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Eventi per bambini: 6 cose da ricordare per chi li organizza

eventi per bambini
Scritto da Angela

Organizzare un evento aziendale o promozionale è già un compito abbastanza complesso di per sé, ma quando l’evento deve coinvolgere bambini e ragazzi le difficoltà aumentano. Gli eventi per bambini possono essere una sfida affascinante per la creatività dell’organizzatore, ma richiedono anche un’attenzione tutta particolare. Oltre a garantire la qualità di ogni aspetto dell’organizzazione – dall’intrattenimento al catering, dall’allestimento alla promozione – bisogna riservare particolare attenzione alla sicurezza e fare in modo che tutte le attività svolte siano adatte all’età dei partecipanti. In qualche caso si tratterà di creare un’esperienza dedicata interamente ai più piccoli, in altri di offrire ai bambini uno spazio di gioco, apprendimento o intrattenimento all’interno di un evento rivolto anche ad altre fasce di età. In ogni fase dell’organizzazione è essenziale preoccuparsi di creare per i propri giovani ospiti un’esperienza divertente, coinvolgente e rispettosa della loro sensibilità. Perché gli eventi per bambini possono anche essere uno strumento di promozione, ma i bambini stessi non devono mai essere considerati “un target”.

1. Eventi per bambini: che attività scegliere?

eventi per bambiniA seconda del tema dell’evento, del brand che lo sponsorizza e del contesto nel quale si svolge, sarà possibile scegliere fra una vastissima gamma di attività ludiche e didattiche. Lo scopo deve essere sempre quello di offrire un’esperienza divertente che trasmetta valori positivi ai più piccoli. Per valori positivi, sia chiaro, non si intende niente di più che l’auto-affermazione. L’educazione dei più piccoli è compito delle famiglie e delle scuole, ma in un contesto di svago è comunque possibile e necessario comunicare alcuni insegnamenti importanti. Ai bambini, per esempio, non deve essere mai suggerita l’idea che il risultato conseguito in un’attività competitiva definisca il loro valore. Soprattutto negli sport, l’accento deve essere sempre posto sul piacere dell’attività stessa e sul gioco, piuttosto che sulla competizione o sulle classifiche. Questo non vuol dire, naturalmente, che si debbano escludere tutti i giochi e le attività sportive che contengano un sano elemento agonistico, ma semplicemente che gli adulti che supervisionano tali attività dovranno fare attenzione a guidare l’esperienza in modo corretto. Per questo motivo anche tutte le attività a premi dovrebbero sempre prevedere una forma di gratificazione anche per i partecipanti che non hanno vinto.

2. Organizzare eventi per bambini, ricordandosi degli adulti

Avete mai fatto caso a come tutti gli eventi e le forme di svago promosse come “per tutta la famiglia” siano in realtà esclusivamente “per bambini”? Questo avviene perché è spesso più facile strutturare tutto un allestimento “a prova di bambino” piuttosto che dividere gli spazi. Se lo scopo del vostro evento è fare felici entrambe le fasce di età, sarà il caso di garantire agli adulti la possibilità di godere dell’esperienza in tutta libertà, sapendo che i pargoli saranno seguiti in un ambiente sicuro e stimolante. Gli eventi per bambini devono svolgersi innanzitutto in uno spazio nel quale non vengano svolte attività o promossi prodotti non adatti a loro. Se, per esempio, la presentazione del vostro prodotto prevede un cocktail di benvenuto a base di bevande alcoliche, sarà opportuno allestire un mini-bar per i più piccoli, uno spazio colorato e divertente, nel quale non siano disponibili prodotti destinati a un pubblico adulto.

3. Promozione e invito all’acquisto: non è un gioco da bambini

È inutile girarci intorno: un evento promozionale è fatto per vendere e gli eventi per bambini non fanno eccezione. Ci sono infiniti trattati sulla promozione commerciale targettizzata sui bambini e non è questa la sede per scriverne un altro, quindi mi limiterò a sintetizzare alcuni concetti. Gli eventi per bambini potranno anche essere fatti per vendere, ma non sono fatti per vendere qualcosa ai bambini. La capacità di valutare il valore di un acquisto e l’ammontare di una spesa variano da individuo a individuo, ma è indubbio che i bambini siano più influenzabili da messaggi persuasivi. Questo vale anche per cause benefiche e raccolte fondi: il fatto che i più piccoli siano più propensi alle reazioni emotive e dotati di meno strumenti cognitivi per prendere decisioni ci impone di tutelarli. Per questo motivo le attività svolte non devono mai contenere inviti diretti all’acquisto né prevedere fasi nelle quali uno scambio di denaro sia necessario per proseguire. Tutti i messaggi esplicitamente commerciali e le call-to-action devono essere rivolti esclusivamente e inequivocabilmente agli adulti.

4. La parola chiave è curiosità

La curiosità deve essere al centro delle attività dedicate ai più piccoli. Stiamo parlando, naturalmente, sia della curiosità dei piccoli protagonisti, che va incentivata, sia di quella di chi organizza eventi per bambini, che va messa a frutto. Stimolare la curiosità dei bambini oggi può essere più difficile che in passato, dal momento che le tecnologie contemporanee permettono l’accesso a enormi quantitativi di informazioni in giovanissima età. Un evento dovrebbe fornire un’esperienza diversa da quella che è possibile vivere quotidianamente e sfruttare l’unicità di ogni location per stimolare un’interazione creativa. Può trattarsi di un’idea semplice, come mettere a disposizione dei più piccoli materiali e spazi per svolgere attività creative come disegnare o costruire. Se la location lo permette, esplorare lo spazio è sempre un’ottima idea, soprattutto se ci si trova in contesti di interesse naturale o storico. Non si tratta di organizzare una lezione, ma di permettere ai bambini di scoprire e imparare con i loro tempi. All’interno di un evento dedicato all’alimentazione, per esempio, sarà possibile far cimentare i bambini con semplici ricette o far scoprire loro la provenienza degli ingredienti. Se si può disporre di una location di interesse naturalistico, una guida capace potrà accompagnare i bambini in un’esplorazione sicura e affascinante, alla scoperta di specie animali e vegetali.

5. La comunicazione

Per la comunicazione sui social media e su qualsiasi altro mezzo di diffusione pubblica, la regola sulla presenza di bambini e molto semplice: no. O meglio, non senza il consenso esplicito dei genitori. Questo è un punto cruciale che può salvarvi una serie considerevole di problemi, quindi vi consiglio di tenerlo sempre a mente: se intendete pubblicare foto del vostro evento o relative a qualsiasi altro contesto e in queste foto compaiono dei minori, dovrete prima ottenere il permesso scritto dei genitori o di chi ne fa le veci. Non esiste nessuna eccezione a questa regola. Se non potete o non volete procurarvi questo consenso, tutte le facce dei minori presenti dovranno sempre essere oscurate.

6. Conclusioni

Organizzare eventi per bambini non è un’attività adatta a tutti. D’accordo, come abbiamo già stabilito, anche organizzare eventi di per sé non è un’attività adatta a tutti, ma questa particolare declinazione del mestiere di organizzatore di eventi presenta ulteriori difficoltà. Al di là di tutte le considerazioni già espresse, c’è il semplice fatto che interagire con i bambini presenta sempre una quantità di imprevisti maggiore rispetto al circondarsi esclusivamente di adulti. Per alcuni lavorare con i più piccoli è un piacere e un divertimento, per altri si tratta di un compito che richiede di armarsi di pazienza e di passare i successivi tre giorni a meditare in un tempio tibetano. Prima di imbarcarsi in un progetto del genere, quindi, è essenziale interrogarsi onestamente sulle proprie personali attitudini e capacità: se non vi sentite sicuri al 100% che questo genere di evento sia nelle vostre corde, non esitate a tirarvi indietro e a rivolgervi a professionisti che siano formati per questo tipo di eventi.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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