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Promozione a costo zero: 5 consigli

promozione gratis
Scritto da Angela

La promozione è un settore controverso: non esiste attività commerciale o produttiva che possa farne a meno, eppure la maggior parte degli imprenditori non ha idea di come approcciare questo particolare settore, il che genera disastri, pericolosi sprechi di denaro e finisce per fare la felicità di una folta schiera di personaggi dagli standard etici non altissimi e dalle qualifiche dubbie. La situazione economica corrente complica ulteriormente le cose: come può un’azienda che fatica a coprire i propri costi di gestione (e che magari ha anche l’eroica pretesa di pagare i dipendenti) permettersi di sperperare centinaia o addirittura migliaia di euro in un’operazione promozionale che non aumenterà la clientela di una sola unità? La risposta è semplice: non può. La buona notizia è che non tutte le strategie promozionali sono costose. Alcune delle migliori sono addirittura gratuite. Certo, se la vostra azienda è una multinazionale con migliaia di dipendenti probabilmente è il caso di investire una fetta del vostro considerevole budget in un piano promozionale vero e proprio (e in quel caso dovreste vergognarvi di aver cliccato su questo articolo pensando di poter licenziare il direttore del marketing), ma i comuni mortali, gestori di piccole aziende o startup, possono provare a mettere in pratica questi cinque consigli, prima di rinunciare a pagarsi la tredicesima per far realizzare uno spot imbarazzante su una radio locale.

1. Scrivete un blog

I social media sono importanti, ma la comunicazione di contenuti autenticamente interessanti lo è molto di più. Certo, riuscire a far crescere i vostri fan su Facebook (veri, non comprati da una click-farm asiatica) in ragione di qualche migliaio può risultare utile quando dovrete organizzare un evento, una svendita, una promozione o il lancio di un nuovo prodotto, ma un blog ben gestito può aiutarvi a generare interesse da parte di potenziali clienti autenticamente interessati alla vostra attività. Questa strategia, per generare risultati apprezzabili, richiede un presupposto: è necessario che coltiviate un’autentica passione per la vostra attività. Che si tratti di moda, musica, cucina, informatica o pesca sportiva, il vostro lavoro non deve essere solo ciò che fate per vivere: più prossimi siete all’ossessione e più probabilità avrete di contagiare gli altri con il vostro entusiasmo. Saprete di essere vicini all’ossessione quando i vostri amici e familiari inizieranno ad allontanarsi con una scusa tutte le volte che iniziate a parlare di lavoro. Dovete ricercare voracemente tutto ciò che viene scritto e pubblicato, ogni evento correlato al vostro settore, ogni stralcio di copertura mediatica e avere qualcosa da dire in merito. Scrivere regolarmente un blog interessante che metta in evidenza le vostre competenze e la vostra personalità, ma soprattutto interagire con gli altri operatori del settore in contesti pubblici online, vi garantirà un’esposizione pressoché gratuita esattamente al tipo di pubblico specializzato che vi interessa, in un contesto in cui il feedback è più alto che su qualunque altra piattaforma pubblicitaria.

2. Coltivate i rapporti con i clienti (ma evitate il più grave errore nella storia del marketing)

Un cliente che si sente speciale e “parte della famiglia” difficilmente vi abbandonerà per la concorrenza. Non c’è modo migliore di cementare il rapporto con i clienti più affezionati che premiarli con un programma promozionale pensato apposta per loro. Uno dei sistemi più semplici e al contempo più efficaci consiste nell’offrire sconti o servizi e prodotti gratuiti ai clienti che vi presentano nuovi potenziali clienti. Non tutte le attività possono permettersi un rapporto diretto e personale con la propria clientela, ma in generale vale la pena di rendere la relazione quanto più immediata possibile, evitando però accuratamente le forzature. Se fornite soluzioni informatiche per gli uffici e le pubbliche amministrazioni, per esempio, iniziare una comunicazione al cliente chiamandolo per nome potrebbe essere considerato leggermente fuori luogo. Un errore da evitare a tutti i costi è l’utilizzo del Comic Sans nelle comunicazioni, nel materiale pubblicitario ma, volendo, anche in qualsiasi altro contesto dell’interazione umana. A molti (si spera) questo consiglio apparirà scontato, eppure esiste un numero sorprendentemente alto di piccole attività che continuano a perpetuare il falso mito che creare un banner, un volantino o addirittura un’insegna in Comic Sans sia un’idea “simpatica”. È ora di dire le cose come stanno: il Comic Sans dovrebbe essere illegale e il suo utilizzo condannerà la vostra azienda a un meritato fallimento.

3. Google My Business e Yelp: promozione gratuita alla portata di tutti

Quante volte avete cercato un hotel, un ristorante, un locale o un negozio a partire da Google Maps? Se la vostra attività è collegata apprezzabilmente al luogo in cui vi trovate, può essere opportuno dotarvi di un account Google MyBusiness. In questo modo sarete visibili sulle mappe di Google e anche su G+ e permetterete a chi ha bisogno dei vostri servizi e si trova nelle vicinanze di individuarvi facilmente. Contare sull’afflusso casuale e imprevedibile degli utenti che usano la geolocalizzazione, ovviamente, non è una strategia a lungo termine né una pratica promozionale sufficiente a garantire il benessere dell’azienda, ma vi permetterà di attrarre clienti che diversamente non avrebbero incrociato la vostra strada e di cogliere l’occasione per rendere assolutamente indimenticabile il vostro servizio. Allo stesso scopo è consigliabile aprire un account su Yelp. Purtroppo questa strategia è di poco aiuto a chi gestisce il proprio business prevalentemente sul web. Se appartenete a questa categoria, mi dispiace per voi: vi toccherà imparare qualcosa sulla SEO o pagare qualcuno che se ne occupi per voi.

4. Trovate la vostra tribù

Il riferimento è a uno dei più illuminanti testi sul marketing mai scritti: Tribes, di Seth Godin. Se non l’avete mai sentito nominare, fate un giro sul suo blog: ci troverete pochissimo marketing, il che è singolare, per un blog che parla solo di marketing. Il principio di base di Tribes è che per ogni nicchia, ogni sotto-genere e ogni fascia di consumo esistano già, più o meno sparse per il mondo e più o meno definite, delle “tribù” di riferimento, spesso alla ricerca di un leader o di un aggregatore. In questo caso specifico non importa che siate voi ad assumere questo ruolo: quello che conta è scovare la vostra tribù e imparare a conoscerla. Dove si riunisce? Quali ricorrenze/convention/eventi periodici sono rilevanti al suo interno? Quali media forniscono informazioni in merito? Della vostra tribù dovete conoscere tutto e, quando possibile, dovete incontrarne i membri faccia a faccia. Convention, trade-show e fiere sono le occasioni ideali, ma spesso ci sono contesti più informali nei quali i professionisti e gli appassionati di un certo settore si incontrano. Una volta scoperte le opzioni a vostra disposizione, sarà facile decidere in base al vostro budget quali contesti prediligere, l’importante è essere parte attiva e riconoscibile della propria comunità.

5. Trasformare la crisi in opportunità (davvero)

Se c’è qualcosa di insolito nella vostra attività, indipendentemente che si tratti di una scelta consapevole o di una caratteristica involontaria che non riuscite a eliminare, fatene il vostro punto di forza. Tutto ciò che vi rende unici rispetto alla concorrenza va valorizzato: il vostro compito non sarà convincere il pubblico ad apprezzare le vostre stranezze vere o presunte, ma andare alla ricerca di coloro che hanno sempre sognato di trovare una stranezza simile alla vostra. Un piccolo esempio pratico: mettiamo il caso che gestiate una spa o un salone di parrucchiere e che abbiate uno o più figli, in quell’età molesta nella quale i piccoli di homo sapiens sapiens si allenano a gareggiare a colpi di decibel con un 747 in fase di decollo, e che non abbiate la possibilità di affidarli a qualcuno quando siete al lavoro. Se i vostri clienti tendono a evitare il vostro esercizio, preferendo luoghi più silenziosi quali rave party e piste di F1, specializzatevi in clienti ai quali il caos dei vostri pargoli non fa né caldo né freddo. Attrezzate il vostro salone con un angolo giochi e pubblicizzatelo come l’unico posto dove i genitori disperati come voi, impossibilitati a liberarsi momentaneamente della prole, possono venire a concedersi un trattamento di bellezza mentre le piccole belve giocano felici in uno spazio sicuro. Io non mi servirò mai presso il vostro negozio, ma posso assicurarvi che, anche senza di me, gli affari andranno a gonfie vele.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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