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Proiezione 3D, il fascino dello stupore

proiezioni, 3D
Lucio Rado
Scritto da Lucio Rado

Chi è nato prima degli anno ’90 si ricorderà sicuramente gli occhiali di carta con una lente rossa e una verde, propriamente nominati occhiali anaglifi, che permettevano di guardare le immagini stereostopiche in tre dimensioni (solitamente erano dinosauri).
Di strada ne è stata fatta molta e oggi il 3D vanta delle più sofisticate tecnologie informatiche.
Il 3D crea stupore a tutte le età perché ci viene presentata una realtà artificiosa che però ha le stesse dimensioni reali nello spazio e quindi la fantasia diventa per magia quasi tangibile.

Vorrei concentrarmi sulla proiezione e sul mapping 3D sulle facciate degli edifici che vengono ricreate tramite progetti video che seguendo i volumi reali dell’edificio, creano un’alterazione della percezione.
Questa innovazione spettacolare è stata diffusa in tutto il mondo dalla società olandese NuFormer, creatrice dei software e dell’apposito hardware, necessari alla visualizzazione degli effetti 3D.

La curiosità verso questa nuova forma di comunicazione espressiva mi porta a raccontare due applicazioni differenti della proiezione 3D: Villa Olmo a Como e la performance artistica di Rabarama a Firenze. La comunicazione espressiva 3D è d’impatto, cattura l’attenzione e per questo è sempre più utilizzata non solo nel cinema e nel teatro ma anche all’interno di un evento importante.(presentazione marchio, mostre, concerti, etc..)

In occasione dell’inaugurazione della mostra “Rubens e i Fiamminghi”, (Marzo 2010)a Villa Olmo a Como, lo studio grafico OLO creative farm ha realizzato il progetto per la proiezione 3d sulla facciata della villa.
Lo spettacolo è stato emozionante e il pubblico numeroso accorso per l’inaugurazione è rimasto in un silenzio vibrante mentre la facciata della villa veniva investita da un fascio di luce quasi aliena. Le colonne si sgretolavano per poi ricostruirsi e accogliere le immagini dei quadri fiamminghi esposti all’interno, colate di colore scendevano dal tetto e oscuravano delicatamente le finestre , estroflessioni dinamiche alteravano i volumi.

Rubens Villa Olmo

L’altra esperienza è stata più intima, più interiore e penso vivamente che arte e tecnologia insieme possano realizzare grandi opere. Lo studio di produzione 3D DrawLight e l’artista Rabarama hanno reinterpretato la famosa scultura Bozzolo della scultrice e pittrice italiana.(Rabarama è pseudonimo di Paola Epifani – Roma, 1969). La statua completamente bianca e al centro della sala viene investita da proiezioni in 3D dei motivi figurativi e simbolici cari all’artista.

Rabarama

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