Formazione

Come lavorare in vacanza senza rovinarsi le feste

lavorare in vacanza
Scritto da Angela

Le feste di Natale, insieme alle vacanze estive, sono quei momenti che si aspettano tutto l’anno, i periodi nei quali si ha finalmente la possibilità di staccare, riposarsi e dimenticarsi dell’esistenza delle email, giusto? Sbagliato. L’idea della settimana di vacanza con il telefono spento è figlia della narrativa – ogni tanto mi tocca usarla questa parola orrenda – del lavoro dipendente, delle barzellette sul capoufficio, delle multinazionali con gli impiegati assunti e con le ferie pagate. Ci siamo passati più o meno tutti, se va bene, ma negli ultimi anni sono aumentati coloro che durante le feste comandate fanno tutto, tranne che riposarsi e che trovano naturale lavorare in vacanza. Liberi professionisti, consulenti, startupper, piccoli imprenditori e tutti coloro che si sono messi in proprio perché la pensione ha smesso di essere una prospettiva allettante. Che cosa facciamo, noi tutti, durante le feste di Natale, mentre il resto della famiglia si sveglia a mezzogiorno e organizza tavoli di poker e menu del cenone? Lavoriamo. Ci svegliamo alle sette il 24 dicembre per finire un report, continuiamo a lavorare sulla consegna che deve essere pronta prima di gennaio e facciamo tutte quelle cose che non abbiamo il tempo di fare nel resto dell’anno, dal ristrutturare il nostro sito personale al rifare i biglietti da visita. È giusto, sano o accettabile tutto questo? Naturalmente no. Possiamo buttare lo smartphone e abbuffarci di panettone fino al 7 gennaio? Neppure. Esiste una via di mezzo? No, ma ci si può organizzare per non invecchiare precocemente e lavorare in vacanza pur senza rinunciare interamente a riposarsi, basta sapersi organizzare.

I bagagli del perfetto nomade digitale

bagagliPer godersi le vacanze da freelancer non bisogna per forza essere nomadi digitali o lavorare esclusivamente in remoto, però aiuta. La prima cosa che si impara è cosa mettere in valigia. Il bagaglio non deve essere necessariamente fisico: ne fanno parte tutti gli strumenti che dovete sempre avere con voi per poter lavorare, che si tratti del caricabatterie per il laptop o di un archivio conservato su un servizio cloud. Prima di partire, fate un elenco di tutti gli strumenti e i materiali che vi sono indispensabili e suddivideteli fra il vostro laptop, uno o due piccoli hard disk di back up e un appropriato storage online. Ce ne sono molti – e potrebbero essere oggetto di una prossima recensione comparata – ma SyncFolders, GoogleDrive e DropBox sono certamente i più accessibili, semplici da usare e offrono ottime prestazioni anche nelle versioni gratuite. Se vi spostate in aereo, la raccomandazione più importante è la seguente: tutto ciò che vi occorre per il vostro lavoro deve essere trasportato nel bagaglio a mano. Fidatevi. Non vi auguro di scoprire il livello di frustrazione che si può sperimentare quando una linea aerea perde il vostro bagaglio con dentro due hard disk pieni di lavori da completare. Se il peggio dovesse accadere – perché non avete seguito il consiglio vitale che vi ho appena dato – e il vostro bagaglio contenente gli strumenti del vostro lavoro dovesse atterrare a Bombay mentre voi siete a Reggio Calabria, passate alle tattiche di guerra vere e proprie: lamentatevi sui social. Una lamentela pubblica sugli account social di una linea aerea si risolve sempre in un’assistenza più rapida ed efficiente rispetto alla semplice compilazione di un modulo e a un paio di telefonate.

Gestire il tempo per lavorare in vacanza

telefonoLavorare dieci ore al giorno durante tutto il tempo che passate in “vacanza” è sbagliato. Non ci sono altri modi per dirlo: è davvero una pessima idea. Fa male alla salute, vi spingerà a odiare il vostro lavoro anche se lo avete scelto perché vi appassiona e in generale vi porterà a essere più stanchi, demotivati, frustrati e quindi anche meno produttivi. Se, come me, avete una marcata inclinazione alla vita da workaholic, avete bisogno di darvi delle regole. D’accordo, non è possibile smettere completamente di lavorare in vacanza, spegnere il telefono e non rispondere alle email, ma è sicuramente possibile darsi dei limiti. Prima di partire, fate un piano dei lavori che devono essere completati e delle mansioni che devono obbligatoriamente essere svolte e traducetele in ore di lavoro e soprattutto di connessione. Quant’è il minimo che potete permettervi? Individuate un numero di ore il più possibile ridotto (l’ideale sarebbe non più di quattro) e attenetevi scrupolosamente alla tabella di marcia. Se necessario, avvisate clienti e collaboratori che, per qualche giorno, sarete disponibili esclusivamente in una certa fascia oraria.

Tecnologia e connessione: usarle poco, ma bene

tecnologiaSe avete deciso di impegnarvi a dedicare un certo numero di ore al lavoro e se questo lavoro richiede, come è probabile, una connessione internet, assicuratevi di averne a disposizione una decente. Evitate di commettere il mio errore più recente: ho selezionato un albergo di una nota catena che elencava la connessione wi-fi fra gli “extra”. Per extra si intendeva un massimo di 30 minuti gratuiti al giorno per dispositivo, al termine dei quali era richiesto un pagamento per continuare a utilizzare la connessione. I 30 minuti in questione, inoltre, erano su una wi-fi talmente scadente che bastavano a malapena per controllare la mail. Di conseguenza, dopo quindici minuti di lavoro effettivo e oltre un’ora passata a disconnettere e riconnettere tutti i dispositivi, ricaricare le pagine e imprecare nella lingua locale, ogni giorno ero costretta a uscire alla ricerca di un bar nel quale portare a termine i miei impegni lavorativi. Inutile dire che la parte turistica del mio viaggio ne ha risentito. Certo, mi sono sfogata quando ho ricevuto il questionario sul gradimento dell’hotel. Morale della favola: non risparmiate su ciò che vi garantisce connettività ed energia (ve lo ricordate, vero, che dovete sempre avere con voi una power bank quando viaggiate?), altrimenti lavorare in vacanza si trasformerà in un incubo tutt’altro che rilassante.

Da che cosa staccare completamente

social mediaDa tutto ciò che vi spinge a procrastinare. Tutti sbirciamo Facebook mentre lavoriamo, tutti perdiamo cinque minuti per guardare video di gatti che aggrediscono fotocopiatrici o per leggere un articolo di costume, mentre dovremmo dedicarci a finire quel videoediting o a tradurre quel romanzo o a finire quel sito web. Finché siamo in ufficio o nel nostro home office, immersi nella routine, è anche umano sprecare un po’ di tempo, ma quando si è in vacanza non ne vale la pena. Fate in modo che le vostre ore di lavoro siano il più possibile concentrate e abbandonate i social e gli account email che non vi sono strettamente necessari e sparite da Facebook fino al vostro ritorno. Le micro-distrazioni allungano la vostra giornata lavorativa inutilmente, facendovi perdere tempo prezioso e consumando le vostre energie mentali almeno quanto il lavoro vero e proprio. Fate una lista degli account che vi sono indispensabili e disconnettetevi completamente da tutti gli altri. Avrete tutto il tempo per tuffarvi nuovamente nell’agorà digitale una volta finita la vacanza. Non vi preoccupate, i gatti non andranno da nessuna parte mentre siete via.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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