzante accusare qualcuno in modo diretto di causare conflitti e contrapposizioni, specialmente perché farlo vi metterà automaticamente in una posizione simile, per questo è importante mantenere un tono pacato ed esprimersi in modo il più cordiale possibile, restando tuttavia inflessibili su un punto: chiedere al fanatico del conflitto di astenersi dall’esprimere tutti i giudizi che gli passano per la testa.

Cosa fare se sei tu il fanatico del conflitto

Piantala. Nessuno trova neanche lontanamente affascinante la tua brutale onestà, cambia tattica e prova con le buone maniere.

2. Il casinista simpatico

Il casinista simpatico potrebbe anche essere il più amato della squadra, l’anima della festa e il migliore amico di tutti, ma resta una personalità che influenza negativamente il lavoro del team. Non ne può fare a meno: è un cuor contento, ha una personalità prorompente e gli piace coinvolgere gli altri in una serie infinita di scherzi e giochi. Non c’è riunione che non possa essere interrotta da uno scroscio di risate per una sua battuta e, proprio perché è così simpatico, solitamente gli si perdona una certa mancanza di accuratezza sul lavoro. La sua scrivania è probabilmente un caos gioioso nel quale non è possibile trovare nulla e lo stesso vale per la sua casella di posta. Può essere molto difficile riconoscere che un collega che ci è umanamente molto simpatico possa avere un’influenza negativa sul team, ma a un certo punto sarà necessario prenderne atto. Un ambiente di lavoro gioioso e familiare è sicuramente un obiettivo desiderabile, ma il desiderio di passare una mattinata piacevole non deve essere più importante dei risultati che quella mattinata di lavoro dovrebbe portare.

Come comportarsi di fronte al casinista simpatico

Questo tipo di personalità ha in realtà un grandissimo potenziale, si tratta solo di canalizzarlo al meglio. Se possibile, è consigliabile coinvolgerlo in attività che gli siano congeniali, magari affidandogli l’organizzazione di eventi sociali e aggreganti. Allo stesso tempo è necessario rendere chiaro che, nella gestione quotidiana del lavoro, bisogna trovare un equilibrio fra socialità e produttività e non trasformare la giornata in un’unica ininterrotta pausa caffè.

Cosa fare se sei tu il casinista simpatico

Complimenti, hai un superpotere: sai far divertire gli altri e coinvolgerli. Sta a te, adesso, usare il tuo superpotere per il bene comune e aiutare tutto il team a vivere il luogo di lavoro in modo piacevole. Ogni tanto, però, poni un freno alla tua esuberanza per evitare che il tuo superpotere si riveli distruttivo. Ricordati che da un grande potere derivano grandi responsabilità.

3. Il delatore

A scuola, probabilmente, denunciava al professore i compagni che copiavano. La sua idea di avanzamento professionale consiste nel far emergere i difetti e le mancanze degli altri, con il supposto intento di presentarsi agli occhi della dirigenza come una sorta di tutore dell’ordine, con a cuore gli elementi dell’azienda. La sua tecnica si è raffinata rispetto agli esordi adolescenziali e consiste prevalentemente in un uso accurato dello strumento “Cc” sulle email. Se deve discutere con un collega o evidenziare un problema, lo farà per iscritto, ponendo particolare enfasi sui demeriti altrui e mettendo in copia il supervisore o il responsabile. A seconda della situazione e del livello di sadismo personale, discuterà degli errori altrui con i superiori alla presenza del diretto interessato oppure in segreto. Il risultato sarà comunque sempre lo stesso: umiliare, demotivare e sabotare il prossimo.

Come comportarsi di fronte al delatore

Laddove possibile, il modo migliore per reagire a un tentativo di generare inimicizie e rivalità all’interno di un team è adoperarsi attivamente per ottenere i risultati opposti. Evidenziare i vantaggi della cooperazione e del supporto reciproco, suggerire attività da svolgere insieme e in generale promuovere l’aggregazione, valorizzando le connessioni umane all’interno del team.

Cosa fare se sei tu il delatore

Piantala. D’accordo, non hai fiducia nelle tue capacità, ma cercare di sminuire quelle degli altri non ti farà apparire migliore.
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4. Il bullo

Il problema del bullo è che, di solito, si trova in una posizione di potere. Non che non fosse un bullo anche prima, ma è probabile che l’abbia tenuto per sé. Il bullo ha visto troppi film di Clint Eastwood, troppi cartoni animati giapponesi degli anni ’80 sullo sport o semplicemente è un sadico. Qualunque sia l’origine del suo atteggiamento, il bullo si è fatto l’idea che “motivare” i collaboratori voglia dire bistrattare chi è in una posizione subordinata. Se è un supervisore, il bullo sarà parco di complimenti e gratificazioni, ma assai generoso quando si tratta di critiche, non estraneo a toni sarcastici e con una fastidiosa tendenza a non rispettare la linea che separa la vita privata da quella professionale. Questo tipo di personalità è forse la più tossica che si possa trovare all’interno di un team e può creare situazioni di stress estremamente nocive per il team e per i singoli dipendenti, non di rado sconfinando nel mobbing vero e proprio.

Come comportarsi di fronte al bullo

Prenderlo di petto, sempre e comunque, denunciandone i comportamenti. È essenziale anche rendere immediatamente chiaro al bullo che esistono dei limiti che non vanno superati. In qualche caso, non varrà la pena di continuare a lavorare insieme, quindi è il caso di avere almeno un piano B prima di affrontarlo direttamente

Cosa fare se sei tu il bullo

Piantala.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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