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Formazione

5 libri da regalare a un aspirante startupper

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Scritto da Angela

Avete mai frequentato di proposito le sezioni delle librerie con i manuali motivazionali su Come Fare Le Cose? Come avere successo, come perdere peso, come diventare miliardari, come avere successo in un colloquio di lavoro. Capitarci per caso è un trauma, specialmente se avete qualche nozione di grafica o se quel giorno siete usciti da casa con gli occhi. Le copertine più brutte della storia, seconde solo a quelle degli opuscoli sulla prevenzione che trovate dal dentista, incontrano i contenuti più fastidiosi della storia, nei quali vi si dice che tutti possono essere miliardari, basta volerlo molto forte e fare jogging e se voi ancora non lo siete è essenzialmente colpa vostra. L’autore del libro, naturalmente, non è miliardario. Ora, nel momento in cui si è trattato di andare alla ricerca di titoli di libri da regalare a startupper e aspiranti imprenditori, io una piccola ricerca di mercato l’ho fatta, ci ho provato ad adeguarmi ai consigli più popolari in circolazione, ma purtroppo non ci sono riuscita, per due motivi. Il primo è che non sono capace di consigliare o sconsigliare un libro che non ho letto. Il secondo è strettamente legato al primo: io non ho alcuna intenzione di leggere libri per startupper presi da un elenco che contenga Losing my Virginity di Richard Branson. Se provate a fare una rapida ricerca, noterete che i titoli sono sempre gli stessi e gli autori anche: Tim Ferriss, Tony Robbins, Gary Vaynerchuk e lo stesso Branson. E io lo capisco che voi vogliate dare ai vostri amici startupper gli strumenti necessari per diventare ricchi come Branson, restare atletici oltre i 45 anni come Branson e comprarsi un servizio sanitario nazionale come Branson, ma il segreto è questo: Branson non ha alcuna voglia di aiutare i vostri amici startupper a diventare come lui. Quindi in questa lista di regali di natale non troverete libri per startupper di Ferriss, Vaynerchuk, Robbins o Danielle LaPorte (uno di Seth Godin lo troverete, ma Seth Godin è un caso a parte). Troverete invece libri che forse non aiuteranno i vostri amici a diventare miliardari, ma li aiuteranno a diventare imprenditori migliori. Vi aspettavate una lista di consigli di Natale? Ops.

1. Tribù – Seth Godin

Perché ogni startupper dovrebbe leggere almeno un libro di Seth Godin, se non tutti

seth godin tribù libri startupper regali nataleLeviamoci subito il pensiero: sì, Seth Godin è uno degli autori di culto del mondo imprenditoriale, ma nonostante questo ho letto i suoi libri e ve ne consiglio uno. Perché il problema non è che Seth Godin sia un guru per gli imprenditori, il problema è che dovrebbe esserlo per tutti gli altri e ancora non lo è diventato e questo stato di cose deve finire. Tribù è un libro illuminante anche per chi non ha nessuna intenzione di avviare un’impresa, ma assolutamente fondamentale per chi ha una qualche aspirazione a comprendere i mercati, almeno quelli di consumo. Il concetto centrale che Seth Godin esplora in questo testo è la tendenza degli esseri umani a organizzarsi in tribù, di dimensioni variabili, tutte accomunate dal fatto di condividere due cose: un leader e un’idea . Una tribù può essere un partito politico o un movimento d’opinione, ma anche, più prosaicamente, una fandom (accettiamolo, è una parola) o la comunità di utilizzatori di un certo prodotto (Apple continua a essere l’esempio più lampante). In molti hanno salutato con entusiasmo le potenzialità del web, grazie al quale è molto più facile per le tribù connettersi, superando le distinzioni geografiche. Quello che in molti sottovalutano, tuttavia, è che c’è un’unica cosa che il web non può fare: creare una leadership in assenza di un leader. Godin esplora le dinamiche per cui a guidare una tribù ci deve essere sempre l’entusiasmo di un individuo, che scelga di ricoprire quel ruolo e connettere la comunità, ma anche di farla evolvere. Il leader auspicato da Godin non è un pastore, che protegge lo status quo, ma un innovatore che fa progredire la propria tribù portandola a prosperare. Il vero insegnamento di questo testo, tuttavia, sta nell’aspetto morale: mettersi alla guida di una comunità e cercare di operare cambiamenti positivi non vuol dire approfittare di quella comunità per acquisire potere (quello è sfruttamento, non leadership), vuol dire soddisfare il più atavico bisogno di tutte le comunità: quello di essere guidate da qualcuno. Incidentalmente, il signor Godin scrive molto, molto bene. Poco marketing, molta filosofia. Consigliatissimo.

2. The Art Of Asking – Amanda Palmer

Perché non è vero che per avere successo bisogna fare i conti col sistema

amanda palmer the art of asking libri startupper regali natale Esiste un numero massimo di volte in cui si può consigliare un libro? Se è così, sicuramente io ho esaurito il numero massimo di volte in cui potevo consigliare The Art Of Asking, il libro nato in seguito a un celebre TED TALK di Amanda Palmer, ex cantante dei Dresden dolls, musicista, attivista e regina incontrastata del DIY. Il libro, che purtroppo non è ancora stato tradotto in Italiano perché la vita è molto ingiusta, è la narrazione autobiografica di come, dopo un’esperienza deludente all’interno di una grossa etichetta discografica, la signora Palmer si sia affidata alla comunità dei suoi fans e abbia raccolto un milione di dollari con il più pagato crowdfunding della storia della musica, per poi decidere di abbandonare completamente il sistema tradizionale e basare tutta la sua attività esclusivamente sul crowdfunding. Il motivo per cui questo libro non stona, in un elenco di titoli da regalare a un aspirante startupper, è che questo racconto fortemente umano e personale non parla solo di musica, ma di temi che riguardano chiunque voglia vivere di un proprio progetto invece di trovarsi un lavoro normale. Si parla di mettere in discussione i sistemi acquisiti, quelli accettati all’interno dei propri circuiti di riferimento. Si parla di accettare l’aiuto degli altri e di darsi la possibilità di credere che ciò che facciamo sia giusto e valido. Soprattutto si tratta di capire che il crowdfunding non è una pentola d’oro nascosta nell’etere sulla quale mettere le mani, ma un rapporto biunivoco di fiducia e di stima che lega chi produce qualcosa a chi lo supporta. Tenete dei fazzoletti a portata di mano.

3. Design Anarchy – Kalle Lasn

Perché in ogni startupper si nasconde un rivoluzionario

design anarchy kalle lasn libri startupper regali natale Ve lo ricordate quel periodo, qualche anno fa, in cui No Logo di Naomi Klein era il libro da avere sul comodino per sembrare al passo coi tempi? Se non avevi letto No Logo non eri nessuno e non avevi cittadinanza in nessuna discussione illuminata. Ecco, in quel periodo io ho investito in Design Anarchy, del designer Americano passato al lato oscuro. Kalle Lasn è anche fra i fondatori di Adbusters, un movimento di designer e artisti intenzionati a svelare al pubblico i trucchi più subdoli della pubblicità ai tempi del post-capitalismo. Design Anarchy è un libro insolito, che più che essere letto richiede di essere assorbito fisicamente e che ci mette di fronte al fatto, ovvio ma inquietante, che designer e advertiser compongono quella che possiamo considerare la nuova avanguardia intellettuale. La comunicazione di un messaggio, la capacità di renderla accattivante ed efficace, ne determina il successo. Questo si applica ai prodotti commerciali come ai messaggi politici. Questo libro, pur con i limiti dovuti al fatto di essere stato scritto in un periodo in cui la cultura social era ai suoi albori, ha il pregio di portare anche il profano a esplorare i meccanismi della promozione e della propaganda contemporanea, facendoci vedere esattamente come e perché è possibile vendere letteralmente qualsiasi cosa a chiunque, a patto di conoscere il proprio target. Leggere questo libro vi farà provare un momento di perfido compiacimento pensando allora posso farlo anche io, seguito da un’esistenza di incrollabile sconcerto nel momento il cui il vostro pensiero si sposterà su lo stanno facendo anche a me. E comunque buon Natale.

4. Lo Spirito dei Tempi – Bruce Sterling

Perché è giusto ricordare che siamo stati il tipo di civiltà che glorificava le girl band

bruce sterling lo spirito dei tempi libri startupper regali natale Probabilmente avete già sentito nominare Bruce Sterling: lo conoscerete quasi sicuramente come collaboratore di Wired, La Stampa e XL, dal momento che questo scrittore texano ha scelto di vivere nel nostro Paese da alcuni anni a questa parte. Nel periodo in cui occuparsi di interrelazioni fra cultura pop e politica non era ancora stato interamente svalutato, ovvero nel 2000, Bruce Sterling ha spiazzato i fan dei suoi thriller con un romanzo intitolato Zeitgeist, tradotto in Italiano – per una volta senza fare disastri – come Lo Spirito dei Tempi. Ve le ricordate le girl-band? C’è stato un periodo in cui qualcuno sembrava perfino credere che potessero non essere integralmente costruite a tavolino. Non trovate anche voi che fossimo deliziosamente ingenui? Zeitgeist parla proprio di una girl-band, le G7 (un nome splendido, ne converrete) e di come il deus-ex-machina del progetto si faccia pochi scrupoli ad associare il successo pop delle sue starlette alle attività di un miliardario malvivente nella parte turca di Cipro. Le cose cambiano quando le ragazze, scelte con cura per rappresentare diverse nicchie di mercato alle quali il prodotto doveva essere venduto, iniziano a morire. Perché regalare questo libro a uno startupper? Per ricordargli che non c’è niente di rivoluzionario nello scoprire i legami fra marketing di massa per prodotti scadenti e grandi interessi occulti: tutto questo processo è stato già compiuto, digerito e archiviato da oltre quindici anni. Però fa bene, di tanto in tanto, rinfrescarsi le idee su quello che vuol dire lanciare un progetto destinato a un pubblico vasto. E soprattutto, regalando questo libro ai vostri amici startupper, vi assicurerete che siano terrorizzati tutte le volte che incontrano un possibile finanziatore. Non trovate anche voi che sia una cosa bellissima?

5. Signal to Noise – Neil Gaiman, Dave McKean

Perché è uno dei libri più belli del mondo e vi racconta che cos’è la passione

signal to noise neil gaiman libri startupper regali natale Ho scoperto che qualcuno segue avidamente i post di questo blog alla ricerca di easter eggs su Neil Gaiman. Ebbene, eccone uno abbastanza clamoroso, anche perché, oggettivamente, questo fumetto – non graphic novel, fumetto – andrebbe consigliato a chiunque abbia un progetto proprio da potare avanti. In omaggio allo spirito gioiosamente natalizio di questa lista, il senso dell’opera è vale la pena di dedicarsi alla propria opera, anche se non si vivrà abbastanza da vederla completata, specialmente se la passione è quello che dà senso alla vostra vita. Questa storia meravigliosa e onirica, la cui parte visuale è affidata a un Dave McKean al massimo del suo lirismo allucinato, racconta la storia di uno sceneggiatore che, pur sapendo di avere pochi mesi di vita, decide di usarli per scrivere l’ultimo film della propria vita. Tutto ruota intorno alla necessità di capire, all’interno di un’esistenza, che cosa è segnale, messaggio e contenuto, e che cosa è rumore, ovvero sottofondo indistinguibile. È una storia di passioni, che sovrastano tutto con il proprio segnale, facendoci improvvisamente capire che tutte le piccole cose di cui ci preoccupiamo ossessivamente, inclusi noi stessi, non sono altro che rumore. Si parla anche della fine del mondo, che non è una sola. Ogni uomo ha la sua fine del mondo, perché ogni uomo ha un’esperienza del mondo limitata alla propria vita. Il messaggio, invece, ha un’esistenza a parte e si avvicina all’eternità. Se conoscete un giovane artista o anche solo qualcuno con un’idea che tiene nel cassetto, indeciso su come trovare il coraggio per realizzarla, regalate loro questo libro. Quando saranno riusciti a superare la depressione, vi ringrazieranno, garantito.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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