Formazione Team Building

5 regole per imparare a delegare, scritte da un control-freak

delegare
Scritto da Angela

A nessuno fa piacere ammettere di essere un control-freak. Dal momento che, come è noto, il primo passo per risolvere un problema è ammettere di averlo, forse molti di noi dovrebbero fare un passo avanti, alzare la mano e dare inizio a un gruppo di auto-aiuto per accentratori anonimi sul posto di lavoro. Ci siamo passati tutti, ammettiamolo: si comincia con la sensazione di essere più capaci o più preparati dei propri colleghi e dipendenti, si prosegue con la pericolosa abitudine di non condividere le informazioni, si raggiunge il picco dell’estasi nel sentirsi indispensabili e insostituibili e si finisce per essere soffocati da un carico di lavoro che è materialmente impossibile da gestire per una sola persona. La soluzione, naturalmente, è delegare, ma è una soluzione che non ci piace. Le scuse sono sempre le stesse: formare qualcun altro richiede troppo tempo, certe mansioni ci vuole più a spiegarle che a svolgerle, nessuno è bravo quanto noi, delegare è pericoloso perché ci fa perdere il controllo del progetto. Se siete arrivati al punto di saturazione, se i compiti che vi siete autoimposti hanno riempito ogni minuto della vostra giornata e se siete diventati il tipo di persona che risponde alle email di lavoro subito prima di andare a dormire o mentre è a cena con gli amici, vuol dire che è il momento di imparare a delegare. Non è così terribile come sembra. Quasi.

Prima regola: moderare l’autostima

Avete presente quelle t-shirt con la scritta “Dio c’è, ma non sei tu: rilassati”? Ecco, dovreste acquistarne una o almeno trascrivere la frase su un post-it e tenerla sempre in bella vista o farne l’immagine di sfondo del vostro schermo. La grande verità che noi control-freak non riusciamo ad accettare è che il mondo non precipiterà nel caos se affidiamo un compito a qualcun altro. Se svolgiamo una certa mansione da molto tempo è probabile che ci venga naturale, ma questo non vuol dire che sia impossibile per chiunque altro sul pianeta imparare a portare a termine lo stesso compito altrettanto bene. A voler essere onesti, lo sappiamo benissimo quando e quanto è possibile delegare: dobbiamo solo liberarci di quella fastidiosa voce interiore che ci suggerisce che nessuno al mondo sarà mai capace, competente o veloce quanto noi.

L’illusione del delegare “per finta”

Delegare non vuol dire assegnare un compito a qualcuno e poi seguirlo ossessivamente come la nuvola di fantozziana memoria, incombendo su ogni sua azione e controllando che svolga il compito esattamente come lo avremmo fatto noi. Delegare vuol dire formare adeguatamente la persona giusta e metterla nelle condizioni di comprendere gli obiettivi di un progetto e portarlo a compimento nel modo che ritiene più opportuno. Supervisionare ogni singola azione della persona che avete delegato non vi farà risparmiare tempo (rendendo così inutile la distribuzione del lavoro) e diventerà probabilmente motivo di ansia e frustrazione per il vostro collaboratore.

Trucchi pratici per non farsi prendere dall’ansia dopo aver delegato

Se quello che vi angoscia è la paura di perdere il controllo del vostro progetto o la preoccupazione che le persone che avete delegato non siano capaci di conseguire i risultati richiesti, potete adottare alcune semplici regole:

1. Stabilite degli obiettivi intermedi e delle deadline precise, così da poter verificare, lungo il percorso, se l’operato dei vostri collaboratori necessita di correzioni o ulteriori indicazioni.
2. Incoraggiate esplicitamente il feedback: se il vostro ambiente di lavoro è fortemente gerarchizzato, può capitare che i vostri dipendenti non siano a proprio agio nell’esporre dubbi o chiedere supporto.
3. Condividete la responsabilità, non solo i compiti. Responsabilizzare i propri collaboratori è il modo migliore per ottenere risultati eccellenti, non semplicemente accettabili.

L’arte della via di mezzo

Dopo aver delegato, non sparite nel nulla. C’è una via di mezzo fra il controllare ossessivamente l’operato dei vostri collaboratori e il darsi alla macchia per ritornare solo al momento di tirare le somme e “dare i voti”. Potete essere presenti e disponibili anche senza svolgere materialmente il lavoro, così come potete lasciare libertà d’azione al vostro team senza partire per una vacanza ai Caraibi spegnendo il telefono per una settimana. Trovate una via di mezzo che vi permetta di far convivere l’inevitabile ansia che si associa alla scelta di delegare e la tentazione di approfittare del carico di lavoro alleggerito per staccare completamente dal lavoro.

Quando non delegare

Non sempre si può delegare e qualche volta la vita dà ragione a noi maniaci del controllo. Se il vostro lavoro prevede un rapporto diretto con singoli clienti, per esempio, è sconsigliabile delegare le interazioni che avete già iniziato. A meno che la cosa non venga discussa e approvata con il cliente stesso, costringerlo a cambiare referente in corso d’opera potrebbe incidere negativamente sulla fiducia che quel cliente ripone in voi. Se c’è una parte del vostro lavoro che vi entusiasma e che costituisce la base di tutta la vostra motivazione, non delegatela ad altri a meno che non sia strettamente indispensabile. Trarre soddisfazione dalle attività che si svolgono è fondamentale e privarvi degli aspetti della vostra attività che vi appagano maggiormente non farà di voi dei buoni leader: farà di voi dei leader frustrati che invidiano i propri dipendenti.

Il tuo team ha bisogno di supporto? Contattaci per un team building efficace e divertente!

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato su tutti i nostri eventi