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Estate 2015: un viaggio attraverso i Festival in Europa

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Scritto da Angela

Quante volte nella vita avete trascorso le ferie dei vostri sogni, facendo esattamente tutto quello che avevate sognato di fare per mesi? È statisticamente probabile che la vostra risposta sia “mai”, perché se siete persone normali probabilmente non potete permettervi di realizzare tutti i vostri desideri in fatto di vacanze e se siete Lapo Elkann probabilmente non avete desideri da realizzare in fatto di vacanze e vi annoiate da morire su una spiaggia di Bali. Qualsiasi altra risposta a questa domanda, quindi, vi qualifica come un fulgido esempio di saggezza che ha imparato la sublime arte di desiderare ciò che si ha per avere sempre ciò che si desidera. Io, che quest’arte non l’ho mai dominata, ogni anno contemplo malinconicamente la cospicua differenza fra i fondi a mia disposizione e quelli che mi occorrerebbero per passare tutta l’estate a esplorare festival in giro per l’Europa. Il festival rappresenta un piacere a sé, indipendentemente dal programma. Un concerto o uno spettacolo possono essere eccitanti, ma a un festival si associa quel senso di scoperta, l’emozione di poter scegliere e costruirsi un’esperienza su misura, ma anche godersi lo spettacolo nello spettacolo costituito da eventi e artisti che si contendono la tua attenzione, trasformando la semplice scelta di come impiegare la serata in una scommessa dal risultato incerto. Quella che segue non è una lista esaustiva dei festival che animeranno diversi angoli d’Europa nel corso dell’estate 2015, ma semplicemente una piccola selezione di suggerimenti, che riflette un possibile percorso pensato per chi ama le arti performative e quest’anno ha guadagnato molto (ma veramente molto) più della media nazionale.

The Edinburgh Festival Fringe (Edimburgo, 7 – 31 Agosto 2015)

Edimburgo non è mai una città economica, ma nel mese di agosto i prezzi raggiungono picchi inaccessibili, soprattutto se si arriva dalla zona Euro. Il motivo per cui affittare uno sgabuzzino su Airbnb costa improvvisamente come riverniciare una Lotus è che ogni anno, per tre settimane, la città ospita il più grande festival delle arti performative del mondo. E poi c’è il Fringe, che è nato come la sezione “underground” del Festival Internazionale, ma è arrivato a polarizzare l’attenzione anche più della denominazione principale, attirando artisti e spettatori letteralmente da ogni paese del mondo. Questo è il luogo ideale per chi ama la scoperta: se volete assistere in anteprima a spettacoli teatrali e concerti che diventeranno “the next big thing” nelle stagioni successive, lasciatevi trasportare dall’imprevisto nell’intricatissimo programma del Fringe. Certo, può essere opportuno di pianificare una serata o due – per esempio, quest’anno dovrebbe valere la pena di assistere alla prima produzione teatrale di “In his own write”, raccolta di poesie-nonsense di John Lennon, che vengono rappresentate per la prima volta in pubblico dopo la morte dell’autore, il quale le lesse solo una volta in televisione nel 1964. Per il resto, in generale, basta mettere piede per le strade del centro per venire letteralmente assaliti da giovani artisti pronti a lusingarvi o a minacciarvi pur di trascinarvi a vedere il loro spettacolo. A tutto questo si aggiungono le migliaia di performance gratuite, in strada o in centinaia di piccoli teatri, pub, scantinati e location insolite nelle quali vi imbatterete senza volerlo, mentre cercate un posto dove mangiare un panino che costi meno di un chilo di caviale Beluga. Naturalmente, dal momento che quasi tutti gli spettacoli sono prime assolute o progetti inediti, non c’è alcuna garanzia che la vostra serata non sia un disastro: è questo il bello.

Sziget Festival (Budapest, 10 – 17 Agosto 2015)

Lo Sziget rappresenta un dilemma per chi (sentitevi liberi di alzare la mano) apprezza l’offerta musicale eclettica e di qualità, ma detesta ferocemente il campeggio. Quando il sito principale di un festival invita i portatori di lenti a contatto a prediligere gli occhiali o le lenti giornaliere per “motivi igienici”, nella fantasia dei viaggiatori più schizzinosi si spalanca uno scenario agghiacciante fatto di bagni chimici e materassini gonfiabili. Per questo aggiungo il celebre festival ungherese all’elenco dei viaggi che farei quest’estate se avessi un sacco di soldi, perché il mio approccio al concetto stesso di festival è sfacciatamente medio-borghese (e anche di mezza età): un hotel passabile a Budapest e trasporti giornalieri fino alle aree dei concerti, il tutto condito con l’inevitabile biasimo da parte di quelli che il festival se lo godono davvero, dividendo la doccia con tremila sconosciuti. Una caratteristica degli Italiani che vanno allo Sziget è quella di bocciare regolarmente la scelta delle proposte nazionali presenti nella lineup, un po’ come succede per l’Eurovision Song Contest. A pensarci bene, anche allo Sziget in passato abbiamo mandato Nina Zilli, il che potrebbe giustificare i malumori di tutti coloro che si sono presentati al festival avendo con sé le orecchie. Quest’anno il nostro contributo include Roy Paci & Aretuska, Après la Classe, Canzoniere Grecanico Salentino, Fast Animals Slow Kids e Lo Stato Sociale. Poteva andare peggio: ne abbiamo azzeccato uno. Ma non vi dico quale. Nonostante questo, l’offerta musicale è più che valida, qualunque sia il vostro genere di riferimento. Si va dal pop mainstream di Robbie Williams all’indie ormai sdoganato e celebrato di Florence + the Machine, dagli onnipresenti Interpol ai Gogol Bordello – che per qualche motivo sembrano approdare in Europa solo d’estate, come le zanzare – a piccole gemme ancora poco note dell’indie europeo come i francesi Fauve a icone dell’elettronica come Ellen Alien. Se siete ancora abbastanza giovani da poter dormire in tenda senza che la cervicale vi faccia passare la voglia di vivere, considerate di andarci.

Baltic Sea Festival (Stoccolma, 24 – 30 Agosto 2015)

Avete presente quel meme con Morpheus che dice “E se ti dicessi… che puoi apprezzare più di un genere musicale?”. Ecco, Morpheus ha ragione. La mia estate ideale prevede un mix equilibrato di rock, elettronica e musica sinfonica. Ok, ho mentito, non me ne frega nulla dell’elettronica, ma gli altri due elementi sono ugualmente importanti e ognuno risulta monco senza l’altro. La regione del Baltico, ormai da diversi anni, si distingue per quantità e qualità dei festival dedicati a ogni genere musicale e per una capacità di creare collaborazioni e sinergie in grado di mandare in estasi chi viene da un ambiente competitivo nel senso peggiore del termine come spesso è quello Italiano. Il Baltic Sea Festival, oltre a proporre un programma ghiottissimo e non scontato (che prevede eventi dedicati a Sibelius e Tchaikovsky, oltre all’immancabile Arvo Pärt e a una serata intitolata “Desperate Houswives”, dedicata alla musica di Clara Schumann, Alma Mahler, Julia Wolfe, Rebecca Clark e Björk), ha anche una finalità etica non trascurabile. Prendendo atto del grave rischio ambientale che affligge il Mar Baltico, l’organizzazione si propone di stimolare un dialogo fra tutte le comunità nazionali e culturali coinvolte, allo scopo di creare sforzi congiunti per difendere i fondali marini e la natura circostante, limitando le emissioni e riducendo l’impatto della pesca. Etica e arte sono un abbinamento irresistibile. O forse è solo una scusa per andare a sentire Valery Gergiev dirigere Tchaikovsky.

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Bonus (Dove volete, quando volete)

Abbiamo stabilito che la premessa per questo lungo viaggio è avere un po’ di liquidi da buttare via, giusto? Perfetto, allora, a coronamento del mio sogno estivo, investirei nell’acquisto di un biglietto per un festival mostruosamente hipster. Il target ideale sarebbe il Pitchfork Festival di Parigi (che però è a Ottobre), ma potrei accontentarmi anche del Lollapalooza di Berlino. Lo scopo di questa volontaria discesa nell’ade dei risvoltini e delle pettinature criminali sarebbe nobile: emulare la sublime crudeltà dell’inviato di Jimmy Kemmel al Coachella Festival 2013 e fingere di intervistare il pubblico presente a proposito di band inesistenti dai nomi improbabili, solo per assistere allo spettacolo demenziale di un branco di giovani adulti talmente impegnati a prendersi sul serio come fini conoscitori di musica ignota alle masse da essere pronti a mentire, piuttosto che ammettere di non aver sentito nominare un gruppo che qualcun altro al mondo potrebbe conoscere. Se vi siete persi questo capolavoro, lo trovate qui sotto.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Un commento

  • Fantastica estate ti auguro di cuore di farcela a partecipare a tutti questi eventi!!
    Se invece decidessi di fermarti in Italia a partire dal 24/08/2015 al 30 Ferrara si riempirà di artisti provenienti da tutta Europa in particolare per quest’ anno dal Belgio, trasformando il centro medievale in una kermesse di spettacoli artistici/musicali/culturali ad ogni vicolo e piazzetta denominata Ferrara Buskers Festival.

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