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Da Google Drive a Filestream: cosa cambia per gli utenti

google drive filestream
Scritto da Angela

Se avete ricevuto un messaggio da Google, che dichiarava che Google Drive sta per essere chiuso e sostituito da un nuovo servizio e la cosa vi ha gettati nel panico, sappiate che non siete soli. Moltissimi utenti del più celebre servizio cloud del mondo sono rimasti piuttosto turbati da questa comunicazione, soprattutto coloro che non avevano seguito gli ultimi annunci di casa Google. In questo post cercheremo di fare un po’ di chiarezza. Intanto state tranquilli: Google Drive non sta per sparire e i file che avete archiviato sul vostro account non verranno magicamente cancellati. Però è vero che Google sta lanciando un nuovo servizio, chiamato Drive FileStream. Vediamo insieme cosa cambia e cosa dobbiamo aspettarci, rispondendo a un po’ di domande.

Questo cambiamento mi riguarda?

Questo cambiamento riguarda soltanto i clienti G Suite che utilizzano l’applicazione desktop di Google Drive, ovvero quella che si utilizza per accedere a drive anche dal computer (o dal tablet o dallo smartphone), senza necessariamente accedere alla mail dal browser. Chi non utilizza l’applicazione, ma si limita a consultare il drive dal browser, non dovrà cambiare le proprie abitudini e potrà ignorare il resto di questo post. A meno che l’aver appreso improvvisamente che esiste un’applicazione per drive non vi faccia venire voglia di provarla: in questo caso, continuate a leggere. Oppure considerate qualcuno dei tanti ottimi servizi drive esistenti, che per il momento non hanno intenzione di cambiarvi le carte in tavola.

Che cos’è Google FileStream?

Google FileStream è un’applicazione per l’accesso a Google Drive, che al momento è disponibile per i clienti che utilizzano la G Suite. L’applicazione si limita a sostituire quella attuale di Google Drive, che sarà abbandonata definitivamente a marzo dell’anno prossimo (quindi avete un sacco di tempo per abituarvi all’idea). Lo scopo di questo cambiamento, stando ai comunicati ufficiali di Google, è principalmente quello di migliorare le prestazioni dell’applicazione dal punto di vista della sincronizzazione dei documenti e delle foto. A questo scopo è stata sviluppata un’app apposita, “Backup and Sync”, che già quest’estate è stata messa a disposizione degli utilizzatori dell’applicazione per PC e Mac. In questo contesto è stata ideata una prima versione di Google File Stream, inizialmente come servizio per le aziende, dedicata solo agli utenti G Suite, che offrisse un maggiore controllo amministrativo rispetto a quella per i privati.

Che cosa cambia rispetto a Google Drive?

Le principali differenze fra Google File Stream e l’attuale applicazione di Google Drive sono da riscontrarsi nella stabilità, nelle modalità di accesso e nella velocità di sincronizzazione. Dal momento che i file vengono sempre salvati sul cloud, infatti, il servizio occuperà pochissimo spazio sull’hard disk. Grazie a una tecnologia di sincronizzazione più rapida e stabile, inoltre, la sincronizzazione e l’accesso ai file impegneranno molto meno anche la banda della connessione. Queste novità sono particolarmente utili per chi utilizza Google Drive per lavorare in team, poiché i file vengono modificati direttamente sul cloud, permettendo a tutti gli utenti di avere sempre a disposizione la versione più recente di ogni documento. Utilizzare la G Suite, in questo senso, presenta una serie di vantaggi, ma anche il solo Google File Stream si propone come uno strumento utile e pratico, pensato per velocizzare la lavorazione di documenti condivisi.

Cosa devo fare per implementare Google File Stream?

Google File Stream è attualmente disponibile su Windows a partire dalla versione 7 in su (ma non sulle edizioni di Windows Server) e su Mac a partire da El Capitan (con una procedura a parte per High Sierra). Basterà attivare la sincronizzazione per il proprio team e installare Drive File Stream sul computer (se si utilizza un PC, mentre per gli utenti Mac il software è compreso nel pacchetto di Google Update e viene aggiornato automaticamente). Dopo di che non vi resterà che gestire le autorizzazioni, per stabilire chi avrà accesso ai vostri file. Fateci sapere nei commenti se avete testato questo nuovo strumento e come è stata la vostra esperienza!

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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