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Perché il tuo sito web non funziona come dovrebbe

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Scritto da Angela

Vi ricordate quando si diceva che il sito web dovesse essere il “biglietto da visita elettronico” di un brand o di un’azienda? Bei tempi vero? Ecco, sono finiti. Rendere disponibili le informazioni di base sui vostri servizi o prodotti non è abbastanza: gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi permettono di avere un impatto significativo tanto sulle vendite quanto sulla brand awareness, ma è essenziale saperli sfruttare al meglio. La parola d’ordine è user experience, comunemente detta UX. Questo termine sta a indicare l’esperienza che l’utente ha di un certo sito web, dal punto di accesso fino alla risposta alla call to action. Più questa esperienza è coinvolgente, piacevole e significativa e più è probabile che la visita si converta nell’azione che ci aspettiamo dal cliente, che si tratti di un acquisto, dell’iscrizione a una newsletter o anche solo di una condivisione del contenuto sui social.

1. Tutto e subito: l’importanza della velocità

Se il vostro sito web si carica in cinque minuti (ma anche in quindici secondi), potete stare sicuri che nessuno lo vedrà. Non importa quanto sia elegante il design che avete scelto, quanto sia interessante il contenuto della vostra home page e neanche quanto vi sia costato lo splendido video che avete messo in apertura: qualsiasi blog senza neanche un’immagine ha più visite di voi. Sono molti i fattori che possono contribuire a rendere lento un sito: dalla struttura del sito stesso alla performance del servizio di hosting. Per poter decidere se farvi risolvere il problema dal vostro web designer o acquistare un hosting migliore, vi conviene testare la velocità di caricamento con strumenti come Pingdom (per misurare il tempo di caricamento del sito) o Bitcatcha (per valutare la velocità dell’hosting).

2. Design: come tenersi lontani dalle tentazioni

Se creare e gestire siti non è il vostro lavoro, potreste essere tentati dalle soluzioni più appariscenti, dai font più insoliti, dalla sovrabbondanza di immagini o addirittura – se siete profondamente masochisti – dall’uso di flash. Nessuna di tutte queste cose vi aiuterà a costruire un sito funzionale. In questo particolare momento, per fortuna, anche i trend estetici tendono alla semplicità: non lasciatevi tentare dai fuochi d’artificio, che non fanno che allontanarvi dal vostro fine ultimo, ovvero ottenere conversioni e risposte alla call to action. Dal punto di vista di un web designer, ci sono poche disgrazie peggiori di un cliente che si impunta sulla scelta di un particolare font, soprattutto se si tratta di un font insolito. Ricordate che la visualizzazione del font dipende dalle opzioni a disposizione dell’utente, che sono di solito limitate ad alcune specifiche famiglie di font. Installarne uno diverso sul vostro sito a scopi estetici è perfettamente inutile: non solo nessuno sarà in grado di vederlo, ma la visualizzazione degli utenti risulterà compromessa e la formattazione del testo potrebbe risultare fortemente alterata. Semplicità dovrà essere la vostra parola d’ordine anche nella scelta del numero e del peso delle immagini. Se avete bisogno di inserire un video, assicuratevi di incorporarlo da una piattaforma esterna, come Vimeo o Youtube, onde evitare di appesantire la pagina aumentando i tempi di caricamento.

3. Contenuto: il dono della sintesi

Avete presente un romanzo? Solitamente è contenuto fra una copertina e un retro-copertina, oppure vi arriva sul kindle in formato .mobi o sull’ipad in formato .epub. Sapete dove non si trova un romanzo? Nella home page di un sito che serva a qualcosa. Morale della favola: non scrivetene uno per il sito web del vostro brand. Cercate di mantenere il testo al minimo, fornendo le informazioni essenziali e link appropriati per approfondire gli aspetti che il cliente può trovare più interessanti. Scegliete con cura un’immagine principale e alcuni elementi grafici efficaci e non abbiate paura di lasciare spazi di respiro nella costruzione della vostra pagina: non ogni singolo pixel dello schermo deve essere pieno di informazioni. Immaginate la visita alla vostra home page come un viaggio, nel quale dovete accompagnare l’utente per mano dall’ingresso (la landing page), fino al momento in cui gli proporrete la call to action. Il cliente dovrà ricevere subito e in modo chiaro e sintetico le informazioni più importanti. Dove si trova? Perché dovrebbe interessargli quello che sta per vedere? Che cosa ha di diverso il vostro prodotto, rispetto agli altri nella stessa categoria? Quale problema sarà risolto dal vostro prodotto? Tutto il resto è secondario. Un errore molto comune è l’inserimento in home page di informazioni che starebbero meglio nella sezione “About” di un sito web. In questo caso si vedranno testi medio-lunghi sul genere di “La nostra storia è cominciata nel…”. Queste informazioni possono anche essere interessanti, ma se raccontate la vostra storia in ordine cronologico, i dati più importanti (quello che offrite nel presente) saranno inevitabilmente collocati alla fine del testo. Meglio concentrarsi sul concetto più importante, ovvero il payoff, per poi raccontare la vostra storia in una pagina a parte o magari in un video, come avviene spesso per le campagne di crowdfunding.

Conclusione: A cosa serve un sito web?

A questa domanda non troverete una risposta in questo paragrafo. Questa è la domanda che dovete porvi prima di iniziare. La grandissima flessibilità degli strumenti di web design ha ampliato il ventaglio di scelte a nostra disposizione. Questo vuol dire che ciò che un tempo era ovvio, oggi va pianificato. Vogliamo vendere? Vogliamo lanciare una promozione o invitare il pubblico a un evento? Vogliamo aumentare gli iscritti alla nostra newsletter o i fan della nostra pagina Facebook? Se il nostro scopo cambia nel tempo, con esso dovrà evolversi anche il design del nostro sito web.
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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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