Formazione Web Markerting

Perché la newsletter è ancora il tuo strumento di marketing più efficace

newsletter marketing
Scritto da Angela

La parola d’ordine, al tempo dei social, è interazione. Il feedback, l’interazione diretta, la comunicazione bidirezionale con gli utenti sono i mantra del marketing contemporaneo e, per un breve periodo, sembrava che i social network dovessero soppiantare interamente tutte le altre forme di interazione fra brand e pubblico. Eppure, da più parti, si parla della rinascita di uno strumento che sembrava destinato a cadere per sempre nel dimenticatoio: la newsletter. In molti l’hanno abbandonata, in molti la considerano una seccatura o uno spreco di tempo, eppure, come il vinile e il contrabbando di sigarette, la newsletter non sembra intenzionata a diventare definitivamente vintage. Le newsletter sono diventate, curiosamente, uno strumento di comunicazione esclusivo e privato, che ripaga il tempo speso a leggerle con informazioni e interazioni che non possono essere reperite altrove. Naturalmente ogni storia di successo è un caso a se e ci sono molti motivi per i quali una newsletter può ancora rivelarsi uno strumento utile. Eccone alcuni.

Feedback e interazione

Ma come, non erano queste le parole d’ordine dei social network? Si e no. La tendenza odierna del social network è sempre più prossima al broadcasting. Date un’occhiata alla pagina Facebook di un qualunque grande brand: nella maggior parte dei casi il gestore della pagina comunica una certa quantità di informazioni a un pubblico vasto e indistinto, che commenta, permettendo al brand di raccogliere informazioni preziose sul feedback, ma senza reale interazione. Certo, la gestione di queste interazioni è fondamentale per mantenere la buona reputazione online del brand, ma nella maggior parte dei casi non c’è nulla di esclusivo in questa relazione. Una newsletter aiuta a mantenere un contatto diretto e specifico non con il mondo intero, ma con una ristretta cerchia di destinatari che, si presume, hanno già manifestato un interesse per il brand e costituiscono quindi una fascia di pubblico assai più preziosa rispetto alla massa indistinta.

La newsletter è ancora lo strumento di marketing più economico

L’obiezione ovvia è che i social network sono gratis, ma l’ovvia risposta è che le campagne promozionali non lo sono e la maggior parte dei social network non danno il massimo senza un investimento promozionale. I tool di gestione delle newsletter sono spesso gratuiti o disponibili con abbonamenti di base molto economici e il loro costo è proporzionato, di solito, al numero dei contatti effettivi che si raggiungono. Questo permette di calcolare in modo più preciso il proprio ROI, specialmente se si usa la newsletter come strumento di vendita. Sarà infatti possibile mettere a diretto confronto la resa dei lead generati con il costo del servizio, facilitando non poco il bilancio.

Anteprime, sorprese ed esclusività

Facebook e Twitter sono come un’infinita conferenza stampa. Ogni dichiarazione è ufficiale, pubblica e potenzialmente definitiva (anche se molti brand non lo hanno ancora capito fino infondo e continuano a non fare attenzione a ciò che scrivono). Una newsletter è un ambito molto più intimo, il che la rende perfetta per anteprime esclusive. Se state per lanciare un prodotto o un servizio e la vostra strategia di marketing prevede la concessione di un’anteprima esclusiva a un pubblico ristretto, allo scopo di creare attesa e hype presso il vostro pubblico, non c’è punto di partenza migliore dei membri della vostra newsletter. Chi vi segue con regolarità, infatti, è il target ideale da viziare con premi e contenuti non accessibili al grande pubblico. Questo vi aiuterà a cementare una relazione duratura, sulla quale costruire la crescita del vostro brand.

Best practices

Un unico consiglio: non sommergete i vostri destinatari di messaggi inutili. Un messaggio al mese è più che sufficiente. Trasgredire a questa regola significa autocondannarsi all’indegnità della cartella spam. Quello che in molti non capiscono, infatti, è che il punto debole della newsletter come strumento comunicativo coincide con la sua grande forza: la mail che si riceve è un messaggio privato, nella propria casella di posta. Quale che sia il suo destino, impegnerà comunque l’attenzione del lettore almeno per qualche secondo. Quei momenti di attenzione sono vitali: possono convertirsi in un’apertura o addirittura una risposta alla call to action, oppure in una segnalazione di spam. Tutto dipenderà dal vostro senso della misura.
Cerchi un'idea originale per la tua prossima campagna marketing? Contattaci!

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento