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Formazione

Se il tuo ufficio fosse come Il Trono di Spade

trono di spade
Scritto da Angela

Nella vita quotidiana di un ufficio, spesso l’attenzione si concentra su aspetti che non sono propriamente lavorativi. I caratteri e le dinamiche umane contribuiscono all’atmosfera del luogo di lavoro, spesso anche più delle caratteristiche specifiche dell’attività svolta. Chiunque abbia lavorato in almeno due o tre uffici diversi, avrà notato come alcune tipologie tendano a ricorrere, così come l’abitudine associare i colleghi a personaggi televisivi o cinematografici di successo. La prima volta che ho fatto caso a queste abitudini si usava “battezzare” i colleghi con nomi tratti dalla cultura popolare di una certa generazione, il che voleva dire prevalentemente da film degli anni ’80. Nell’ufficio successivo, si era già passati a Harry Potter. Oggi risulta molto più pratico andare a pescare i paragoni giusti fra le serie TV di successo degli ultimi anni. Il Trono di Spade si presta particolarmente a questo esercizio, soprattutto in quegli uffici nei quali la corsa al posto o al progetto più ambito, ma anche la fila alla macchinetta del caffè possono diventare occasioni di competizione spietata. Ecco le tipologie di colleghi con i quali molto probabilmente ci si trova ad avere a che fare.

Tywin Lannister: il capo

Io l’ho avuto un capoufficio come Tywin Lannister. Era molto meno carismatico di Charles Dance, ma condivideva diverse caratteristiche del personaggio, come d’altra parte il mio ufficio aveva molto in comune col Trono di Spade (i matrimoni erano un inferno). Quando un ufficio è gestito da un Tywin, lo si capisce dall’atmosfera di terrore. Pugno di ferro in guanto di acciaio: sa dove vuole arrivare, sa dove vuole portare l’azienda e sa come raggiungere i propri obiettivi. Quello che non sa, perché fondamentalmente non gli interessa saperlo, è chi dovrà calpestare per realizzare i progetti che si è prefissato. In molti cercano di compiacerlo, arrivando a seri compromessi sulla propria dignità, ma lui non sembra neppure accorgersene. Non è possibile fare appello alla sua vanità e tanto meno al suo buon cuore. Saprai con certezza che il tuo capo è un Tywin Lannister quando l’idea di trafiggerlo con il dardo di una balestra in un momento in cui non è seduto sul Trono di Spade ti spingerà a fischiettare quel popolare riff dei White Stripes che si sente spesso negli stadi.

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Cersei Lannister: la regina dell’ufficio

Che si tratti di una dirigente o di un’impiegata poco importa: la regina viene al lavoro tutti i giorni semplicemente perché si degna di scendere fra i mortali e lascia sempre intravedere la possibilità che, un giorno o l’altro, sceglierà di restarsene a palazzo a contare forzieri d’oro. Se fa il suo lavoro, di solito è perché c’è un Tywin a obbligarla, ma svolge qualsiasi compito di malavoglia, a meno che non si tratti di un incarico dall’altissimo ritorno di immagine. Quando si tratta di fare pubbliche relazioni e, soprattutto, autopromozione, la regina smette di sbuffare e sfodera un sorriso irresistibile, preferibilmente alla presenza di potenziali nuovi alleati. Per tutto il resto del tempo, la regina – che non deve essere necessariamente una donna – ci tiene a rendere chiaro che la sua vera vita si svolge al di fuori dell’ufficio e che è indescrivibilmente favolosa, invidiabile, scintillante, praticamente un incrocio fra Miranda Priestly e Brangelina. Nessuno ha ancora capito perché si continui a vederla quotidianamente in coda alla macchinetta del caffè invece che sulle copertine delle riviste di moda. O sul Trono di Spade.

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Ned Stark: quello buono

Nessuno potrebbe, in coscienza, muovere critica alcuna al Ned Stark di ogni ufficio, ma si dà il caso che nessuno muoia dalla voglia di averlo in squadra per un nuovo progetto. Probabilmente gli capitava la stessa cosa a scuola. Il Ned Stark è il “secchione” dell’ufficio. È buono, onesto, corretto e fanatico delle procedure e farà sempre tutto, ma veramente tutto secondo le regole, ma soprattutto sarà sempre il primo a mettere in luce i difetti, le mancanze e gli insuccessi del proprio team. Non lo fa per cattiveria, lo fa perché “è giusto”. Il vero terrore della dirigenza è che il nostro Ned venga messo a parte di segreti, piani e strategie commerciali, perché sarebbe il primo a trovare un motivo nobile per rivelarli accidentalmente alla concorrenza. Di solito le sue scelte in perfetta buona fede e la sua assoluta incapacità di mentire anche di sfuggita sono causa di faide e guerre interne che possono durare generazioni e mietere infinite vittime. Se il Trono di Spade si attribuisse per meriti, spetterebbe di diritto a lui. Ma sappiamo tutti che non ci arriverà mai.

Lord Varys: il re del gossip

Questo personaggio esiste in tutte le aggregazioni umane, dall’asilo agli organismi governativi e tutti sanno, istintivamente, che è meglio farselo amico. L’intero meccanismo funziona proprio per questo: tutti vogliono che il re del gossip sia dalla loro parte, poiché Lord Varys sa tutto di tutti e non c’è “cortigiano” che non sia convinto di essere il solo del quale l’eminenza grigia del Trono di Spade non sparla. Il suo potere deriva da questo: pur di farselo amico, allo scopo di garantirsi l’agognata immunità dal pettegolezzo, tutti si contendono la sua compagnia e finiscono per rivelargli segreti, antipatie e simpatie, aspirazioni e rivalità, rafforzando la sua tela onnipresente. Il re del gossip lo sa e continua a fare il suo lavoro, lasciando tutti col dubbio che, se un giorno decidesse di dire tutto quello che sa, l’intero ufficio si trasformerebbe in una zona di guerra. Se stai cercando di fartelo amico, non illuderti: il re del gossip non ha amici, ma sarà ben felice di acquisire ancora un po’ della tua confidenza per accrescere il proprio potere. Se non stai cercando di fartelo amico, vuol dire che il re del gossip sei tu.

Tyrion Lannister: genio e sregolatezza

Il folletto è quello che riesce a concedersi stravizi per i quali tu passeresti una settimana in terapia intensiva ed essere comunque più brillante di te sul lavoro. L’avvenenza non è importante per Tyrion: la sua arma principale è l’intelletto, unitamente al sarcasmo e a un’energia apparentemente sovrumana. Se la sera prima avete tirato tardi insieme, tu ti trascinerai sui gomiti alla tua scrivania, con il colorito tipico del ramarro e una nausea da primo trimestre di gravidanza, e lo troverai già al lavoro, fresco e riposato e con la capacità di bersagliarti di battute sagaci a una velocità che tu non avresti neanche da sobrio. Può bere due pinte di birra a pranzo, arrivare in ritardo, andarsene prima e infrangere qualsiasi regola professionale o morale e una buona dose di leggi, ma continuerà a saperne una più di te e, nonostante tutto, a esserti simpatico. È il tipo di persona che riesce a entrare dopo di te in una porta girevole e uscirne prima. La vita dell’ufficio, senza di lui, rischierebbe di diventare irrimediabilmente noiosa.

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Jon Snow: l’antipatico cronico

Non è colpa sua, te lo ripeti continuamente, eppure non puoi farci niente: non lo sopporti. Jon Snow è bravissimo nel suo lavoro, avrebbe anche delle buone qualità da leader, ma alla sola idea di passare cinque minuti con lui in una situazione sociale, l’intero ufficio è pronto a lanciarsi dalla scala antincendio. Probabilmente è a lui che ci si rivolge nei momenti di emergenza, eppure il suo nome evoca terrore quando si organizzano le cene aziendali. Jon Snow, fondamentalmente, si lamenta. Se il progetto appena realizzato è stato un successo, lui contempla malinconicamente tutti i modi in cui avrebbe potuto essere migliore, mentre di ogni progetto nuovo elenca implacabile tutto ciò che potrebbe andare male. E che probabilmente lo farà. Se non può parlarti di lavoro il 31 dicembre a mezzanotte, Jon Snow si lagnerà sommessamente di qualcosa che lo riguarda, probabilmente delle difficoltà che trova a legare con i colleghi. E tu non avrai mai il coraggio di spiegargliene il motivo.

Melisandre: la fanatica

Occasionalmente, Melisandre si adopera anche nel lavoro, ma il motivo principale per il quale viene in ufficio è un altro: convertirti. Non importa se alla sua religione, alla sua nuova dieta o alla sua ultima passione musicale, quello che conta è la sua sacra missione di portare la luce nelle vite dei colleghi, che questi lo vogliano o no. Ogni volta che Melisandre ha una nuova passione, lo proclama ai quattro venti e in ufficio scatta la gara a inventare impegni urgenti, per non essere messi all’angolo e costretti a subire la propaganda esaltata della Gran Sacerdotessa di Qualsiasi Cosa. Le Melisandre dei miei uffici passati, in ugual misura uomini e donne, hanno cercato di convertirmi, nell’ordine: al Tai Chi, all’utilizzo dei prodotti Herbalife, alla dieta Dukan, alla meditazione, all’utilizzo di Windows e al jogging. Naturalmente è stato tutto inutile. Se Melisandre non ti ha ancora condannato al rogo è semplicemente perché le leggi antincendio lo vietano esplicitamente. Sul Trono di Spade non ci arriverà mai, ma tutti sperano che non ci arrivi neanche il candidato che si ostina a darle retta.

Joffrey Baratheon: il raccomandato sul trono di spade

Lo sanno tutti perché è lì, solo lui non sembra essersene accorto. Il raccomandato, specialmente quello che siede sul Trono di Spade, ovvero fra i dirigenti, è la nemesi dell’ufficio, dell’industria e dell’umanità. Lui è ancora convinto di meritarsi il posto che ha e tu non puoi farci assolutamente niente. Il giorno in cui lascerà la scena in modo definitivo ci saranno scene di esultanza in tutto il regno (o l’ufficio). Nel frattempo continuerà a causare danni ai quali altri dovranno rimediare e a non capire i riferimenti criptici alla sua famiglia.

Bonus – Jaqen H’ghar: il voltafaccia

Si spiega da solo. Ha una qualche lealtà o dei limiti morali. Forse. Nessuno lo sa con certezza. La sua principale abilità consiste nel cambiare ruolo, tono, personalità e competenze in modo apparentemente naturale, a seconda della necessità. Anche se riuscissi a fartelo amico, non potresti mai avere la certezza che la sua prossima incarnazione non ti aggredisca alle spalle in un vicolo buio. Metaforicamente parlando. Forse.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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