Formazione

Le professioni del futuro: che lavoro faremo nel 2020

professioni 2020
Scritto da Angela

Non ho mai conosciuto un bambino che alla domanda “che cosa vuoi fare da grande?” rispondesse “L’Astronauta” e ho sempre sospettato che quella fosse la risposta standard dei bambini degli anni ’60, che avevano visto in TV lo sbarco sulla luna. Noi bambini degli anni ’80 aspiravamo a professioni molto più abbordabili e rispondevamo “il veterinario”, “il giornalista”, “il calciatore” o “il biologo marino”. Io, personalmente, ho dato tutte queste risposte, con la sola eccezione del calciatore. Non so se i bambini di adesso diano risposte da film dell’orrore come “la velina” o “il tronista”, ma non mi stupirei se la prossima generazione di pargoli cominciasse a considerare professioni come “il sistemista” o “l’hacker”, equivalenti moderni di “l’insegnante” o “il pirata”. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi decenni ha portato alla nascita e spesso al rapido declino di professioni sempre più specializzate e che spesso, al di fuori della nicchia di riferimento, si fa fatica a concepire. Come fare quindi a decidere in quale carriera investire tempo, impegno e risorse, in un settore nel quale si passa dall’essere indispensabili all’essere perfettamente inutili nel giro di pochi mesi? Molti studi, negli ultimi anni, hanno stilato previsioni sulle professioni di ambito tecnologico destinate a crescere e svilupparsi. Ne emerge un quadro abbastanza chiaro di quello che faremo nel 2020. Per la maggior parte di queste professioni nono sono state definite delle traduzioni in Italiano degli originali inglesi e, a giudicare dall’evoluzione del settore negli ultimi anni, è improbabile che qualcuno di prenda il disturbo di utilizzarle.

Chief digital officer e data architect: abbiamo un sacco di dati e non sappiamo come usarli.

big dataLa raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati è una delle ossessioni del nostro tempo. Il trend è di crescita costante e non c’è motivo per ipotizzare un’inversione di tendenza nell’immediato futuro. Non c’è attività umana che non preveda, in una certa misura, la raccolta di informazioni allo scopo di migliorare un servizio o incrementare un utile. Questo stato di cose rende necessarie due figure professionali principali, a loro volta suddivisibili in più specializzazioni. Serve prima di tutto qualcuno che sia effettivamente in grado di raccogliere i dati necessari a ogni specifica attività e classificarli e presentarli in modo utilizzabile. Le professioni più richieste in questo campo saranno quelle di data architect, data integration engineer, sviluppatore Apache-Hadoop e di big-data software. Una volta accumulata questa montagna di dati, che i profani immaginano un po’ come le monete nel deposito di Zio Paperone, occorre metterli in ordine e decidere che uso farne. Gli analytics, infatti, sono utili e importanti solo se portano allo sviluppo di una strategia efficace. Qui entrano in gioco professioni come il chief data officer, il chief analytics officer e il chief digital officer (e i loro corrispettivi junior, presumibilmente). Tutte queste figure professionali si riconducono più o meno agli stessi compiti: avvalersi dei dati acquisiti dai data architect, interpretarli e utilizzarli per costruire una strategia aziendale in base a determinati obiettivi.

Sicurezza informatica: digital risk officer, hacker etici e information security analyst.

sicurezza informaticaLa sicurezza informatica è diventata la principale preoccupazione di quasi tutte le grandi organizzazioni e si rivela sempre più importante anche per le piccole aziende. Fra attacchi hacker, furti di dati e una lista di nuovi crimini informatici che si allunga a vista d’occhio, le professioni che ruotano intorno alla protezione dei dati sono sempre più richieste. Fra le più curiose – ma a pensarci neanche tanto – c’è quella dell’hacker etico che, come abbiamo accennato in un altro articolo, si prende il disturbo di attaccare il vostro sistema informatico su commissione, per testarne la sicurezza. Sembra un controsenso, eppure è un lavoro vero con tanto di titolo riconosciuto: CEH, ovvero Certified Ethical Hacker. L’hacker etico è uno che, se volesse, potrebbe svuotarvi il conto in banca, ma non lo fa perché ha un senso morale. Fra le professioni più familiari in questo campo troviamo il digital risk officer e l’information security analyst, che, come è facile intuire, si preoccupano di valutare tutti gli aspetti relativi alla protezione dei dati, alla loro gestione e conservazione e alla prevenzione di attacchi informatici di ogni genere.

Le professioni dell’Internet of things: API, wearables e servizi cloud

wearableSviluppare e programmare nono sono più attività legate necessariamente ai computer intesi in senso tradizionale. Le macchine con le quali ci troveremo a interagire, nel futuro, saranno sempre più spesso dispositivi destinati a essere indossati, elettrodomestici, oggetti di uso quotidiano che comunicheranno fra loro scambiandosi dati, eseguendo comandi, fornendoci informazioni e inviando dati a servizi cloud. Per questo motivo gli sviluppatori in grado di produrre software per questo tipo di supporti saranno, nei prossimi anni, richiesti quanto lo erano quelli che sviluppavano software per i dispositivi mobili nei primi anni 2000. Perl, Ruby e Python saranno i linguaggi più richiesti per la gestione dei servizi cloud, ma anche i programmatori che si occupano di creare protocolli per la comunicazione fra le applicazioni web e i pacchetti software (i cosiddetti API, application program interface) non avranno difficoltà a trovare lavoro nei prossimi anni. L’internet of things, di fatto spingerà all’integrazione fra professioni che prima tendevano a non frequentarsi molto, integrando il design in senso classico con lo sviluppo di software.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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