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Dall’incentive travel alla Spa: volersi bene in azienda

incentive travel
Scritto da Angela

Soddisfazione professionale, un buon equilibrio fra vita privata e lavoro, una posizione economica solida: questi tre elementi definiscono le condizioni di una carriera ideale. Se ne avete due su tre, dovreste comunque riuscire a mantenere un certo grado di salute mentale. Anche con uno e mezzo ve la potreste cavare, ma sotto questa soglia è probabile che la vostra attuale posizione non sia quella che avete sempre sognato. Queste considerazioni valgono dalla prospettiva dei lavoratori, ma dovrebbero interessare anche ai datori di lavoro. In un contesto concorrenza feroce fra piccole e medie aziende e startup, nel quale spesso a fare la differenza è l’impegno e l’entusiasmo della forza lavoro, considerare i propri impiegati semplicemente come elementi dell’ingranaggio è controproducente, oltre che terribilmente anni ’80. Un’azienda che sia in grado di creare spirito di gruppo e valori condivisi ha molte più possibilità di resistere a un periodo di recessione e questo non è solo un grido collettivo di speranza da parte degli impiegati di tutto il mondo, ma il risultato di studi effettuati a tutte le latitudini e in molti settori commerciali. Se così non fosse, d’altra parte, non si sarebbe diffuso il sistema delle ricompense e non si sarebbe sviluppato il mercato dell’incentive travel. Come motivare i propri dipendenti senza dare loro ciò che in assoluto li motiverebbe di più, ovvero un aumento?

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Incentive Travel

Non c’è regalo più bello di un viaggio, soprattutto se si tratta di un’esperienza unica che difficilmente ci si concederebbe autonomamente. Questo tipo di ricompensa è solitamente prediletta da chi vuole premiare un traguardo di produzione o di vendita eccellente, ma anche da chi vuole dare il benvenuto a un partner professionale di riguardo o sugellare la conclusione di un accordo importante. Le opzioni sono infinite e la particolarità di questo tipo di progetto è che, dal momento che offrire lusso, comfort ed esperienze indimenticabili è l’obiettivo principale dell’intero esercizio, si può lasciare ampio spazio alla creatività. A noi, per esempio, è capitato di accompagnare un gruppo di venti persone in un viaggio panoramico in elicottero da Milano a Stresa, seguito da una splendida crociera sulle isole del Lago Maggiore. In alcuni casi queste esperienze possono trasformarsi in occasioni di team building, mentre in altre si tratta semplicemente di concedersi un po’ di meritato lusso dopo aver raggiunto un risultato eccezionale.

Voucher, sconti e benefit

Nessuno vuole ricevere un’agenda rilegata in pelle e una penna prima di andare in ferie, sia perché sono in pochi a servirsi ancora di agende cartacee, sia perché quelle selezionate dagli uffici acquisti per essere regalate in blocco ai dipendenti di qualsiasi azienda sono, in genere, oggetti molto brutti. Anche i vecchi buoni benzina sono superati, ma ancora graditi a chi si sposta per lunghe distanze. Nel 2015 tutto può essere acquistato in blocco a prezzo ridotto, quindi perché limitarsi all’unico set di oggetti che di sicuro il destinatario del regalo non gradirà? Esistono coupon, buoni sconto, voucher da utilizzare per l’acquisto di prodotti o servizi, per godere di un trattamento in una spa o per iscriversi in palestra per sei mesi. Questo è il tipo di regalo che le aziende fanno per ricompensare una buona performance in assenza di un equivalente economico, ma anche in occasione di particolari momenti dell’anno, come le feste di Natale o la fine dell’anno lavorativo. Pur non essendo riconoscimenti economici, questi incentivi sono economicamente valutabili in modo molto preciso.

Ricompense immateriali

Se il vostro direttore creativo è un genio e ha ideato per voi un progetto di successo e se la sua creatività si manifesta al meglio in contesti diversi dall’ufficio, perché obbligarlo a sedere ogni giorno alla sua scrivania per 8 ore facendo finta di lavorare e intanto controllando Facebook? In alcuni casi la ricompensa può tradursi in una modifica nelle condizioni di lavoro, come la riduzione delle ore di ufficio, magari con la possibilità di svolgere parte del lavoro fuori sede, specialmente se si tratta di professioni creative che possono beneficiare di maggiore libertà nell’organizzazione. In qualche caso si potrà trattare anche di ferie supplementari o semplicemente di un riconoscimento pubblico del buon lavoro svolto. Va detto che l’inserimento in una specifica “wall of fame”, se non accompagnato da un vantaggio materiale, è efficace solo in quei contesti nei quali l’adesione ai valori dell’azienda è particolarmente solida e diffusa.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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