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Acceleratori e incubatori di startup: le cose da sapere prima di iniziare

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Scritto da Angela

startup acceleratorLa popolarità degli acceleratori di startup è cresciuta enormemente negli ultimi anni, con un inevitabile proliferare di case-history di successo, che hanno solleticato la fantasia di molti giovani imprenditori, creativi, programmatori e ricercatori, dando vita a sogni di gloria imprenditoriale spesso lontani dalla realtà. Per ogni startup che riesce a sfruttare positivamente l’esperienza di un acceleratore, diverse centinaia non arrivano neppure a portare a termine l’application o semplicemente non riescono a prendere il volo una volta terminato il periodo di “supporto”. Su che cosa si fonda una startup di successo? Quali caratteristiche rendono possibile l’accesso a un acceleratore e quali scelte permettono a un progetto di reggersi sulle proprie gambe una volta avviato?

Acceleratori e incubatori di startup

Occorre prima di tutto fare chiarezza sulla differenza fra due termini che spesso vengono interpretati erroneamente come sinonimi. Sia gli acceleratori che incubatori offrono alle startup appena avviate importanti opportunità di crescita e di contatto con investitori che possano sostenerne lo sviluppo finanziario: le differenze principali sono costituite dall’approccio e dai criteri di selezione. Gli acceleratori selezionano tramite application e si concentrano di solito su attività già minimamente avviate, che vengono messe in condizioni di crescere molto in un lasso di tempo breve, grazie a una rete di supporto, a un servizio di mentoring e a una serie di contatti all’interno del settore di riferimento. Gli incubatori, invece, sono solitamente interessati a un settore specifico e a progetti che siano ancora all’inizio del proprio sviluppo e che vengono aiutati a incanalare il proprio potenziale, spesso con il trasferimento in una certa area geografica e la collaborazione con altre startup dello stesso incubatore.

La coppia perfetta

Non tutti gli acceleratori sono uguali, come del resto non lo sono le startup. È facile lasciarsi spaventare dalla concorrenza e cedere alla tentazione di presentare più domande possibili, stabilendo in anticipo che l’acceleratore o l’incubatore ideale per il proprio progetto debba avere una sola caratteristica: accettarlo. Per risparmiare tempo e fatica e guadagnare in credibilità, invece, è bene fare una ricerca preventiva su ogni singolo possibile partner e sul network che vi è collegato. Quali startup sono state lanciate da un certo acceleratore? Che risultati hanno ottenuto? Il network aziendale che circonda quel particolare acceleratore o incubatore è adatto al nostro progetto? È il tipo di contesto professionale nel quale vogliamo inserirci? Quali caratteristiche accomunano le startup di successo uscite da un certo acceleratore? Quali investitori sono soliti finanziare le startup di un certo incubatore? Avere un’idea chiara dei soggetti professionali ai quali vogliamo associarci è il modo migliore per strutturare un progetto con il giusto potenziale di crescita.

Le buone idee non bastano

Avere un progetto originale, un prodotto innovativo o un concept rivoluzionario è il requisito minimo necessario per chi desideri attirare l’attenzione di investitori e mentori. Guardandovi intorno, però, scoprirete che di progetti originali, innovativi e rivoluzionari ce ne sono a centinaia in ogni settore. Come distinguersi, in questa giungla di aspiranti CEO e sviluppatori di app? Lavorare sulla presentazione è fondamentale: dalle prime righe di intestazione dell’application-form fino al video introduttivo, occorre perfezionare uno stile e selezionare dei contenuti che rendano immediatamente chiaro il concept principale e allo stesso tempo mettano in evidenza l’unicità del progetto, la personalità del team e tutto quanto possa costituire un valore aggiunto rispetto al semplice business plan.

Gestire il tempo, gestire il team

Se vi siete fatti l’idea che rientrare in quel 2 – 5% di application che vengono accolte dai grandi acceleratori significhi la fine dei vostri problemi professionali e finanziari, rischiate di rimanere molto delusi. Soprattutto nel caso degli acceleratori, che lavorano su un periodo di tempo limitato, la suddivisione del lavoro gioca un ruolo fondamentale. Vi ritroverete improvvisamente a dover gestire un calendario fitto di impegni, incontri di mentoring, workshop, conferenze e incontri con potenziali investitori e, al tempo stesso, dovrete incrementare la produttività della vostra startup, per arrivare alla fine del programma con lo slancio necessario e un risultato interessante da proporre agli investitori. Per ottenere questi risultati è fondamentale poter contare su un team efficiente e su un’accurata divisione dei compiti, che permetta di trarre il massimo dall’esperienza dell’acceleratore e di portarla a termine avendo conseguito dei risultati concreti e misurabili. Stabilire, settimana per settimana, un calendario di tutte le attività da svolgere e dividerle in base ai ruoli e alle competenze è il primo passo per non essere travolti e far crescere il proprio progetto.

Che cos’è la crescita?

Come si definisce la crescita, in una fase nella quale il fatturato è ancora incerto e non esistono abbastanza dati per identificare un trend? La risposta varia a seconda dell’attività, ma vale la pena fermarsi a riflettere su questo punto prima di lanciarsi alla ricerca di investitori per la propria startup. Ogni attività può essere misurata in base a diversi parametri ed è essenziale individuare quelli che sono più rappresentativi della crescita di un business. Potrebbe trattarsi del numero di nuovi clienti acquisiti in un mese o del tempo medio di utilizzo di un software, per alcune attività il dato più importante sarà la quantità di utenti, per altri la spesa pro-capite o la diffusione all’interno di una certa fascia demografica. Sapere con certezza quali sono i parametri che definiscono la crescita della vostra startup vi permetterà di porvi degli obiettivi in base ai quali misurare la crescita del progetto.

Se la vostra application è stata respinta, non è detto che dobbiate rassegnarvi al fallimento. Per anni, prima dell’invenzione degli acceleratori e degli incubatori, le piccole aziende si sono fatte strada crescendo nel tempo e facendosi conoscere nei rispettivi settori. Se il vostro trasferimento negli Stati Uniti per uno startup bootcamp è saltato, potete sempre iscrivervi al prossimo trade-show.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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