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Incentive travel: un progetto insolito

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Scritto da Angela

A cosa pensiamo quando parliamo di Incentive Travel? Questo termine evoca solitamente immagini di spiagge tropicali, mari cristallini, destinazioni esotiche, cocktail multicolori e attività all’aperto che includono ponti tibetani e bunjee jumping. Questo è naturalmente un punto di vista valido sull’incentive travel ma ci sono molti altri approcci ugualmente interessanti, forse anche più attraenti per chi non è un fan del bunjee jumping. Non tutti, per esempio, amano le vacanze in località marittime o gli sport estremi, a volte neanche quelli non estremi. Ci sono poi da considerare le piccole e medie aziende, che non sempre possono permettersi di acquistare per i propri dipendenti soggiorni di una settimana in resort di lusso dall’altra parte del mondo. Quando ci è capitato di dover riflettere sullo scopo ultimo di un progetto di incentive travel, ci è sembrato naturale individuarlo nell’esperienza dei partecipanti. Se un’esperienza è memorabile e insolita, allora il progetto è un successo, sia che si tratti di una settimana su un’isola inesplorata con complesse attività di team-building, sia che si tratti di una giornata fuori porta per festeggiare un anniversario aziendale.

Il briefing: farsi le domande giuste

Il cliente Swisscom, azienda svizzera leader nelle telecomunicazioni, dell’agenzia Suebo AG con la quale abbiamo collaborato, ci ha chiesto di organizzare un progetto incentive travel della durata di un weekend per un gruppo di impiegati del settore vendite. L’evento aveva lo scopo di premiare il team per gli eccellenti risultati raggiunti. Il nostro compito presentava alcune ovvie difficoltà: come rendere speciale un progetto così breve? La prima domanda che ci siamo posti, di conseguenza, è stata: che cosa rende un viaggio memorabile? Abbiamo iniziato a eliminare tutto ciò che può appesantire o rendere poco godibile un’esperienza di incentive travel. Qualcosa che nessuno desidera fare, per esempio, è passare la maggior parte del tempo a disposizione in aereo o raggiungendo hotel in location inaccessibili. Se si sceglie una destinazione troppo lontana per un viaggio breve, si finirà per avere a disposizione appena qualche ora per godere della location e delle attività previste.

Il progetto: porre limiti per stimolare la creatività

Una volta stabilito che il nostro progetto dovesse svolgersi all’interno di un’area geografica abbastanza limitata – ovvero entro un raggio di località facilmente e velocemente raggiungibili dalle città Svizzere nelle quali risiedevano gli impiegati – ci siamo messi al lavoro. Il lavoro creativo tende a produrre i risultati migliori quando si lavora all’interno di determinati limiti. La mancanza totale di linee guida, infatti, tende a paralizzare il pensiero creativo sotto il peso delle troppe opzioni disponibili. Certo, a chiunque piacerebbe poter organizzare un progetto di incentive travel con un budget illimitato e su un periodo di tempo flessibile, ma per una mente creativa non c’è niente di meglio di una sfida. E possiamo essere d’accordo sul fatto che produrre un risultato eccezionale all’interno di limiti molto stretti di tempo, spazio e costi è senz’altro una sfida interessante.

L’autentica scoperta di un viaggio non sta nel vedere posti nuovi, ma nel guardare con nuovi occhi. Marcel Proust

La realizzazione: incentive travel a due passi da casa (nostra)

Ci siamo resi conto che quello che rende memorabile un’esperienza individuale o collettiva non ha necessariamente a che fare con i dettagli pratici dell’esperienza stessa, quanto piuttosto con lo stato d’animo di chi la vive. Questo vale tanto per i singoli quanto per i gruppi di persone. Dopo tutto, come recita una citazione (sbagliata) di Marcel Proust, “L’autentica scoperta di un viaggio non sta nel vedere posti nuovi, ma nel guardare con nuovi occhi”. Per questo motivo, dopo aver preso in considerazione molte e diverse destinazioni, abbiamo scelto la nostra Milano, che è facilmente raggiungibile dalla Svizzera. Abbiamo deciso di giocare in casa, certi di poter offrire al nostro cliente una prospettiva unica sulla città, molto diversa da quella che normalmente i turisti sperimentano. Abbiamo affittato un vecchio tram restaurato, risalente agli inizi del XX secolo, con il quale abbiamo accompagnato i nostri ospiti in un tour storico nel cuore del capoluogo lombardo. Si è trattato di un vero e proprio viaggio nel tempo, oltre che nello spazio. Per l’occasione, le bellezze di Milano sono state illustrate da guide professionali di lingua francese e tedesca. Dopo aver individuato l’attività principale del nostro progetto di incentive travel, abbiamo organizzato il resto del tempo a nostra disposizione. Dopo un tuffo nel passato della nostra splendida città, tutti i partecipanti si sono dati alla scoperta della Milano di oggi, godendo di ciò che la rende una fra le mete preferite dei turisti di tutto il mondo. Il pranzo si è svolto in una location esclusiva e riservata in Piazza Duomo e, successivamente, ognuno ha avuto il tempo di dedicarsi allo shopping nel quadrilatero della moda. Per la serata abbiamo riservato appositi privé con drink di benvenuto in una delle più esclusive discoteche della città.

Happy ending

Data la particolarità del progetto, eravamo estremamente curiosi di conoscere e analizzare le impressioni e le reazioni dei partecipanti. Le aspettative erano state soddisfatte? Il nostro cliente si aspettava comunque un progetto più simile allo stereotipo dell’incentive travel? Avremmo dovuto optare per una destinazione più lontana dalla sede del cliente? A tutte queste domande abbiamo avuto la migliore delle risposte, quando l’agenzia Suebo AG ci ha ricontattato dicendo che Swisscom le ha commissionato un progetto simile per il periodo primaverile.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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