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Il crowdfunding fa per te? Ecco come scoprirlo

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Scritto da Angela

Il successo di molte campagne di crowdfunding ha generato un interesse crescente per questa forma di finanziamento e, insieme all’interesse, sono emersi anche una serie di convincimenti tanto diffusi quanto sbagliati. Da un lato, in Italia, c’è ancora una forte reticenza a utilizzare questo strumento, per paura di una certa forma di stigma che persiste nei confronti di chi si rivolge al pubblico per finanziare un progetto, piuttosto che seguire i canali tradizionali. Per contro, fra i più entusiasti sostenitori del crowdfunding, si ripropone periodicamente l’idea che sia questa l’unica forma di finanziamento possibile, il futuro e la panacea per l’imprenditoria di ogni ordine e grado. Naturalmente anche questo eccesso è assai lontano dalla realtà: il crowdfunding non è adatto a tutti e le offerte delle diverse piattaforme si prestano a necessità differenti. La scelta sbagliata, in questo senso, può tradursi in una amara delusione. Come capire se il crowdfunding è adatto al vostro progetto? Ci sono alcuni parametri da prendere in considerazione prima di lanciare una campagna.

I pregi veri e presunti del crowdfunding: non sottovalutate la preparazione

Sono molti gli elementi che rendono il crowdfunding una prospettiva attraente per giovani (e talvolta navigati) imprenditori e startupper: in primo luogo si tratta di un sistema accessibile a tutti, che non sembra richiedere il livello di preparazione che normalmente accompagna la richiesta di un finanziamento secondo i canali tradizionali. Se questo è parzialmente vero (è certamente più semplice preparare il lancio di una campagna che mettersi in condizioni di ricevere un finanziamento da una banca o da un’istituzione pubblica), è comunque importante non sottovalutare la fase preparatoria di un crowdfunding: in questo caso non si tratterà di convincere un grande investitore, ma una miriade di investitori medi e piccoli, le cui motivazioni e i cui interessi vanno tenuti da conto. In questo contesto si rivela fondamentale la capacità di pensare in una prospettiva più ampia.

L’importanza del business plan: dimostrate di sapere dove volete arrivare

Il fatto di non dover fornire il tipo di garanzie che vengono richieste per un normale finanziamento, non vuol dire non dover fornire alcuna garanzia. Non perché i vostri potenziali investitori abbiano intenzione di chiedervi un’ipoteca sulla casa di famiglia, ma semplicemente perché dovrete convincere il grande pubblico della solidità del vostro progetto. Questo vuol dire che il business plan che metterete a punto non dovrà soltanto essere solido quanto quello di un’azienda tradizionale, ma anche che dovrà essere comunicato correttamente usando gli strumenti più svariati. Il vostro pubblico deve avere un’idea di come investirete i vostri fondi, il che può voler dire, per esempio, che dovrete costruire a vostre spese un prototipo o una qualche forma di anteprima convincente di ciò che volete realizzare. Se date l’idea di non avere un progetto chiaro, i vostri potenziali sostenitori sceglieranno di investire altrove.

Dalla parte del pubblico: le ricompense

Abbiamo già parlato dell’importanza di offrire ricompense ben calibrate ai propri finanziatori. È tuttavia importante capire che non si tratta semplicemente di offrire una contropartita adeguata all’investimento, ma anche di comunicare una prospettiva e l’essenza di un progetto. Dalla scelta delle ricompense è facile desumere ciò che i fautori di un progetto hanno in mente in termini di durata e crescita del progetto stesso. Chi investe in fase di crowdfunding deve sapere con certezza di stare partecipando in esclusiva alla fase iniziale di un progetto che non si esaurirà con la campagna stessa e la realizzazione dei prodotti venduti, altrimenti si tratta di una semplice produzione su commissione. L’emozione del crowdfunding, per gli investitori, sta anche nella consapevolezza di contribuire al lancio di una realtà che proseguirà anche in seguito e che potrebbe anche diventare un prodotto o un servizio mainstream. Se mancate di una visione di lungo periodo, difficilmente gli investitori si sentiranno coinvolti.

Il crowdfunding è un punto di arrivo, non di partenza

Se non avete già almeno una minima base di utenti interessati o curiosi, non è il momento giusto per lanciare una campagna di crowdfunding. Nella maggior parte dei casi le campagne durano pochi mesi o addirittura settimane, il che vuol dire che, se non avete un pubblico preesistente, avete davvero poco tempo per convincere un congruo numero di perfetti sconosciuti a investire nel vostro progetto. Per questo motivo, se avete intenzione di lanciare una campagna di crowdfunding, è il caso che spendiate un po’ di tempo, prima di iniziare, per costruire un profilo pubblico per il vostro prodotto, per esempio attraverso un uso corretto dei social media. Questo vi permetterà di avere una base di investitori dalla quale partire, quando lancerete la campagna vera e propria.

Quando il crowdfunding è la scelta sbagliata

Non c’è una pentola piena d’oro nascosta da qualche parte sul web. In qualche caso, il vostro progetto potrebbe non essere affatto adatto a questa forma di finanziamento. Se non siete in grado di produrre un prototipo o se, addirittura, è proprio la produzione del prototipo che richiede un finanziamento, è il caso di guardare altrove. Un progetto della cui realizzabilità non si è sicuri, difficilmente sarà finanziato e anche se lo fosse la cosa non risolverebbe i problemi della produzione successiva. In generale tutto ciò che richiede un finanziamento continuo e rinnovabile e tutto ciò che non può essere venduto direttamente non funziona bene sulle piattaforme di crowdfunding. È questo il caso per molti servizi, che è difficile fornire all’interno dei limiti imposti da queste piattaforme. Se il vostro progetto appartiene a queste categorie, è certamente meglio attivarsi nella ricerca di uno sponsor.
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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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