Catering e Cene

Segui queste 3 regole per un catering perfetto

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Scritto da Angela

Il buon cibo unisce, aiuta a socializzare, appaga e gratifica. Chi si occupa di eventi per professione sa che il momento della condivisione di un pasto è un momento importante e non solo perché si tratta della soddisfazione di un’esigenza primaria: quando si mangia in contesti sociali entrano in gioco tantissimi altri fattori, culturali e psicologici, che danno un senso all’esperienza del cibo. Consumare un pasto, tuttavia, non vuol dire necessariamente sedere a un tavolo e passare da una portata all’altra. Se un tempo la scelta di un catering era l’opzione più economica di chi non aveva la possibilità di offrire un pranzo o una cena in piena regola, oggi le cose sono cambiate. Optare per un catering può essere una necessità dettata da esigenze di spazio o di budget, ma può anche essere una scelta precisa, mirata a far vivere il cibo in modo diverso, associandolo a suggestioni insolite. In altre parole, il catering è uno strumento creativo nelle mani di chi organizza un evento e come tale può arricchire o danneggiare l’esperienza nel suo complesso. Come scegliere il catering giusto per ogni evento? Ecco alcuni criteri da tenere a mente.

1. Diversità, inclusione e rispetto: il catering responsabile comincia da qui

Sono finiti i tempi in cui bastava prevedere una portata vegetariana per sentirsi a posto con la coscienza. Le scelte alimentari si fanno sempre più diversificate e importanti, al punto da costituire elementi irrinunciabili dell’identità di alcuni individui. Ci sono poi le allergie e le intolleranze, delle quali oggi si ha una conoscenza più approfondita che in passato e che non possono essere ignorate. Se da un lato questo vuol dire che basta pochissimo per scontentare chi partecipa al vostro evento, dall’altro significa anche che usare qualche piccola accortezza servirà a mettere in evidenza la vostra sensibilità alle necessità altrui. Laddove possibile, cercate sempre di informarvi in anticipo sulle eventuali necessità degli invitati, ma se non potete accedere a queste informazioni, ci sono alcune soluzioni pratiche che potete mettere in atto. Prima di tutto fate in modo che i piatti contenenti i più comuni allergeni (arachidi, crostacei, latticini, glutine) siano sempre indicati chiaramente e che lo staff sia in grado di fornire informazioni in tal senso se necessario. Per semplificarvi la vita, inoltre è consigliabile prevedere soluzioni modulari. Una trovata molto popolare oltreoceano sono le postazioni street food che cucinano una pietanza in tempo reale, per esempio pasta o, meglio ancora, riso (che non contiene glutine), permettendo agli avventori di scegliere fra una serie di condimenti già pronti in base al proprio gusto e alle proprie esigenze.

2. Interattività: il fascino delle food station

Le food station meritano un paragrafo a parte. Mentre l’invasione dei programmi di cucina impazza, vediamo affermarsi sempre più la passione per il cibo da strada. Lungi dall’essere un’alternativa di scarsa qualità al ristorante, questo tipo di cucina rappresenta ormai una sottocultura a sé, con rituali e sapori che possono variare enormemente. L’aspetto di questa tendenza che ha avuto più successo nell’industria degli eventi è sicuramente l’interattività, attraverso l’uso delle cosiddette food station. La forma di food station più tradizionale e probabilmente quella che è stata inserita per prima nei catering di tutto il mondo è il classico carretto dei gelati. Il fatto di potersi avvicinare a una struttura mobile e ordinare qualcosa che viene assemblato sul momento rende il cibo un veicolo di socialità e divertimento. La tendenza più recente è quella di utilizzare le food station per preparare specialità diverse: dalla pasta al riso, dai tacos al sushi, dalla carne alla griglia agli hamburger. Anche in un contesto informale, niente alleggerisce l’atmosfera come ritrovarsi in fila davanti a una food station che prepara wok di pesce e verdure. Senza contare il fatto che la possibilità di comporre un piatto a proprio piacere semplifica notevolmente la vita a chi ha esigenze particolari, come visto al punto 1.
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3. Creatività: sbizzarritevi con il catering tematico

Gli eventi a tema hanno un fascino particolare e stimolano il coinvolgimento dei partecipanti, ma, come abbiamo detto in passato, dipendono interamente dalla cura dei dettagli. Per rendere perfetta l’atmosfera, anche il catering dovrebbe rispettare il tema scelto. Quando si tratta di cibo, ovviamente, i temi più efficaci sono quelli geografici e ci sono alcune scelte che hanno già acquistato una certa popolarità, come i catering giapponesi o messicani. Se ci si affida ai giusti professionisti, tuttavia, è possibile osare con opzioni più creative e insolite. Per esempio, invece di collocare il vostro catering in un’altra dimensione geografica, potreste scegliere di spostarlo indietro (e, perché no, avanti) nel tempo, proponendo un menu interamente ispirato agli anni ’20 per un catering a tema Il Grande Gatsby, oppure affidarvi ai produttori locali per un viaggio nelle tradizioni più antiche della terra in cui vi trovate.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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