Formazione

7 startup da tenere d’occhio nel 2016

startup 2016
Scritto da Angela

Il ritmo dell’innovazione cresce esponenzialmente e ogni anno la scena delle startup, in continuo fermento, produce proposte e promesse. Alcune di queste – la maggior parte – sono destinate a scomparire nel nulla, altre diventeranno elementi fondamentali del nostro futuro. È accaduto per brand ormai affermati come Airbnb, Uber e Instagram e indubbiamente capiterà ancora in futuro, ma è quasi impossibile fare pronostici affidabili in merito. Questa è una breve lista dei progetti più promettenti, quasi tutti partiti dalla Silicon Valley. Almeno una di queste startup potrebbe essere “the next big thing”, quella che cambierà radicalmente le nostre abitudini personali o professionali. Voi su quale scommettereste?

Burner

burner app

Avete mai rinunciato ad attivare un servizio solo perché questo richiedeva di fornire il vostro numero di cellulare? Concedere una parte importante della propria privacy non è una scelta che si fa a cuor leggero a beneficio di qualsiasi compagnia. Burner fornisce numeri di telefono “usa e getta”, adatti a ricevere chiamate e sms e pensati apposta per fornire il necessario supporto ai servizi che lo richiedono. A rendere Burner diverso dagli altri servizi simili è il fatto che non si tratta di un servizio imperniato sulla segretezza dell’identità, ma di uno strumento che si integra alla perfezione con servizi ad ampia diffusione, come Dropbox o Evernote. Le collaborazioni ufficiali con altre piattaforme sono in aumento e agli sviluppatori vengono messi a disposizione strumenti specifici per personalizzare le integrazioni di Burner con altre app.

Nextbit

nextbit logo

Nextbit non è ancora disponibile sul mercato, ma quando lo sarà potrebbe rappresentare una rivoluzione tecnologica alla quale gli altri brand dovranno adeguarsi. Si tratta infatti di uno smartphone Android che promette di offrire un cloud storage senza limiti. Al momento servizi come iCloud conservano e rendono disponibili i dati fino a quando le app che li hanno generati sono installate sul dispositivo che si sta utilizzando. Nextbit si propone di rendere i dati sempre disponibili, in qualsiasi momento, su qualsiasi dispositivo, anche se le applicazioni vengono disinstallate. In questo modo, invece di cancellare un’applicazione, la si potrà mettere in pausa, per poi decidere di recuperarla in un secondo momento. L’obiezione più ovvia alla quale Nextbit dovrà andare incontro, quando deciderà di affrontare il mercato, è quella relativa alla tutela della privacy: come vengono custoditi i dati raccolti? Che livello di sicurezza è possibile garantire e con quali tutele per gli utenti? Tutte queste domande sono ancora senza risposta, ma indubbiamente dovranno essere affrontate prima di un eventuale lancio ufficiale.

Medium

medium logo

Abbiamo bisogno di un altro social network o di un’altra piattaforma di blogging? Naturalmente no, non abbiamo “bisogno” neanche di quelli che già esistono, ma è utile sapere in anticipo da che parte girarsi quando la maggioranza degli utenti avranno deciso che le piattaforme che oggi vanno per la maggiore non saranno più interessanti o funzionali. Medium esiste dal 2011, ma è stata aperta al pubblico solo nel 2013 e la sua popolarità è cresciuta in maniera più o meno costante negli ultimi due anni. La piattaforma si presenta come una versione più snella e più aperta alla dimensione social di WordPress e pone l’accento sulla rilevanza dei contenuti. Il successo di un post, infatti, non è calcolato nel numero di click o “like” che questo riceve, ma nel tempo complessivo che gli utenti hanno passato a leggerlo. La reazione alla cultura di Facebook è chiara: in un contesto nel quale la popolarità si misura in like e moltissimi utenti condividono contenuti senza leggerli, come semplici pretesti per estemporanee espressioni di identità, Medium sceglie di valorizzare i contenuti che generano autentico interesse negli utenti, scoraggiando il clickbait e l’atteggiamento di coinvolgimento fittizio e superficiale che impera sugli altri social network.

Highfive

highfive logo

Il target di Highfive è prevalentemente quello degli utenti professionali. Questa startup si propone di offrire un servizio di videoconferenza immersivo e di alto livello senza i costi proibitivi del passato, così da non limitare il servizio alle grandi aziende. L’ambizione di Highfive è quella di fornire un servizio rapido, facile da usare e di ottima qualità, che elimini dalle vite di molti professionisti quegli estenuanti cinque minuti che in media si spendono ad avviare con successo una videoconferenza su Skype o una condivisione funzionale di più schermi, per facilitare il lavoro collettivo su un unico progetto. Oltre al software, Highfive fornisce anche il necessario equipaggiamento hardware, comprensivo di camere, microfoni e cavi. La rivoluzione nel settore delle videoconferenze mire a mettere insieme costi competitivi, video e audio in HD e facilità d’uso. Non resta che osservarne l’evoluzione per vedere se tutte queste promesse saranno mantenute.

Sensoria

Sensoria

Questa nuova tecnologia ha il potenziale per attirare l’attenzione di molti brand del settore sportivo. Si tratta essenzialmente di sofisticati dispositivi indossabili, adatti a progettare indumenti “smart”, corredati di sensori in grado di effettuare un gran numero di rilevamenti biometrici in tempo reale. Il mercato è sicuramente pronto, dal momento che tutte le ricerche di settore indicano il settore dei “wearable” come uno dei più floridi e in continua crescita. Sensoria si propone di integrare la propria tecnologia in indumenti destinati soprattutto – ma non esclusivamente – allo sport, con lo scopo di monitorare e migliorare le prestazioni atletiche, ma anche di valutare i rischi e l’impatto sulla salute di determinate attività e prevenire problemi.

Jet.com

jet.com logo

Questa startup si propone di fare concorrenza nientemeno che ad Amazon, proponendo prezzi più bassi della media per prodotti venduti in bundle. In sostanza, Jet.com espande il principio dei suggerimenti di Amazon, espresso negli ormai noti messaggi automatici che ci informano del fatto che “gli utenti che hanno acquistato il prodotto X, hanno acquistato anche il prodotto Y”. Jet punta tutto direttamente sulle offerte “a pacchetto” e si presenta come “la compagnia di ecommerce dalla crescita più veloce nella storia”. È decisamente presto per valutare la probabilità che Jet.com riesca davvero a fare concorrenza a uno dei più consolidati mastodonti della rete, ma non si può non apprezzarne l’ambizione. Tutti guardano con simpatia il “Davide” di turno, anche quelli che si servono regolarmente dei servizi del “Golia” che questo mira ad abbattere.

Shiftgig

shiftgig logo

Tutto è estemporaneo e istantaneo nella società contemporanea, perché non anche il lavoro? Questo è il proposito di Shiftgig, una specie di Tinder per il mercato del lavoro. L’idea è quella di mettere in contatto esercizi commerciali come hotel o ristoranti (o qualunque azienda si serva di lavoro più o meno qualificato distribuito in turni e pagato a ore) con chi cerca ingaggi saltuari per arrotondare. Non esattamente un passo avanti verso la creazione di posti di lavoro stabili e di maggiori certezze per i precari, ma probabilmente un modo ragionevole di agevolare alcune particolari categorie e di facilitare l’ingaggio estemporaneo di manodopera. La possibilità di questo particolare sistema di estendersi in più territori dipende, ovviamente, dalle leggi che regolano il mercato del lavoro in ogni paese, ma è ragionevole pensare che questo modello, nel bene e nel male, sia destinato a diffondersi.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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