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Due.com, il migliore amico dei freelancer. Quasi.

Due Logo
Scritto da admin

Quella del freelancer è una vita dura. Come se non bastasse la precarietà dei guadagni, la necessità di trovare e mantenere i clienti, la difficoltà di spiegare a tua madre e al tuo potenziale padrone di casa che, anche se non hai una busta paga, hai un vero lavoro, periodicamente a complicare la giornata si aggiunge l’ansia amministrativa che ti fa sentire la mancanza del lavoro dipendente, quando non dovevi porti il problema di aver sbagliato il numero progressivo della fattura o dimenticato di sollecitare il pagamento al cliente ritardatario. Per questo motivo, nella costante ricerca di soluzioni economiche che mettano ordine nella gestione burocratica della mia vita da Yuccie (siamo i nuovi Yuppies, praticamente hipster ma senza la barba e vestiti meglio), ho deciso di dare una possibilità a Due.com, popolare tool online per fare finta di avere un ufficio. Ecco come è andata.

Due Dashboard

La dashboard principale, che permette di gestire le fatture.

Due.com: costi e funzionalità

Due è un servizio freemium e la tecnica scelta per indurre i detentori di account gratuiti a passare alle versioni a pagamento consiste nell’offrire quasi tutte le funzionalità anche con il profilo di base, ma per una limitatissima mole di lavoro. Sicuramente le sezioni più utili del servizio sono quelle legate alla gestione delle fatture e dei clienti, che possono essere utilizzate fin da subito, a patto che non si abbiano più di 5 clienti, 5 progetti, 5 compiti da svolgere al mese e che non si vogliano inviare preventivi, sincronizzare l’account con Paypal o gestire dipendenti e collaboratori.

La strategia è comprensibile e anche ragionevolmente onesta, quindi mi appresto a mettere alla prova l’interfaccia, allo scopo di decidere se valga la pena acquistare almeno la prima fascia a pagamento, da 10 € al mese, che toglie tutte le restrizioni a eccezione di quella sui dipendenti. Nella speranza di saperne di più, seleziono la funzione “inizia il tour”: partiamo malissimo. Il tour semplicemente non funziona, la finestra si prepara all’apertura di un pop-up che non compare e le frecce che dovrebbero guidarmi negli step successivi mi guidano, invece, al nulla più assoluto. Se questa fosse una recensione con le stelline o i punteggi, saremmo già ai numeri negativi.

Mi appresto quindi a esplorare senza una guida l’interfaccia e il mio giudizio non migliora. Le funzionalità più interessanti, che vorrei sperimentare immediatamente, sono quelle relative alla generazione di fatture in più paesi e con più valute (è disponibile anche un convertitore), da abbinare ai singoli clienti. L’usabilità, però, non è la caratteristica principale di questo servizio, che oltre a girare in modo piuttosto lento e ad avere una sgradevole tendenza a bloccarsi per alcuni minuti nel passaggio da una scheda all’altra, richiede di usare le funzioni in un ordine preciso. Naturalmente, non avendo potuto godere di un tutorial iniziale, io non ho idea di quale sia questo ordine e lo scopro per prove ed errori.

Utilizzo

A onor del vero, una volta capito che Due è essenzialmente una maestrina pignola che richiede di fare i compiti in un certo modo e una volta accettata l’ovvia impostazione Americana della parte fiscale, riconosco che il servizio ha una sua logica e che svolge bene i compiti per i quali è programmato. Nel caso vi venisse voglia di provarlo, l’ordine da seguire è: impostare il profilo in ogni sua parte, impostare la fatturazione (partita iva, valuta, tipo di pagamento accettato, Paese), creare i profili dei clienti e poi in base a quelli stabilire delle task e impostare le fatture (ci sono due template piuttosto gradevoli, che diventano otto nella versione a pagamento). Nel caso vi venisse in mente anche solo di esplorare una di queste funzioni senza aver completato tutte quelle precedenti, sappiate che non è possibile.

Considerazioni finali

Nel complesso si tratta di uno strumento utile e indubbiamente atto a tentare il freelancer medio afflitto dal caos amministrativo. L’idea di avere un sistema di automazione per l’emissione delle fatture, un calendario con reminder dei singoli compiti e riassunto dei progetti complessivi, un sistema di gestione dei pagamenti e dei preventivi e un archivio clienti tutto nella stessa piattaforma è decisamente attraente. Il motivo per cui ho deciso di non acquistare un abbonamento ha relativamente poco a che fare con le limitazioni delle funzionalità nella versione gratuita e molto a che fare con quello a cui la rete ci ha abituati. Avere a disposizione tutte queste funzioni in un unico servizio è senza dubbio una prospettiva attraente, ma non è abbastanza per giustificare una spesa mensile: occorre anche che le suddette funzioni siano gestite e coordinate in modo rapido, fluido, con un’interfaccia ben progettata che scorra velocemente e mi permetta di personalizzare interamente il mio flusso di lavoro. La rete, i servizi Cloud e la vastissima offerta di piattaforme gratuite ci hanno viziati: nel mercato delle applicazioni ormai c’è spazio solo per i prodotti perfetti.

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