Formazione

Startup: per le più innovative arriva Capitol 1, venture accelerator

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Scritto da Angela

I temi che si dibattono, quando si parla di imprenditoria in Italia, sono sempre gli stessi: al centro delle preoccupazioni degli imprenditori c’è la difficoltà di accedere a fondi che permettano lo sviluppo e la crescita delle aziende. È qui che di solito entrano in gioco i venture capital come soggetti di massimo interesse, soprattutto se si parla di startup e nuove realtà imprenditoriali. In questo panorama esiste da alcuni mesi una nuova realtà: Capitol 1. Si tratta di un fondo il cui scopo è investire 50 milioni di Euro in 5 anni. Quali imprese potranno beneficiare di questi investimenti? Si tratterà soprattutto di aziende piccole e medie e startup interessate a crescere, ma il denominatore comune sarà uno solo: l’innovazione.

Internazionalizzare le eccellenze Italiane

Che cosa manca alle startup Italiane? In molti casi a determinare il naufragio di progetti carichi di potenziale innovativo, è la mancata internazionalizzazione dell’impresa. Perché una startup diventi una scaleup, infatti, è quasi sempre necessario che questa sia in grado di muoversi su un mercato internazionale. Un fondo come Capitol 1, nelle intenzioni dei suoi promotori, ha esattamente questo scopo: rendere possibile l’internazionalizzazione delle più brillanti e innovative startup Italiane, così da garantirne non solo la sopravvivenza, ma la crescita. Fra le realtà Italiane che già lavorano in questo senso, non si può non citare il premio Marzotto, i cui promotori – non a caso – sono coinvolti anche nel progetto Capitol 1.

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Quali startup potranno accedere a Capitol 1?

Capitol 1, che si definisce “venture accelerator”, guarderà alle startup che abbiano già dimostrato, oltre al potenziale di innovazione, una certa solidità. Si tratterà infatti di startup che si trovino già in fase avanzata di sviluppo tanto dal punto di vista tecnologico quanto da quello commerciale. L’obiettivo è aiutare queste imprese a compiere il salto di qualità che trasforma una promettente realtà locale in un successo internazionale. Nello specifico, Capitol 1 si propone di investire in aziende che operino nei settori delle biotecnologie e tecnologie agricole, di mobilità e logistica, di energie e tecnologie sostenibili, smart manufacturing e Internet of Things. Capitol 1 non sarà inoltre un semplice fondo e non si limiterà a mettere delle risorse a disposizione delle imprese selezionate, ma si propone di impegnarle attivamente nella loro crescita, agevolandone il processo di internazionalizzazione. Non mancheranno le occasioni di partnership con imprese leader nei rispettivi settori delle startup coinvolte, così da permettere ai fondatori di valutare fin da subito le migliori opzioni di exit.

Un nuovo modo di supportare le imprese

Che cosa vuol dire essere un “venture accelerator” e in che cosa questo fondo si differenzia da tutti gli altri presenti sul mercato? La risposta è da ricercare nel tipo di relazione che Capitol 1 vuole stabilire con le imprese che andrà a sostenere. Non si tratterà, infatti, di un fondo tradizionale, ma di una realtà che affiancherà le aziende destinatarie degli investimenti con consulenze gestionali, tecnologiche e commerciali, in modo da aiutarne attivamente la crescita. La filosofia che sta alla base del progetto è molto semplice: l’Italia è un paese con un potenziale di innovazione enorme, che non è ancora stato sfruttato a pieno. Lo scopo di Capitol 1 è quello di trasformare le nostre realtà più interessanti in protagonisti assoluti del mercato internazionale dell’innovazione.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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