Interviste

Intervista a Louis Viallet, CMO di Soundsgood, startup musicale [ITA/ENG]

team soundsgood
Scritto da Angela

Se doveste scegliere di mettervi in proprio, in questo momento, scegliereste di cimentarvi col mercato musicale? Probabilmente no. Per questo Soundsgood è una delle startup più interessanti degli ultimi anni: ci vuole coraggio a lanciarsi con un’impresa in un mercato universalmente riconosciuto come imprevedibile e ostile al cambiamento. Dietro a questo innovativo servizio di condivisione di playlist c’è un team giovane e motivato, che coniuga una visione fresca e originale dell’industria musicale con un approccio imprenditoriale solido e ben ragionato. Abbiamo intervistato il CMO Louis Viallet per parlare di streaming, di startup, di acceleratori e della rinascita del mercato musicale.

Italiano

Parliamo dell’evoluzione di Soundsgood: da dove è nata l’idea iniziale e come l’avete convertita in un progetto realizzabile?

Abbiamo creato Soundsgood un anno fa, con lo scopo di fornire il miglior servizio di gestione di playlist per addetti ai lavori e appassionati di musica. Si possono creare playlist usando tutte le piattaforme musicali e condividerle tramite un unico player universale sul proprio sito o sui propri social network. E unirsi alla prima comunità mondiale di curatori musicali.

Le playlist stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella scoperta di nuova musica. Il mio socio Josquin Farge, che lavora come DJ, riceve spesso richieste di playlist per locali o per accompagnare viaggi. E ogni giorno migliaia di DJ, artisti, festival, locali, blog musicali, ma anche media, opinion leader, fashion blogger, youtuber e semplici appassionati di musica creano playlist per il loro pubblico. Ma un ascoltatore si ritrova a dover sottoscrivere diversi servizi di streaming per poter ascoltare le playlist dei loro influencer preferiti. È per questo che ci siamo dati da fare nel corso di quest’ultimo anno, per sviluppare Soundsgood e farlo diventare una piattaforma di condivisione di playlist funzionale ed elegante, per rendere universali le playlist. Per noi era importante anche ottenere il pieno supporto degli addetti ai lavori più importanti nel mercato musicale – i servizi di streaming e le major – con i quali coltiviamo solide relazioni professionali.

Avete partecipato a un bootcamp o lavorato con un acceleratore? Che cosa ne pensate di questi strumenti? Pensate che siano utili per trasformare una startup in un’impresa vera e propria?

Le startup vanno così di moda ultimamente! Emergono acceleratori e programmi per startup ovunque e bisogna trovare quello giusto per il proprio progetto.

Abbiamo passato i primi mesi a lavorare sullo sviluppo della piattaforma all’interno dell’acceleratore tecnologico StartUp42, poi abbiamo lavorato sulla costruzione della community con l’acceleratore di startup NUMA. Credo che alla base del successo ci sia sempre il proprio team, ma gli acceleratori sono assolutamente utili per acquisire l’impostazione mentale asciutta che è necessaria per sopravvivere ed evolversi, invece di concentrarsi sul limare il proprio progetto fino a renderlo perfetto. Più importante ancora è costruire un network, che si rivela utile anche mesi e anni dopo che l’esperienza dell’acceleratore si è conclusa.

Qual è il tuo? Come sei diventato uno startupper?

Il team manageriale di Soundsgood – Josquin Farge (CEO), David Billamboz (CTO) e io (CMO) – siamo grandi appassionati di musica con un autentico senso degli affari. Tutti e tre abbiamo studiato in Francia, a Lione, dove Josquin e io ci siamo laureati in Business and Management. David era uno sviluppatore freelance. Dopo alcuni anni di esperienze professionali complementari nell’industria musicale, nel marketing e nell’IT, abbiamo tutti abbandonato i nostri precedenti lavori e ci siamo dedicati insieme a costruire Soundsgood.

Il mercato musicale in generale e i servizi di streaming in particolare vengono dichiarati defunti, morenti o almeno sull’orlo del collasso con una certa regolarità. Che cosa vi ha spinto a confrontarvi con un mercato così complesso, saturo e spesso in difficoltà?

L’industria musicale ha imboccato la strada della ripresa grazie al mercato di massa dello streaming premium. Credo che il collasso di alcuni servizi sia un sintomo del modo in cui il mercato si sta strutturando. Per questo stiamo costruendo Soundsgood lavorando fianco a fianco con le major, le etichette e i servizi di streaming, contribuendo alla crescita del mercato mettendo le piattaforme di streaming nella condizione di ottenere le migliori playlist curate dai migliori influencer.

Come fate a tradurre la condivisione gratuita di musica in un modello economico sostenibile?

Abbiamo creato Soundsgood per dispiegare le potenzialità degli influencer musicali e per loro il servizio è gratuito. In questo modo miriamo a compattare la prima comunità di influencer al mondo, un asset che ci torna utile nei nostri rapporti B2B, dal momento che sono loro [gli influencer] a dettare le tendenze degli ascolti e anche le piattaforme sulle quali questi ascolti si sviluppano (Youtube, Spotify, Amazon Prime, etc.). Permettiamo poi alle major e alle etichette di promuovere i loro artisti per farli conoscere ai curatori e offriamo loro contenuti e dati per migliorare l’esperienza delle piattaforme di streaming.

A che punto siete con l’evoluzione di Soundsgood? Che programmi avete per questo nuovo anno?

Al momento siamo concentrati al 100% sul rendere Soundsgood ancora migliore dal punto di vista dei curatori e sul consolidare la prima vera community mondiale di questo genere.

Al momento abbiamo una comunità in crescita, di oltre 3000 curatori che utilizzano Soundsgood ogni giorno per pubblicare playlist per un totale di circa 200.000 ascoltatori al mese. È una comunità estremamente variegata, che attinge a influencer che danno forma alla cultura contemporanea, come Radio Nova in Francia, il festival francese di Dour o l’artista Broken Back.

Tutti i curatori di playlist del mondo sono invitati a unirsi alla nostra community!

Spostiamoci in avanti nel tempo: come immaginate Soundsgood da qui a cinque anni?

Ok, andiamo velocemente nel futuro… [viaggio nel tempo]

Abbiamo fatto la nostra parte nella crescita dell’industria dello streaming anche in paesi nei quali domina ancora la pirateria. Soundsgood è diventato il servizio standard per la gestione delle playlist per tutti i curatori del mondo, che lo usano per promuovere presso il loro pubblico nuovi artisti e vecchi capolavori. Questo ci ha permesso di redigere una mappa aggiornata dell’influenza dei curatori in ogni genere musicale a un livello micro-locale. E la cosa si estende oltre le playlist. Questa comunità di trend-setter, professionisti e appassionati non si limita a creare playlist, ma racconta moltissime storie interessanti, produce video, organizza eventi. E noi abbiamo sviluppato nuovi, ottimi servizi per tutte queste esigenze.

 

Concludiamo con la tua playlist personale: che sonorità sceglieresti per riassumere la tua esperienza con Soundsgood?

Sceglierei senza dubbio questa playlist dal titolo “Working Bee”:

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English

If you were to start your own business today, would you choose to enter the music business? Probably not. That’s why Soundsgood is among the most interesting startup in recent years: it takes courage to start an enterprise in a market that’s generally known to be unpredictable and hostile to change. The team behind this innovative playlist-sharing service is young and motivated and it matches a refreshing and original perspective on the music business and a solid and well-thought-through entrepreneurial touch. In this interview, CMO Louis Viallet shared his views on streaming platforms, startups, accelerators and the music business renaissance.

Talk us through the evolution of Soundsgood: where does the concept for it come from and how did you set about translating the original idea into a viable project?

We started Soundsgood a year ago to provide the absolute best playlist curation service for tastemakers, professionals and music lovers. You can create playlist across all music platforms. Share a single universal player on your website and social networks. And join the world’s first community of music curators.

Playlists are taking the central stage in today’s music discovery. As a DJ, my partner Josquin Farge always had requests for clubbing or roadtrip playlists. And everyday thousands of DJs, artists, festivals, venues, music blogs, but also medias, tastemakers, fashion bloggers, youtubers and music lovers create playlists for their audiences. But as a listener you would need to subscribe to several streaming platforms to enjoy the playlists of your favourite influencers. That’s why we’ve worked hard over the last year to develop Soundsgood as an elegant and powerful playlist-publishing platform to make playlists universal. It was important for us also, to get the full support of the music industry key players – the streaming platforms and the music Majors – with whom we nurture solid business relationships.

Did you take part in a bootcamp or worked with an accelerator? What is your opinion on these tools? Do you believe they are effective in turning startups into fully formed enterprises?

Start-ups are quite trendy these days! A lot of accelerators and start-up programs emerge here and there and you have to select the right one for your project.

We spent our first months developing our technology in StartUp42 tech accelerator, and then worked on our community at NUMA Start-up Accelerator. I guess success always comes from your team, but accelerators definitely help embracing the lean mindset to survive and evolve rather than refining your product till perfection. More important, it’s a network that comes very handy even months and years after your acceleration.

What’s your background? How did you come to be a startupper?

My Soundsgood partners Josquin Farge (CEO), David Billamboz (CTO) and I (CMO) are huge fans of music with a real sense for business. The three of us studied in Lyon, France where Josquin and I graduated in Business and Management. David was a freelance developer. After a few years of complementary professional journeys in the music industry, marketing and IT we all quitted our jobs to craft Soundsgood together.

The music market in general and streaming services in particular are more or less regularly declare do be dead, dying or at the very least bound to collapse any minute now. What motivated your decision to tackle such a complex, saturated and often struggling market?

The music industry is back on the track of growth especially thanks to the Premium streaming which is becoming mass-market. I guess that the services who collapse are a symptom of this market structuration. That’s why we are building Soundsgood side by side with the music Majors, the record labels and the streaming platforms, contributing to the market growth by enabling all the streaming platforms to get the best playlists curated by the best influencers.

How do you translate the free, passion-based sharing of music into a sustainable economic model?

We have created Soundsgood to unleash the power of music influencers and the service is free for them.

That’s how we aim to unite the world’s first community of music influencers, asset that we leverage in B2B because they are the ones who impact what people are listening to and where they listen to it (Youtube, Spotify, Amazon Prime, etc.). We enable music Majors and labels to promote their artists to the curators and provide content and data to improve the streaming platforms experience.

Where are you at now, with Soundsgood? What’s on the agenda for the coming year?

We are now 100% focused on making Soundsgood even better for the curators and uniting the world’s first community of curators.

So far, a growing community of 3000+ curators use Soundsgood everyday to publish playlists to their 200,000 monthly listeners. It draws from all kind of people who shape the contemporary culture like Radio Nova in France, the Belgium Dour festival, or the artist Broken Back.

We call for all the playlist curators worldwide to join the community!

Let’s travel forth in time: what would you like Soundsgood to look like five years from now?

Ok, let’s fast forward in the future… [travelling in time]

We have played our part in the growth of the streaming industry even in countries where piracy was still dominant. Soundsgood has become the the standard playlist curation service for all the curators worldwide who promote new artists and old treasures to their audiences. This has given us the ability to draw a live map of the curators’ influence in any music genre at a micro-local level. And this goes beyond playlists. This community of tastemakers, professionals and music lovers are not only curating playlists but writing tons of great stories, producing videos, hosting events. We developed great new services for all of them.

Let’s conclude with your personal playlist: what sound would you choose to sum up your experience at Soundsgood?

I would definitely chose this “Working Bee” playlist.

.  

“Hai

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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