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Formazione

Offerte di lavoro: come assumere la persona adatta

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Scritto da Angela

Quando leggiamo le colonne con le offerte di lavoro tendiamo a immedesimarci in chi cerca un’occupazione, ma raramente ci fermiamo a pensare al dilemma di chi il lavoro lo offre. Che la vostra attività sia un ristorante a conduzione familiare o una grande azienda con centinaia di dipendenti, assumere le persone giuste farà sempre la differenza fra una giornata lavorativa piacevole e produttiva e un incubo da cinque giorni a settimana. Più piccola è l’azienda, maggiore è il peso che ogni singolo elemento umano avrà sulla qualità del lavoro e sull’atmosfera dell’ambiente professionale. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, dove l’offerta di lavoro è generalmente più ristretta della domanda, si potrebbe pensare che le difficoltà si trovino tutte da una parte. Nello specifico, ci si potrebbe convincere che alla difficoltà di trovare un lavoro corrisponda una certa facilità nel trovare dipendenti, quando li si cerca: nulla di più falso. Certo, se avete mai provato a pubblicare delle offerte di lavoro su un sito specializzato, un giornale, una rivista, o anche solo a scarabocchiare il vostro numero di telefono su un pezzo di carta e attaccarlo a un palo della luce, avrete provato l’ebbrezza di essere sommersi di messaggi e telefonate di aspiranti candidati. Questo, tuttavia, non vuol dire che assumere la persona giusta sia facile. Alle offerte di lavoro seguono gli invii dei curricula, i colloqui e il dubbio persistente di aver fatto la scelta sbagliata. Ecco qualche consiglio per non pentirsi delle proprie scelte.

Offerte di lavoro: fate la vostra parte

Cominciamo dal principio e chiariamo il punto più importante. Se vi capiterà di assumere la persona sbagliata per una certa posizione la colpa sarà vostra, non sua. Questo perché siete voi, in quanto titolari di un’attività o responsabili delle sue risorse umane, a dover avere un quadro chiaro di ciò che è utile e necessario per la vostra azienda e di come ottenerlo. Le offerte di lavoro pubblicate sulla stampa specializzata o su LinkedIn sono un ottimo punto di partenza per analizzare tutto ciò che non bisognerebbe fare. Un annuncio che si limiti a elencare le competenze richieste, senza raccontare nulla dell’azienda e del team, per esempio, non faciliterà il processo di selezione. Oltre a fornire una descrizione chiara e completa del lavoro, è bene illustrare in breve i valori fondamentali dell’azienda, in modo che dall’annuncio traspaiano i fattori che motivano il vostro team giorno per giorno. Chiaramente per esprimere questi concetti è necessario porsi delle domande. Le offerte di lavoro sono un po’ come i siti di incontri: se non sapete che cosa cercate e non siete in grado di presentarvi decentemente, non solo non troverete l’anima gemella, ma finirete per attrarre uno stuolo di stalker.

Guardare oltre il curriculum

Il curriculum non è tutto. Certo, un candidato che non sia in grado di presentarsi probabilmente manca di una serie di caratteristiche professionali, ma saper compilare un curriculum e scrivere una lettera di presentazione non è tutto. Una volta scremati i candidati in base alle qualifiche e alle competenze richieste, vale la pena approfondire la personalità di ognuno, piuttosto che limitarsi a privilegiare quello con più esperienza. Quello che non traspare dalle offerte di lavoro, molto spesso, è la semplice realtà della collaborazione quotidiana: inserire nel vostro ambiente professionale una persona poco incline a collaborare con i colleghi o qualcuno di eccessivamente distante dai valori della vostra azienda avrà sempre ripercussioni negative sul lavoro nel suo complesso. Se la vostra attività è legata alla tecnologia e all’innovazione, per esempio, un giovanissimo geek entusiasta e appassionato di ogni nuovo gadget potrebbe essere un candidato più adatto rispetto a un tecnico con vent’anni di esperienza che per inviarvi il curriculum vi ha chiesto il numero di fax.

Personalità vs competenza

Tutto si può insegnare, tranne la personalità. Certo, se dovete assumere un ingegnere edile non è opportuno scegliere un geometra solo perché vi è molto simpatico, ma a parità di competenze l’attitudine conta più di molti altri fattori. La capacità di interagire con gli altri in modo armonico può sembrare uno di quegli attributi fumosi e vagamente new age, fino a quando non vi ritrovate sul posto di lavoro con un maniaco del conflitto. Questo termine di nessun valore scientifico – ispirato a una definizione più colorita trovata in un fumetto di Zerocalcare – sta a indicare coloro che sentono costantemente il bisogno di trovarsi in una situazione di crisi. Se lo chiedete a loro, vi diranno che amano “confrontarsi” e “stimolare” gli altri e che “dicono sempre quello che pensano”. Nei fatti queste affermazioni sottendono spesso una vera e propria passione per le atmosfere tese e competitive, percepite come più interessanti. Assumere un maniaco del conflitto, indipendentemente dalla sua competenza, trasformerà la vostra vita lavorativa in un inferno. Viceversa, una persona che sappia comunicare, ascoltare, mettere a proprio agio il prossimo e cercare punti di contatto ha molte più probabilità non solo di sfruttare al massimo le proprie competenze, ma anche di spingere gli altri membri del team a dare il meglio di sé.

Non tutti i lavori sono uguali. E nemmeno tutte le personalità

Pur tenendo presente quanto detto nel paragrafo precedente, bisogna riconoscere che ruoli diversi richiedono personalità diverse. Un intollerabile pignolo che passa la vita a cercare il pelo nell’uovo e a correggere gli errori altrui senza che nessuno glielo abbia chiesto, per esempio, sarà un candidato ideale per mansioni di audit e controllo qualità, ma probabilmente non si inserirà bene in un team promozionale. Allo stesso modo un venditore timido non farà molta strada e un responsabile delle risorse umane esageratamente narcisista vi riempirà l’azienda di cloni di se stesso. Il bilanciamento delle personalità sul posto di lavoro è un’alchimia complessa: a volte occorre infatti assumere qualcuno che abbia ciò che a voi manca. Se, per esempio, avete seguito il consiglio del paragrafo precedente e vi siete circondati di colleghi pacifici, mansueti e pronti a risolvere ogni conflitto con un abbraccio e degli incensi profumati, è probabile che il vostro settore vendite o il vostro marketing non sia abbastanza aggressivo. In questo caso potrebbe essere opportuno aggiungere un elemento di maggiore competitività al vostro team, il che probabilmente vorrà dire assumere qualcuno che non parteciperà volentieri al vostro progetto di incentive travel in un ritiro yoga.

Controllate i social media

Tutti siamo occasionalmente imbarazzanti sui social media, ma c’è chi esagera. I social media, come è noto, sono lo specchio della società al proprio peggio e non c’è modo migliore di conoscere qualcuno che vederlo dare il peggio di sé. Se è inaccettabile discriminare nelle assunzioni in base alle convinzioni o ai comportamenti privati, come l’appartenenza religiosa o l’orientamento politico, è invece ragionevole cercare di non associare il proprio nome a chi si conduce pubblicamente in modo inaccettabile. Se, per esempio, il vostro aspirante candidato è un appassionato autore di tweet denigratori e sarcastici ai danni del suo attuale datore di lavoro o dei suoi colleghi, se è un bullo o se scrive “qual’è” con l’apostrofo, fate benissimo a non assumerlo.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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