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Perché scegliere il crowdfunding per la tua startup

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Scritto da admin

Kickstarter è finalmente approdato in Italia, ma le piattaforme di crowdfunding sono disponibili nel nostro paese ormai da diversi anni. Nonostante questa forma di finanziamento eserciti una certa attrattiva su chi deve procurarsi i fondi per realizzare un progetto commerciale o artistico, si registra ancora una certa diffusa reticenza verso questo strumento. I detrattori – o quantomeno i titubanti – del crowdfunding adducono motivi legati per lo più alla reputazione e alla percezione esterna del brand o del progetto. Si va da chi teme che una campagna di crowdfunding possa essere percepita come inappropriata a chi teme di non raggiungere il livello di contributo desiderato e quindi di dover rinunciare all’intera somma offerta dai potenziali sostenitori. Molte startup preferiscono ancora tentare l’accesso ad acceleratori e finanziatori privati, ma la realtà dei fatti dimostra, tuttavia, che il crowdfunding funziona ed è alla base di spostamenti di fondi sempre più consistenti, laddove le forme di finanziamento tradizionale, quali la ricerca di sponsor, sembrano essere in calo. Prima di apprestarsi a realizzare una campagna di crowdfunding, tuttavia, occorre analizzare alcuni fattori, per mettersi in condizioni di strutturare il proprio messaggio in modo appropriato.

Le basi del crowdfunding: il prodotto

Quando si pianifica una campagna volta a richiedere fondi per un prodotto o servizio, bisogna prima di tutto avere un quadro molto chiaro delle caratteristiche di quest’ultimo. Si può iniziare ponendosi alcune semplici domande: quale esigenza viene soddisfatta dal prodotto finito? Chi è il target potenziale? Qual è il costo minimo necessario per realizzare il prodotto? Rispondere a queste domande permetterà di scegliere la piattaforma più adatta per la propria campagna. Alcuni siti, come Kickstarter, permettono di avere accesso ai fondi solo se si raggiunge o si supera l’obiettivo nel periodo stabilito, mentre altre, come IndieGoGo, permettono comunque di riscuotere le donazioni raccolte, anche se non si è arrivati alla cifra desiderata. Un caso a parte è rappresentato da Patreon, forse la più rivoluzionaria forma di crowdfunding per artisti in assoluto, che non pone obiettivi e permette di coltivare una forma di mecenatismo puro per tutte le forme di espressione artistica. Un esempio di doppio successo sulle piattaforme di crowdfunding è sicuramente Amanda Palmer, ex front-woman dei Dresden Dolls e oggi artista interamente indipendente, che ha raccolto oltre un milione di dollari su Kickstarter per realizzare un disco dopo aver abbandonato la propria etichetta discografica, e che ha successivamente convertito il supporto della sua appassionata fanbase in un progetto Patreon che viene finanziato in ragione di oltre 40.000 $ per ogni nuova uscita.

Le ricompense

La stragrande maggioranza delle piattaforme di crowdfunding si basano sul sistema delle ricompense e questa è probabilmente la fase che richiede la pianificazione più attenta. L’idea di base è che un piccolo contributo possa corrispondere a una ricompensa minima o simbolica, mentre uno più sostanzioso dia accesso al prodotto finito e a una serie di bonus corrispondenti alle diverse fasce di finanziamento possibile. La prima considerazione, nello stabilire costo ed entità di ogni ricompensa, deve essere ovviamente volta a garantire la sostenibilità economica del progetto, ma non bisogna sottovalutare l’importanza di questo elemento del crowdfunding come strumento di indagine di mercato. La popolarità di ogni ricompensa alla fine di una campagna – che sia andata a buon fine o no – è infatti una fonte preziosa di informazioni sul tipo di pubblico che si interesserà al prodotto. Di questo target è possibile, sapendo analizzare i dati, individuare un profilo abbastanza chiaro, comprendente la disponibilità economica, le aspirazioni e l’attitudine rispetto al prodotto offerto. L’unicità della ricompensa spesso è costituita da un’esperienza irripetibile, che chi finanzia il progetto non avrebbe altrimenti occasione di vivere. Un esempio perfetto in questo senso è quello del film Veronica Mars – tratto da una vecchia serie TV e interamente finanziato tramite crowdfunding (e successivamente confermato da un considerevole successo al botteghino) – che ha offerto ai finanziatori la possibilità di figurare come comparse nella produzione.

La promozione: il video

Nessuna campagna di crowdfunding ha alcuna speranza di successo senza un pitch efficace. Il video è universalmente riconosciuto come uno strumento imprescindibile per interessare i potenziali clienti al proprio prodotto ed è senza dubbio l’elemento nel quale vale la pena di investire inizialmente. Un video di qualità amatoriale penalizzerà inevitabilmente il prodotto, che verrà percepito come approssimativo e non affidabile, per questo motivo è consigliabile affidarsi a un professionista per confezionare al meglio il proprio messaggio. Una volta realizzato un buon video di presentazione, può avere inizio la campagna di promozione sui social media (alcune campagne di crowdfunding sono approdate perfino sulla stampa, ma la maggior parte viene diffusa online), che dovrà essere diretta in modo accurato al tipo di target che si desidera raggiungere. Il progetto più finanziato di tutti i tempi su Kickstarter, The Coolest Cooler, vanta un esempio di video-pitch assolutamente perfetto. La qualità è quasi cinematografica, ma lo stile non è pretenzioso: il video si limita a elencare le caratteristiche che rendono desiderabile il prodotto in modo semplice e divertente, stimolando immediatamente il desiderio di supportare il progetto.

Se una campagna di crowdfunding non va a buon fine, non significa necessariamente che il prodotto sia destinato al fallimento o a non avere un mercato. L’importante è saper trarre un insegnamento anche dal mancato successo, specialmente in termini di analisi dei dati. Misurare le reazioni del proprio target, comparandole a quello di progetti simili andati a buon fine, può rivelarsi una fonte insostituibile di informazioni. Se ben utilizzate, queste conoscenze possono servire a perfezionare il proprio prodotto o progetto o a ridefinire il target, aumentando le possibilità di successo futuro della propria idea di partenza.

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