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Instagram e il nuovo algoritmo: 6 modi per sopravvivere

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Scritto da Angela

Diciamo la verità: sapevamo che sarebbe successo. Quando Facebook ha comprato Instagram in molti hanno avuto una sgradevole sensazione di sconfitta e di “contaminazione”. Un po’ come quando la spiaggia deserta dell’infanzia diventa popolare fra i turisti e si riempie di stabilimenti chiassosi o come quando il nostro ristorantino sconosciuto di fiducia viene rilevato da un nuovo proprietario che lo trasforma in un fast food in franchising. Quello che temevamo sta effettivamente per succedere: Instagram ha annunciato l’introduzione di un algoritmo che sembra somigliare in tutto e per tutto a quello che ha reso Facebook una macchina molto più redditizia per la famiglia Zuckerberg e un posto molto meno piacevole per tutti noi. Perché, non giriamoci intorno, è di questo che si tratta: nonostante l’elegante comunicato ufficiale che ci racconta come il team di Instagram stia perdendo il sonno all’idea che noi poveri utenti non riusciamo a vedere i contenuti che ci piacciono di più, il focus dell’operazione sono i brand, non gli utenti. Un algoritmo che premia con maggiore visibilità i post che hanno già maggiore visibilità ha una conseguenza ovvia: penalizza i piccoli brand e tutti coloro che non sono delle superstar. Instagram e Facebook, di fatto, funzionano secondo lo stesso principio della Siae, dei mutui e dell’otto per mille: elargiscono generosamente a chi ha e lasciano a malapena le briciole a chi non ha. Naturalmente il meccanismo, come per Facebook, sarà aggirabile acquistando pacchetti promozionali. Si tratta, come al solito, di mettere all’angolo i piccoli account commerciali e obbligarli a pagare. D’altra parte, come Facebook, Instagram è un’azienda, non un servizio pubblico e obbligare gli utenti a investire per non perdere il proprio traino promozionale è, oggettivamente, una buona idea. Sono i social media, bellezza. Esiste un modo per restare a galla anche dopo l’introduzione del temutissimo algoritmo? Ci si può provare.

1. Cosa NON fare: chiedere ai follower di attivare le notifiche

All’annuncio dell’introduzione dell’algoritmo, probabilmente anche il vostro feed di Instagram è stato invaso da post che chiedevano di “attivare le notifiche”. Ecco, questa è veramente una pessima idea. Non fatelo, per favore. Per capire il perché basta pensare per un attimo come semplici utilizzatori di Instagram e non come responsabili del brand: voi vorreste sentir vibrare il vostro telefono ogni volta che un account che seguite pubblica un nuovo post? Se un utente attivasse le notifiche anche solo su una manciata di account, probabilmente ne riceverebbe svariate decine ogni giorno. Pretendere che i nostri follower attivino le notifiche è sciocco, oltre che arrogante. È come chiedere ai nostri amici di autorizzarci a interromperli nelle loro attività quotidiane dicendo “HEY! Ho pubblicato una foto del mio pranzo! Vieni a guardarla! HEY! Queste sono le mie scarpe nuove! Dimmi che ti piacciono!” La maggior parte degli utenti, peraltro, hanno reso molto chiaro che non hanno alcuna intenzione di attivare le notifiche e che non hanno stima dei brand che le richiedono. La prima cosa da fare, quindi, è smettere di elemosinare l’attenzione altrui. Vediamo ora come riuscire a guadagnarla.

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Una foto pubblicata da @_theletterg in data:

2. Qualità vs quantità

Fino a oggi l’orario dei post è stato cruciale e la piattaforma ha premiato le strategie basate sul postare più contenuti negli orari di maggior traffico. L’introduzione del nuovo algoritmo renderà obsoleta questa strategia, dal momento che i post visualizzati in ogni sessione non saranno i più recenti, ma quelli degli account con i quali l’utente ha interagito di più in passato. Ad aumentare la visibilità, quindi, non contribuirà più solo il tempismo perfetto, ma soprattutto la qualità del contenuto e la sua capacità di stimolare le interazioni. Una delle regole d’oro della viralità, che nessuna strategia sembra riuscire a scalzare, è “be so good they can’t ignore you”. Se il contenuto incita una reazione negli utenti che lo visualizzano, i post successivi verranno visualizzati più spesso da quegli stessi utenti, il che dovrebbe aumentare la visibilità generale dell’account. Questa, naturalmente, è una supposizione basata sull’idea che il nuovo algoritmo di Instagram sia simile a quello di Facebook, cosa di cui non abbiamo la conferma definitiva, ma che è altamente probabile.

3. Stare al gioco

Alcuni utenti di Instagram si sono talmente indignati per il cambiamento in programma da lanciare una petizione su Change.org per chiedere che il social network resti esattamente com’è. Pestare i piedi non ha alcun senso: l’unico approccio possibile è imparare a conoscere il funzionamento della piattaforma e usarne i meccanismi a proprio vantaggio. L’introduzione di un algoritmo di Facebook che favoriva i video rispetto agli altri contenuti, per esempio, ha determinato un aumento dei video caricati. Allo stesso modo, il nuovo algoritmo di Instagram che premia le interazioni non potrà che stimolare la nascita di nuovi strumenti adatti a sistematizzarle e a incrementarle. Un lato positivo di questo cambiamento sarà una penalizzazione degli account fake con follower finti acquistati a pacchetto, a vantaggio dei profili autentici che interagiscono in modo significativo con i propri follower.

4. Interazione, integrazione, condivisione

Ottimizzare l’interazione è la prima cosa da fare. I giorni e gli orari migliori per pubblicare nuovi contenuti sono ancora elementi rilevanti da considerare, ma bisogna aggiungere all’equazione altri elementi che facilitino l’interazione diretta. Collaborazioni con altri account, offerte speciali dedicate solo ai follower di Instagram, coupon e qr-code sono solo alcune delle opzioni consigliabili in una buona strategia promozionale. Le call to action dovranno essere parte integrante della presenza su Instagram, in forma di tag, ma anche richieste di opinioni e feedback articolati, commenti e like. Ora più che mai, è necessario che Instagram sia integrato in una strategia social completa: nel caso non aveste già iniziato a farlo, questo è il momento di promuovere il vostro account Instagram su tutti i vostri social, in modo particolare Facebook, Twitter, la vostra mailing list e, se siete all’avanguardia, Snapchat.

5. Usare gli hashtag

Gli hashtag sono il vostro salvagente social e restano il modo migliore per categorizzare i vostri contenuti, lanciare iniziative, stimolare l’interazione e attirare l’attenzione di un pubblico selezionato in base agli interessi. Individuate una decina di hashtag pertinenti al vostro settore professionale e integrateli, di volta in volta, con altri legati ai singoli post, ricorrenze, iniziative o contenuti specifici sui quali volete attirare l’attenzione. Lo strumento migliore per identificare i tag più popolari su Instagram resta ancora Tag’o’matic, ma potete integrare la vostra analisi comparando i tag più popolari su Twitter, usando strumenti come Hashtagify.me.

6. La base di Instagram: fare foto di qualità

La qualità dei contenuti è essenziale in un ambiente che premia le interazioni e la qualità dei contenuti su Instagram è necessariamente qualità delle foto. Ci sono diversi modi di considerare la qualità: per alcuni potrà trattarsi di fotografie realizzate da professionisti, con fotocamere di qualità e una postproduzione impeccabile, mentre per altri sarà la spontaneità degli scatti e la condivisione diretta di momenti speciali e “dietro le quinte” a costituire la vera qualità. Prima di tutto dovete identificare quali aspetti dei vostri contenuti hanno maggior valore per i vostri utenti. Avete ottenuto più commenti e reblog con una foto fatta in studio, che presenta l’ultimo modello della vostra collezione autunno-inverno, oppure con uno scatto fatto con lo smartphone, che mostrava l’allestimento del vostro ultimo evento? I vostri follower prediligono uno stile sofisticato o informale? Mostrano più interesse per un’anteprima esclusiva o per la condivisione di un momento spontaneo e divertente? Imparate a conoscere il vostro pubblico e tenete aperti i canali di comunicazione. Imparate ad ascoltare il feedback degli utenti: spesso è tutto ciò di cui avete bisogno.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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