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6 regole per viaggiare sicuri

viaggiare sicuri
Scritto da Angela

Ho fatto un rapido calcolo dei miei viaggi più recenti. Negli ultimi due mesi e mezzo, ho preso diciassette fra aerei e treni a lunga percorrenza e non ho trascorso più che un paio di settimane nello stesso posto. In teoria la mia è una posizione invidiabile, in pratica comincio a preoccuparmi e non solo per la fatica di fare e disfare continuamente bagagli. Viaggiare molto è un desiderio diffuso, ma in un periodo come questo non mette esattamente di buon umore. Questo vuol dire forse che, in momenti come questi, si smette di viaggiare o ci si sposta solo in caso di assoluta necessità? Certo che no. Viaggiare, in questo momento, vuol dire anche affermare che ci si sente liberi di percorrere il pianeta che abitiamo, senza lasciarsi limitare nella propria possibilità di scoprirlo, esplorarlo, conoscerlo e imparare ad apprezzarlo nelle sue infinite e meravigliose sfumature. Naturalmente questo non è del tutto vero: non sempre ci sentiamo liberi e non sempre la nostra risposta alle minacce che percepiamo è così esplicita. In un recente articolo di Forbes, che si propone di fornire indicazioni su come viaggiare sicuri nonostante le recenti tragedie, si afferma che viaggiare sia una parte del nostro stile di vita che dobbiamo difendere, poiché rinunciare a viaggiare e rintanarsi in casa equivale a decretare la vittoria del terrore. Certo, l’articolo in questione perde leggermente di credibilità nel momento in cui sceglie di offrire, come ultimo consiglio per viaggiare sicuri, “seguite il vostro istinto”. Ecco, io ci tengo a suggerirvi di NON seguire il vostro istinto. Seguite, piuttosto, la vostra ragione e prendete decisioni consapevoli dopo aver acquisito tutte le informazioni necessarie. Viaggiare sicuri, anche nel mondo post 11 settembre e post 13 novembre si può.

1. Procuratevi informazioni aggiornate da fonti ufficiali

Cominciate col lasciare perdere i blog. Ce ne sono di ottimi e accurati, questo è indubbio, ma un blog è un luogo nel quale andare a discutere di opinioni, non a prendere nota di fatti. I fatti acquisiteli piuttosto dai siti delle ambasciate e dei consolati dei Paesi nei quali intendete recarvi, dagli organi di stampa ufficiali, dai siti delle compagnie aeree e delle forze dell’ordine e da altre fonti rigorosamente ufficiali. Mai come in questo momento, inoltre, è essenziale che le informazioni che si hanno siano aggiornate. Non si tratta semplicemente di privilegiare le fonti ufficiali su tutte le altre, si tratta di fare una scelta basata su indicazioni oggettive e non sulle reazioni emotive degli autori e commentatori di un articolo di opinione. Se dovessimo scegliere di spostarci o meno in base al contenuto di molta stampa più o meno ufficiale, probabilmente non usciremmo più da casa.

2. Documenti di viaggio e itinerari: non è il momento di avere dei segreti

Già qualche mese fa, quando il mondo appariva leggermente meno spaventoso di adesso, abbiamo parlato dell’importanza di lasciare una traccia del proprio viaggio tramite l’apposito servizio della Farnesina. Adesso più che mai diventa importante lasciare una copia dei propri itinerari e spostamenti, compresi mezzi, numeri dei voli e indirizzi di soggiorno ad amici o familiari. Oltre a munirvi di tutti i normali documenti necessari per il vostro viaggio, compresi gli eventuali visti, valutate inoltre la necessità di una copertura assicurativa sanitaria supplementare, soprattutto se vi spostate fuori dall’Europa. Per finire, caricate una copia digitale di tutti i vostri documenti su un servizio di storage online: in questo modo, in caso di incidenti che vi portassero a perdere le copie fisiche, potrete sempre accedere alle informazioni più importanti.

3. Restare connessi

Fino a poco tempo fa bastava investire in una carta sim internazionale da utilizzare con il vostro telefono. Ultimamente, tuttavia, la connessione dati ha acquisito un’importanza preponderante e molti operatori telefonici si stanno adeguando con piani internazionali assai convenienti. Viaggiare sicuri vuol dire anche poter comunicare immediatamente in caso di problemi o situazioni di pericolo. Se potete, informatevi comunque sulle offerte dati degli operatori internazionali, altrimenti sottoscrivete una buona offerta dati in roaming con il vostro operatore abituale. L’utilizzo di applicazioni per le chiamate gratuite come Whatsapp e Viber vi permetterà di mettervi in comunicazione con i vostri contatti anche qualora doveste finire il credito, gestendo così eventuali emergenze.

4. Viaggiare sicuri in aereo: armatevi di pazienza

La mia abitudine di arrivare in aeroporto sempre almeno due ore prima, anche se ho solo il bagaglio a mano, risulta a molti buffa o esasperante, ma mi garantisce un indubbio vantaggio: per me non sarà traumatico abituarmi a perdere moltissimo tempo negli aeroporti. Nel prossimo futuro, è prevedibile che le code ai controlli di sicurezza, anche nei piccoli aeroporti, si allungheranno sostanzialmente e c’è assai poco che possiamo fare in merito. Per questo è consigliabile arrivare con largo anticipo e semplificare al massimo le procedure. Alcune cose sono ovvie e vengono ribadite più volte dal personale mentre si è in coda (estrarre i laptop da borse e custodie, presentare tutti i fluidi in un’apposita bustina trasparente, avere prescrizioni nominali per tutti i medicinali che si portano con sé), altre si imparano con la pratica. Se viaggiate con un laptop, per esempio, limitate cavi e periferiche: una grande quantità di materiale elettronico porta quasi sempre a un controllo supplementare che può durare diversi minuti. Se la vostra borsa è provvista di tasche interne non immediatamente visibili, fatelo presente al personale qualora il bagaglio fosse oggetto di una verifica: eviterete di perdere dieci minuti durante i quali la borsa viene rispedita sotto lo scanner più volte per identificare il vostro flashdrive usb nascosto sotto uno stick di deodorante. A proposito di deodorante: in alcuni aeroporti quello in stick conta come fluido, in altri no, ma per risparmiare tempo vi conviene adattarvi alla prima regola e impacchettarlo insieme agli altri liquidi. In generale, cercate di ricordare che chi effettua i controlli di sicurezza in un aeroporto in un periodo come questo è probabilmente soggetto a un’atmosfera piuttosto tesa. È inutile negarlo: tutti in questi giorni siamo un po’ nervosi quando ci troviamo in un aeroporto e probabilmente non saremmo felici di trascorrerci intere giornate. Evitate a qualsiasi costo di mettervi in contrasto con gli operatori della sicurezza aeroportuale: fanno solo il loro lavoro e cercano di farvi viaggiare sicuri, anche quelli veramente molto antipatici.

5. Comunicare e orientarsi

Quando arrivate in un posto che non conoscete, cercate di farvi un quadro chiaro dei principali punti di interesse, in particolare della collocazione dei vostri referenti internazionali, da contattare in caso di emergenza. Viaggiare sicuri non significa solo controllare le guide online per sapere dove si trovano i migliori ristoranti, ma soprattutto informarsi sulla collocazione dell’ambasciata, del consolato e dei posti di polizia. Se non parlate la lingua locale, preparatevi un piccolo prontuario di frasi essenziali. Ci sono molti dizionari tascabili che ve ne forniranno in abbondanza, ma se volete avere immediatamente a portata di mano quelle che ritenete più importanti, potete appuntarvele su un’agenda o sul telefono, in modo da munirvi delle vostre “flashcard” personali per comunicare in caso di necessità. Una buona conoscenza della lingua inglese, ovviamente aiuta, ma non sempre è sufficiente a garantirvi una comunicazione efficace in qualsiasi paese. Avete presente il luogo comune per cui sono solo gli italiani a non imparare l’inglese? Ecco, appunto, è un luogo comune.

6. Buon senso, rispetto e altre cose ovvie

Perché così tanti adulti, quando si trovano in viaggio, regrediscono ai tempi della gita scolastica? E non mi riferisco solo agli applausi al pilota dopo l’atterraggio. Certo, andare in vacanza è divertente, ma comportarsi come adolescenti oltre il limite massimo lo è assai meno, soprattutto per chi è costretto a sopportare atteggiamenti esagerati e imbarazzanti. Per viaggiare sicuri anche in Paesi con abitudini e culture assai distanti dalle nostre, è essenziale informarsi sulle leggi e i costumi locali e comportarsi in modo civile e rispettoso. Questo non significa abdicare ai propri valori o al proprio stile di vita, ma semplicemente considerare la legittimità di quelli altrui. I comportamenti offensivi delle tradizioni locali, anche laddove non risultino in situazioni di pericolo, serviranno comunque a farvi identificare come un ospite sgradito, da tollerare aspettando che se ne vada. Questo vi impedirà di entrare veramente in contatto con il luogo che state visitando e vi condannerà, se va bene, a essere guardati come noi guardiamo gli stranieri che schiamazzano nei musei o che ordinano il cappuccino dopo gli spaghetti con le cozze. Un’ultima considerazione: se ci sono costumi, regole o tradizioni locali che trovate incompatibili con i vostri valori, il vostro stile di vita o la vostra sicurezza, considerate l’ipotesi di scegliere un’altra destinazione. Ostentare di proposito comportamenti che vengono considerati offensivi in un certo contesto non servirà a convincere nessuno della vostra superiorità culturale, ma avrà l’effetto di rendere il vostro soggiorno probabilmente meno piacevole del previsto.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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