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Social media marketing: non esiste solo Facebook

social media marketing
Scritto da Angela

Non ne possiamo più di Facebook. Eppure non possiamo farne a meno: il nome stesso della piattaforma è ormai sinonimo di social media. Alzi la mano chi non ha mai desiderato di abbandonare il social network più popolare e controverso di sempre, chi non si è mai sentito a disagio all’idea della quantità di informazioni che ogni giorno cediamo volontariamente a un’azienda privata della quale nessuno ha una buona opinione. Chi lavora nel marketing, ovviamente, vede entrambe le facce della medaglia: Facebook non solo è necessario per raggiungere vasti settori della clientela che ci interessa, ma – se usato correttamente – è una fonte inesauribile di informazioni sul nostro target e una piattaforma imprescindibile per la promozione di qualsiasi prodotto. Questo, naturalmente, non vuol dire che non siamo tutti costantemente alla ricerca di una valida alternativa. Molte ne sono emerse negli ultimi anni, ma quasi nessuna si è rivelata comparabile per efficacia e diffusione. La ricerca continua. Oggi analizziamo tre fra le piattaforme più promettenti del momento.

Social media marketing: non esiste solo Facebook

Ello

Ello social mediaEllo esiste dal 2012 e, dopo un momento di notevole hype iniziale, sembra essersi stabilizzato in una nicchia specifica. La sua principale caratteristica dichiarata era quella di essere l’alternativa gratuita e senza pubblicità al social network di Zuckerberg. Questo potrebbe renderla poco interessante per gli advertiser, dal momento che la missione fondante della piattaforma pare proprio quella di evitare le promozioni targettizzate. Ello si basa su un modello freemium, che prevede piccoli costi per l’attivazione di singole funzioni. La base di utenti è ancora relativamente piccola e ci sono pochi dati ufficiali in merito, ma si parla di un volume compreso fra il milione e mezzo e i quattro milioni di utenti registrati – che non vuol dire necessariamente utilizzatori attivi. La prima domanda che sorge spontanea è: come si mantiene questo social network? I fondatori hanno ipotizzato l’attivazione di una funzione che consenta agli utenti di effettuare transazioni sulla piattaforma per una piccola commissione. Questa notizia ha solleticato l’attenzione dei brand, poiché dove c’è vendita, c’è marketing. I primi a essere interessati potrebbero essere gli operatori della musica e delle arti, che sentono ancora la mancanza di MySpace come piattaforma principe per incrementare le vendite di cd e download. Molti utenti sono attirati anche dal fatto che Ello non obblighi a usare il proprio nome di battesimo, in omaggio alla politica che rifiuta di vendere i dati personali degli utenti a terze parti. Questa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, specialmente alla luce delle recenti regolamentazioni imposte ai social media in diversi paesi, per contrastare i reati online e il cyber bullismo. Se Ello non ha ancora trovato la propria dimensione sostenibile, vale comunque la pena di tenere d’occhio questa piattaforma, che potrebbe rivelarsi uno strumento efficace, specialmente se abbinata all’influencer marketing.

Tumblr

Tumblr social mediaTumblr non è esattamente una novità, ma sono ancora relativamente pochi i brand che hanno imparato a sfruttarne a pieno le potenzialità. Dal punto di vista del marketing, Tumblr non è per tutti: la base utenti ha caratteristiche demografiche e di linguaggio precise e richiede un targeting accurato della comunicazione. Tuttavia Tumblr non è solo, come si potrebbe pensare, un social network per blogger, nerd e ragazzini: piuttosto si presenta come una piattaforma adatta a chi si trova a proprio agio con l’uso di linguaggi irriverenti, un proliferare incontrollato di citazioni, scambi in tempo reale, umorismo e pochissime regolamentazioni imposte dall’alto. Il livello di personalizzazione permette di spaziare creativamente, soprattutto dal punto di vista visivo, per attrarre un maggior numero di utenti e per veicolare al meglio la personalità del proprio blog e, in qualche caso, del proprio brand. Il punto di forza di Tumblr è la sua infrastruttura evanescente, capace di scomparire completamente privilegiando il contenuto. I brand che desiderino accostarsi a questo social network, tuttavia, devono essere sicuri di saperne dominare i linguaggi e di avere un’idea chiara del proprio target. Sbagliare tone of voice su Tumblr vi farà sembrare come lo zio un po’ imbarazzante che si ostina a voler sedere al tavolo dei giovani alla cena di Natale e a sfoggiare lo slang degli anni 80.

Medium

Medium social mediaSu Medium regna il contenuto. Dimenticate la brevità di Twitter con i suoi 140 caratteri, dimenticate la regola delle quattro righe su Facebook, dimenticate la necessità di impressionare prima con le immagini e la congiuntivo-fobia di wordpress. Il pubblico di Medium è un pubblico di estremo valore, che privilegia i testi lunghi e articolati, che affrontino in profondità gli argomenti di cui trattano, che propongano analisi complesse e si prendano il tempo di fornire tutti i dati necessari. Su Medium scrivono blogger autonomi e autori pagati, personalità di ogni livello, dai giornalisti locali a Barak Obama, attivisti, politici e tecnofili. Contrariamente a come di solito viene percepito, Medium non è una piattaforma di blogging come WordPress, ma un vero e proprio social network, che incoraggia le interazioni, gli scambi e i commenti. Su Medium il marketing non è visto come l’incarnazione del male: è possibile promuovere i propri articoli, ma le regole che valgono su Facebook e altri social media non sono applicabili. Questo è un social network per utenti consapevoli che guardano con diffidenza a quelli che percepiscono come trucchi e scorciatoie e che tributano la propria fiducia all’autore di un articolo solo dopo averne letto e analizzato il contenuto. Su Medium, in poche parole, conta la sostanza. Se vi sentite pronti ad affrontare il social media marketing da una prospettiva completamente nuova e, per certi versi, rivoluzionaria, questa potrebbe essere la piattaforma che fa per voi.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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