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5 app gratuite per iOS che ti servono, anche se non lo sai

5 apps
Scritto da Angela

Il web trabocca di liste di applicazioni per iPhone e per Android, suddivise per categorie: le più utili, le più inutili, le più insulse, le più divertenti, quelle che vi faranno fare bella figura con gli amici e quelle che vi faranno passare per dei perfetti idioti (per esempio l’applicazione che si propone di misurare per quanto tempo un iPhone può restare in aria, di fatto suggerendovi di lanciare il vostro costoso smartphone e dimostrare di essere il tipo di persona che obbedisce a qualsiasi ordine se confezionato con una grafica vettoriale carina). Questa lista non ha niente di rivoluzionario rispetto a tutte le altre, ma ha il pregio di contenere esattamente quello che c’è scritto nel titolo: 5 app che davvero io ho trovato utilissime e delle quali, fino a un secondo prima di scaricarle, non avevo mai sentito la necessità. Prima di procedere, definiamo il concetto di “utilissimo”: questo è un blog dal contenuto prevalentemente professionale, quindi anche in questo post “da ombrellone” le app recensite sono state scelte in base al loro potenziale impatto positivo sulla vita lavorativa degli utenti. Disclaimer: è probabile (ma non scontato) che a trovare utili queste app siano soprattutto coloro che lavorano nei settori creativi, del marketing e degli eventi, i freelancer e tutti coloro per i quali organizzare al meglio la propria giornata è un obiettivo che può cambiare la qualità della vita. Probabilmente cardiochirurghi, ingegneri edili e ricercatori del CERN non vedranno l’utilità di queste piccole meraviglie della programmazione contemporanea. Tranne l’ultima. L’ultima è assolutamente geniale e può salvare la giornata a chiunque.

1. IF (IFTTT)

IF, IFTTTQuesta app è pensata per inondare di osceno e sconfinato piacere quella parte del cervello deputata all’apprezzamento di tutto ciò che è nerd. Tanto per cominciare, IFTTT sta per “If This Then That” e questo, se avete mai pasticciato con le basi della programmazione di qualunque genere, dovrebbe già aver prodotto da parte vostra almeno un mugolio e un aumento della salivazione. Il funzionamento è semplice e innovativo al tempo stesso. L’app sfrutta un principio basilare della programmazione di qualsiasi software (“se si verifica questo evento, compi questa azione”), ma il vero colpo di genio consiste nell’efficace e semplice interconnessione di piattaforme separate fra loro, con IF a fare da hub per le funzioni più disparate. Non guasta neppure il fatto che il design sia piacevolissimo e renda facilmente accessibili tutte le funzioni. Gli automatismi sono chiamati “ricette” e ce ne sono centinaia già disponibili, ma naturalmente è possibile aggiungere le proprie. Si va dalle funzioni più banali, che possono essere implementate anche da altre applicazioni – come “carica automaticamente le nuove foto su dropbox” o “posta automaticamente i tweet sulla pagina facebook” – a quelle più complesse, che implicano l’interconnessione di software al di fuori dell’applicazione e dei social come “aggiorna automaticamente il mio database su google drive ogni volta che il mio sistema di fatturazione registra un rimborso” oppure “pubblica automaticamente su LinkedIn tutti i miei tweet contenenti l’hashtag #in”. C’è anche una deliziosa sezione dedicata all’Internet of Things, che vi permette di chiedere al vostro condizionatore di attivarsi da solo se la temperatura supera una certa soglia o di chiudere automaticamente la porta del garage quando uscite. Ed è tutto esattamente semplice come sembra. Riuscite a immaginare la gioia sconfinata che un ossessivo-compulsivo può trarre da tutto ciò? Sì? Mi dispiace per voi, ma posso darvi il numero di alcuni bravissimi specialisti. A voler trovare un difetto a questo colossale life-hack, la categoria dei social media marketer ha di che storcere il naso, per via del fatto che, al momento, è possibile collegare al proprio account IF un solo account per social medium, quindi, se gestite gli account Twitter di molti clienti e volete automatizzare delle funzioni, dovrete aprire un account IF per ogni cliente. Ma tanto è gratis.

2. Snapguide

SnapguideRestiamo in tema di life-hacks con quello che è essenzialmente un Pinterest dei tutorial. La somiglianza con l’interfaccia del noto social per collezionisti di immagini è sfacciata, anche se le funzioni sono diverse. Si tratta di un social, dal contenuto interamente user-generated e focalizzato in maniera esclusiva sui tutorial, divisi per categorie. Non che Google non fosse sufficiente a scoprire come aggiustare il display LED di un Samsung o creare origami a forma di volpe (sul serio), ma avere uno stream personalizzato vi permetterà di scoprire trucchi per risolvere problemi che non sapevate di avere, che è poi l’unica funzione di tutto ciò che ha a che fare con il marketing, a qualsiasi livello – come tutti noi abbiamo scoperto il giorno in cui abbiamo siglato il famoso patto col diavolo. Un rapporto sano con i tutorial vi permetterà, in diverse occasioni, di risparmiare su alcune voci di budget e di ottimizzare gli sforzi, ampliando il ventaglio di attività che potete svolgere direttamente, senza chiedere una consulenza esterna. Il difetto principale di questa app è che la stragrande maggioranza dei tutorial sono delle colossali ovvietà, chiaramente caricate da utenti alle prime armi che volevano provare le funzioni di base del software (o che davvero ritenevano di doverci spiegare come convertire un file .png in un .jpg). La funzione “cerca”, fortunatamente, vi permette di arrivare direttamente al contenuto che vi interessa.

3. Wikitude

wikitudeQuesta app fa quello che avrebbero dovuto farei i Google Glasses, ma utilizza lo schermo del vostro telefono. Si tratta di un’app geolocalizzata e basata sulla realtà aumentata, che integra le informazioni di Google Maps e Tripadvisor con la fotocamera dello smartphone. Detto in parole semplici, basta aprire l’app e inquadrare il paesaggio circostante per vedere sovrapposte all’immagine una serie di informazioni su attrazioni turistiche, esercizi commerciali e punti di interesse. C’è una funzione mappa e anche una lista delle location più vicine (nel caso vi tornasse utile scoprire i nomi dei ristoranti in tutto il circondario e non solo quelli la cui insegna state guardando in quel preciso momento). L’app vi informerà anche su eventuali offerte speciali e aggiornerà in tempo reale tutte le informazioni disponibili sullo spazio che vi circonda, salvandovi per sempre dalla disdicevole necessità di chiedere informazioni e interagire con altri esseri umani, sostituendo questa pratica insalubre con quello che il copy promozionale di Wikidude chiama “engaging actively”. Sarcasmo a parte, questa app ha una sua autentica utilità, altrimenti non sarebbe stata inserita in questa lista. Risulta particolarmente utile, per esempio, se vi trovate all’estero e non parlate la lingua (e magari state anche cercando di impararla), così che il chiedere informazioni può rivelarsi più difficile del previsto. Oppure se, come nella splendida immagine qui sopra, state contemplando il bellissimo panorama notturno di una baia illuminata e vi coglie l’urgenza di sapere se all’ultimo piano del grattacielo di fronte ci sia un sushi bar.

4. EasilyDo

EasilyDoQuesta app non è interamente gratuita, ma utilizza una formula freemium. La versione premium costa 4.99$ al mese e potrebbe anche valerli se la vostra ossessione primaria è il risparmiare tempo su ogni attività della vostra giornata. EasilyDo è un assistente personale efficiente e organizzato, che ha l’ambizione di permettervi di controllare quanti più aspetti possibile della vostra vita con un’unica app. La parola chiave è automatizzazione, intesa come “chiedi al tuo assistente robot di mandare gli auguri di compleanno a tua moglie, così da risparmiare i dieci secondi che avresti impiegato per scriverle un SMS”. Gli sviluppatori, sicuramente in buona fede, non sanno che un Italiano può costruire vent’anni di pessima comicità sulle conseguenze di questo concetto. Nonostante il sarcasmo che continua a infiltrarsi nell’articolo, anche questa app è utile, se la si usa correttamente. Il principio è sempre lo stesso: racchiudere in un unico pacchetto tutti gli appuntamenti reali e virtuali della giornata, automatizzare quanto possibile e ricevere notifiche e promemoria per determinate attività. Particolarmente utile per ricordare check in aerei, date di viaggi e appuntamenti e pagamenti in scadenza. Anche EasilyDo, come IF, pecca nella possibilità di collegare un solo account per piattaforma social, dimostrando ancora una volta come i social media marketer siano le cenerentole del business contemporaneo.

5 Fake-an-excuse (l’app della quale non potrete più fare a meno)

fake an excuseQuesta è l’app più bella del mondo. Non c’è gara, non c’è concorrenza, non ci sono chiacchiere che tengano. Date subito una medaglia a quello sviluppatore. Ve lo ricordate Fake Call, la tristissima app che vi permetteva di simulare una telefonata in arrivo per districarvi da un incontro noioso o indesiderato? Vi ricordate i suoi – marginalmente meno tristi – epigoni, che permettevano di simulare anche una conversazione convincente? Perfetto, gli sviluppatori di Fake-an-excuse hanno portato questo concetto fino al sublime, progettando un’app che vi permette di simulare una scusa credibile per interrompere una conversazione telefonica. Avete mai detto a qualcuno, mentendo “scusa, non ti sento, non c’è campo, il segnale va e viene”? E avete idea di quanto sia patetica questa scusa, se pronunciata con un audio perfetto e un segnale palesemente chiarissimo? Fake-an-excuse contiene una splendida library di effetti sonori, fra i quali un credibilissimo disturbo sulla voce, che vi permetterà di non passare per quei bugiardi che siete. Fra le altre meraviglie di questo gioiellino dell’ingegno umano ci sono scuse come “bussano alla porta” – anche se l’effetto sonoro corrispondente fa pensare che sia arrivata la Gestapo -, “sto entrando in ascensore”, “sono inseguito da un branco di lupi”, “aiuto! Le api!”, “mi trovo nel mezzo di una rivolta di strada” e “il bambino sta piangendo”. A ogni scusa si associa l’effetto sonoro corrispondente. E tutto questo, ammettetelo, è bellissimo. Aspetto negativo: la grafica è veramente bruttina. Ma a un’app che vi permette di simulare uno schianto contro la cassetta delle lettere si perdona questo e altro.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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