Formazione

Come restare produttivi in autunno e non cedere alla pigrizia

produttivi in autunno
Scritto da Angela

Avete presente lo slancio e l’entusiasmo che vi ha fatto ripartire alla grande subito dopo le vacanze estive? Ecco, se tutto va bene dovrebbe essersi estinto da almeno un paio di settimane. Come i buoni propositi per l’anno nuovo, anche la foga produttiva d’autunno ha una data di scadenza – ed è sempre più ravvicinata di quanto non ci piaccia pensare. Nonostante il surplus di energia derivato dalle vacanze, non siete riusciti a rivoluzionare la vostra vita, a lavorare di meno guadagnando meglio, a organizzarvi, a riprendere a leggere, a mettere a frutto quell’iscrizione in palestra? Come mai? Semplice, perché quest’anno è uguale a tutti gli altri e probabilmente avete commesso gli stessi errori dell’estate scorsa. Un settembre di fuoco, con l’agenda strapiena di impegni, naufraga in un ottobre già stanco, passato a guardare il calendario contando i giorni che mancano alle vacanze di Natale. Che cosa avreste potuto fare diversamente, per prepararvi all’autunno? C’è ancora qualcosa che potete fare per mantenere e addirittura la produttività senza soccombere allo stress?

1. Buttate via qualcosa

No, non metaforicamente. Buttate via qualcosa e non sostituitelo. Creare ordine – sul posto di lavoro, sulla scrivania, nello spazio in cui si vive – è una pratica che porta grandissimi benefici in termini di gestione dello stress, produttività e capacità di organizzazione. Questa operazione si renderà necessaria più volte a intervalli più o meno lunghi e regolari e non mancherà mai di migliorare la qualità della vostra vita. Fogli e appunti dei quali non avete più bisogno, penne che non scrivono, accendini scarichi, ma anche file inutili sul desktop del computer, giornali, riviste che – ormai è palese – non leggerete mai. La creazione di uno spazio ordinato intorno a voi costituisce un aiuto concreto nella creazione di uno spazio mentale altrettanto ordinato ed efficiente. Provare per credere.

2. Accettate di non poter fare tutto

Avete provato a infilare dozzine di impegni nel vostro calendario e non siete riusciti a portarli a termine. Accettatelo. Siete esseri umani e avete bisogno di mangiare, dormire e occasionalmente svagarvi. Ora che lo avete accettato, però, è bene fare una scelta. Accettare di non poter fare tutto vuol dire anche decidere cosa si può rimandare o delegare e cosa è invece assolutamente necessario portare a termine. Stilate una lista di priorità (professionali e non) e suddividete il più possibile ogni obiettivo in singoli compiti, così da poter tracciare l’andamento dei vostri progressi. In questo modo avrete un quadro chiaro e globale dell’organizzazione del vostro tempo e vi sarà più facile apportare modifiche che rendano più produttive e meno stressanti le vostre giornate.

3. Dedicate un po’ di tempo alla formazione

Se siete sempre gli stessi e avete sempre le stesse competenze, difficilmente otterrete risultati migliori di quelli che avete già ottenuto. Prendetevi un po’ di tempo, ogni settimana, per imparare qualcosa di nuovo, acquisire un’abilità o approfondire un argomento che avete già iniziato ad apprendere. Può trattarsi di una lingua straniera o di tecniche avanzate di ottimizzazione dei processi produttivi. L’importante è che si tratti di qualcosa che, oltre a esservi utile, vi interessi assolutamente – altrimenti il corso di web design farà la stessa fine dell’abbonamento in palestra. Contribuire fattivamente al proprio sviluppo formativo e professionale non è solo appagante dal punto di vista personale, ma anche autenticamente utile al raggiungimento di risultati concreti che altrimenti non sarebbe possibile conseguire.

4. Imparate a conoscervi

C’è stato un tempo in cui, ingenuamente, provavo a scrivere di pomeriggio. Lo sforzo si rivelava sistematicamente inutile, perché il mio cervello non è biologicamente fatto per scrivere di pomeriggio, ma solo dalle 7del mattino alle 13 circa. È un lasso di tempo del tutto rispettabile, a pensarci: se utilizzato bene non richiede di continuare a scrivere nelle ore pomeridiane, quando mi viene invece naturale concentrarmi su altro. Se scrivessi di pomeriggio butterei via ore per fare quello che alle 10 del mattino posso fare in mezz’ora. Non è improbabile che anche il vostro cervello abbia in serbo qualche trucco del genere. Imparate a conoscervi, ascoltate sensazioni come la stanchezza, l’entusiasmo, l’energia, la noia, la difficoltà di concentrazione e, se necessario, annotatele. Certo, è possibile costringersi a fare qualcosa di completamente contrario alle proprie inclinazioni (per qualcuno sarà scrivere nel pomeriggio, per qualcun altro lavorare di notte e così via), ma è assai improbabile che si riesca a farlo bene. Cercate, per quanto possibile, di organizzare le vostre giornate lavorative in modo da sfruttare al massimo i vostri ritmi naturali. Vi ritroverete a risparmiare tempo e a ridurre la sensazione di spossatezza alla fine di una giornata di lavoro.

Conclusioni

Essere più produttivi è una specie di sacro graal per molti professionisti, ma non bisogna dimenticare che lo scopo della produttività dovrebbe essere l’appagamento, la soddisfazione professionale. Per ottenere questo risultato è necessario non riempirsi la vita esclusivamente di doveri e lasciare un po’ di spazio al caos, al divertimento e anche alla pigrizia. È facile, quando si è appassionati al proprio lavoro e soprattutto se si è freelancer, sperimentare quel sottile senso di colpa della domenica mattina, pensare che dopo tutto si potrebbe almeno rispondere a qualche email. Ecco, questo è l’errore più importante da evitare: concedetevi adeguati spazi di recupero, per evitare il temuto burnout autunnale.
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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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