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Nuova legge contro gli sprechi alimentari: in che modo influenzerà il settore degli eventi

sprechi alimentari
Scritto da Angela

Anche in Italia, come in Francia, è da poco passata una legge pensata per combattere gli sprechi alimentari. A voler dare retta agli stereotipi, si potrebbe dire che le principali differenze fra queste due norme sono curiosamente rappresentative delle principali differenze fra i due paesi. La legge francese, infatti, punta tutto sul punire e penalizzare chi spreca, mentre quella italiana sceglie di incentivare chi dona il cibo in eccesso, premiando i comportamenti virtuosi. La legge sugli sprechi alimentari, naturalmente, è pensata soprattutto per essere applicabile alle attività che ruotano in larga parte attorno al cibo, come supermercati o ristoranti, ma in pochi sanno che anche aziende private di altri tipi ed enti pubblici possono ottenere agevolazioni fiscali donando il cibo avanzato, purché ovviamente non scaduto e ancora consumabile. Questa legge, che è stata definita “la più bella eredità del dopo-Expo”, si inserisce nel quadro di una crescente consapevolezza rispetto ai temi ambientali e alla corretta gestione delle risorse. In che modo questa nuova legge riguarda l’industria degli eventi? Il nostro settore non è stato esplicitamente menzionato nel recente dibattito in materia, eppure possiamo dire con certezza che la questione ci riguarda, prima di tutto come esseri umani e poi come professionisti. Negli ultimi anni, per fortuna, l’attenzione verso gli eventi ecosostenibili e a impatto zero è andata crescendo, così come la consapevolezza dell’importanza di ridurre gli sprechi alimentari e non. Ecco un rapido riassunto della situazione attuale e qualche indicazione su ciò che possiamo fare.

Gli sprechi alimentari: l’entità del problema

Gli sprechi alimentari sono una delle più stridenti contraddizioni dei nostri tempi. Se da un lato il numero delle persone sotto la soglia di povertà nei paesi occidentali è aumentato vertiginosamente in un tempo relativamente breve, dall’altro i ritmi delle catene di produzione e i meccanismi di funzionamento della grande distribuzione hanno determinato sprechi alimentari enormi. Secondo una ricerca presentata quest’anno all’interno della manifestazione Spreco Zero, solo in Italia si sprecano oltre 13 miliardi di Euro in questo modo e la media internazionale è assai più alta. Il problema coinvolge tutti i passaggi della filiera alimentare, dalla produzione – con prodotti agricoli che restano nei campi – alla grande distribuzione nei supermercati alla ristorazione al pubblico. Non sono esenti da fenomeni di spreco neanche le mense aziendali e gli enti pubblici. Quintali di cibo ancora commestibile vengono eliminati ogni anno. Lo scopo della legge è porre rimedio a questa situazione facendo incrociare la filiera alimentare e la fiera del dono, rendendo l’operazione non solo semplice, ma anche vantaggiosa per chi vende o distribuisce alimenti.

L’industria degli eventi e gli sprechi alimentari

Chiunque sia mai stato a un festival di grandi dimensioni ha una vaga idea di come si creino gli sprechi alimentari in questo settore. Chiunque abbia mai organizzato un festival di grandi dimensioni, ne ha un’idea fin troppo vivida. D’altra parte, quando si organizza un evento per un pubblico numeroso e si ha la necessità di provvedere a uno o più pasti – che si tratti di pagare un catering per un evento aziendale o di organizzare la vendita di alimenti a un festival – bisogna confrontarsi con grosse quantità di cibo. Approssimare è possibile solo per eccesso e questo porta spesso ad accumulare una certa quantità di alimenti che non vengono consumati, ma spesso non possono essere rimessi in commercio. Questo vale per tutti i contesti in cui il cibo viene acquistato già cotto (come accade quando ci si rivolge a un catering) o deve essere cucinato sul posto, come spesso si fa ai festival e alle fiere. All’estero gli esempi virtuosi non mancano: il più significativo è il Burning Man festival in Nevada, che ogni anno costruisce e smantella una vera e propria città nel deserto e se ne va senza lasciare traccia. Noi siamo ancora lontani dal raggiungere questo livello di perfezione, ma possiamo attrezzarci e collaborare per ridurre il nostro impatto sull’ambiente.

Donare il cibo: da che parte si comincia?

In Italia, la Fondazione Banco Alimentare, che si occupa da anni di raccogliere alimenti per la distribuzione gratuita, ha accolto con entusiasmo la nuova legge. La norma specifica che le donazioni devono essere dirette soprattutto verso gli indigenti, che nel nostro Paese sono oltre 4 milioni, e che possono passare attraverso operatori terzi quali onlus e associazioni. A poter donare sono molti soggetti diversi, pubblici e privati: la norma si applica ad esempio anche alle mense aziendali e a quelle degli uffici pubblici. Se si desidera donare ma non si sa da che parte cominciare, il consiglio è quello di rivolgersi prima di tutto alle associazioni benefiche della propria città e a chi gestisce mense per i bisognosi, come la Caritas o lo stesso Banco Alimentare. Gli operatori del settore degli eventi, a questo punto, stanno probabilmente grattandosi la testa e chiedendosi in che modo questa cosa li riguardi. Se la norma non menziona direttamente il ruolo di chi gestisce determinate manifestazioni, dal momento che il nostro ruolo non è, strettamente parlando, quello di vendere alimenti, le novità introdotte ci permettono comunque di fare la nostra parte, ecco come.

Organizzi un evento? Evita gli sprechi alimentari!

Fatte salve poche eccezioni, è tecnicamente improbabile che la legge appena approvata si traduca in sgravi fiscali per noi. Il punto, tuttavia, non è avere un vantaggio economico diretto, ma fare la nostra parte per rendere il nostro lavoro più sostenibile. Sì, dico sul serio. La buona notizia è che gli sgravi fiscali, con ogni probabilità, spetteranno ai nostri partner commerciali, cosa che sul lungo periodo potrà tradursi su una contrazione dei costi complessivi per gli eventi che prevedono somministrazione di cibo. Quindi, che cosa possiamo fare per contribuire? Per cominciare, possiamo assicurarci che, fra le realtà alle quali ci affidiamo per la gestione dei pasti, catering e buffet per i nostri eventi, tutti coloro che hanno diritto agli incentivi ne usufruiscano. Il fatto che la legge si applichi anche agli avanzi di mense e buffet, in questo senso, è particolarmente importante. La seconda cosa che possiamo fare è… dirlo. Anche se il nostro evento non ha una vocazione prettamente sociale, comunicare che il cibo in eccesso non sarà gettato, ma donato a enti benefici contribuisce a dare il buon esempio e a ricordare, a noi e agli altri, che fare la propria piccola parte è un dovere di ognuno di noi. Se la gestione delle donazioni di cibo spetta a noi personalmente e non sappiamo da che parte cominciare, può essere utile contattare le associazioni benefiche della propria città, come la Caritas o altri enti che gestiscano mense, le parrocchie o le onlus più note della zona. Infine, quello che possiamo fare è invitare gli ospiti a essere responsabili nella gestione del cibo. Se un buffet prepara pietanze in grandi quantità, come paste fredde, insalate, arrosti e simili, tutte le porzioni che non vengono servite possono infatti essere donate il giorno stesso. Naturalmente questo vale solo per ciò che rimane nei vassoi da portata o in cucina, non per le porzioni che vengono abbandonate nei piatti che qualcuno ha già iniziato a consumare. Per questo motivo può essere utile, come parte della comunicazione dell’evento, ricordare a tutti che il cibo è un bene prezioso che non tutti hanno in quantità sufficiente e che sprecarlo è un lusso che non ci possiamo permettere. Meglio quindi prendere una piccola porzione e poi, se si ha ancora fame, fare il bis, piuttosto che riempirsi il piatto di ogni ben di dio e poi abbandonarlo in un angolo: evitiamo l’effetto “aperitivo universitario”. E buon appetito!

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Un commento

  • Era ora! E’ un paradosso il fatto che si organizzino grandi eventi all’insegna dell’abbondanza e, di conseguenza, dello spreco e dall’altra parte ci sia un aumento considerevole dei cosiddetti “nuovi poveri” :famiglie con bambini, padri separati e disoccupati ultracinquantenni che qualche anno fa erano parte del “ceto medio”. Ben venga quindi questa legge che incentiva le donazioni alimentari.

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