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Team Building

La differenza tra un vero team building e una “ricreazione aziendale”.

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Scritto da Stefano

Che differenza c’è tra un paio d’ore di divertimento lontano dall’ufficio e una seria attività di team building?

Potrebbe trattarsi di una domanda che provoca più di un grattacapo al quale si unisce una buona dose di imbarazzo, specie, se colui che deve rispondere, è lo stesso che il team building lo organizza. In realtà, un pool esperto nell’organizzazione di team building aziendali saprebbe perfettamente dare una risposta molto chiara.

Avere un obbiettivo chiaro e strutturare il team building sulla base di questo.

Avere un obbiettivo chiaro e strutturare il team building sulla base di questo.

Quando riceviamo una richiesta di team building da parte di un’azienda, siamo soliti fare una domanda specifica: qual è l’obbiettivo che volete raggiungere tramite questa attività? In questa domanda che poniamo ai nostri potenziali clienti, c’è il segreto per un team building efficace e l’elemento fondamentale che lo differenzia da una semplice attività ricreativa di gruppo:

Un obbiettivo chiaro che l’azienda vuole raggiungere.

A partire dalla risposta che viene fornita, è infatti possibile iniziare a cucire su misura l’attività di team building più adatta alle esigenze del singolo cliente.

Un team building possiede specifiche necessità aziendali le quali vanno pianificate, stimolate e infine, verificate e misurate. Non ci sono scappatoie. Non si lascia nulla al caso. Questa è la differenza. Il team building è un’attività di business strutturata e pianificata che punta ad agire sulle risorse umane per raggiungere specifici risultati aziendali, concreti e tangibili. Dopo un vero team building, il vostro team tornerà ai suoi compiti rinvigorito, rigenerato ma sopratutto, consapevole di aver fatto un salto di qualità, sia dal punto di vista individuale che collettivo. Avendo chiaro l’obbiettivo che si vuole raggiungere, è possibile lavorare su specifiche dinamiche dell’attività.

Per capirci, se l’obbiettivo è, ad esempio, risolvere delle conflittualità che si sono verificate all’interno di un team di lavoro, allora da lì, si partirà nello scegliere il migliore esercizio di team building possibile, la durata, la divisione in gruppi, i momenti di lavoro individuale, i momenti di lavoro in gruppo, i momenti di lavoro in coppie, la difficoltà degli esercizi, gli input verbali che verranno forniti dai coach specializzati e persino gli imprevisti calcolati che i partecipanti dovranno affrontare.
Tutto è architettato con precisione maniacale e con il senso del risultato sempre chiaro in mente. Dietro un serio team building, c’è un altrettanto serio lavoro di coaching e una profonda conoscenza della psicologia dei gruppi e degli individui.

Come ci ha raccontato in un’intervista Anne Thornley Brown, esperta internazionale di team-building, ci deve anche essere un rapporto approfondito con il responsabile delle risorse umane, il quale, dovrà aiutare a fornire gli input giusti, descrivendo in maniera precisa la situazione. C’è un briefing pre-attività e sopratutto c’è un de-briefing post attività al quale si unisce un importante lavoro psicologico del nostro team. Un lavoro sulle debolezze, sulle paure e sulle leve emotive del gruppo. La difficoltà sta anche nel fatto che tutto questo lavoro così attentamente programmato, dovrà risultare naturale a coloro che parteciperanno all’attività. Per fare ciò, occorrono competenza, esperienza a professionalità.

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Stefano

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