Formazione

Tech startup: la nuova Silicon Valley è Italiana?

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Scritto da Angela

Siamo abituati a considerare l’Italia sempre un passo indietro quando si tratta di innovazione e produttività. In questo tipo di considerazioni si mescolano sempre un fondo di esterofilia e anche la naturale tendenza a criticare ciò che si ha e a desiderare di più. Certamente ci viene più naturale pensare che un imprenditore italiano possa aver voglia di aprire un’attività all’estero che non il contrario, specialmente quando si tratta di startup. Eppure negli ultimi anni l’Italia si è dimostrata capace di creare ecosistemi sempre più favorevoli per gli startupper e gli innovatori, soprattutto grazie a una serie di incentivi e alla semplificazione di alcune procedure. Questo trend sta motivando molti giovani imprenditori Italiani ad avviare nuove attività innovative, ma sta anche attirando aspiranti startupper dall’estero: ce lo dice il recente incremento delle richieste di visa per startupper nel nostro paese, soprattutto provenienti dalla Russia e dalla Cina.

Incentivi fiscali e semplificazione burocratica

I cambiamenti in questo settore si sono registrati a partire dal 2012, con una serie di procedure modificate per incoraggiare le startup più innovative a scegliere l’Italia come base operativa. Il cosiddetto “startup act” ha incluso considerevoli semplificazioni nei processi burocratici di avvio di questo tipo di attività e anche incentivi fiscali fino al 30%. A questo si aggiunge una generale semplificazione nel processo di approvazione delle visa per gli startupper, che vengono di solito gestite entro 30 giorni, dopo un rapido controllo sugli investimenti e una valutazione complessiva del progetto. Una startup visa permette a chi la ottiene di restare in Italia per un anno e può essere estesa. Queste nuove direttive sono risultate, nel 2016, in una aumento delle richieste per questo tipo di visa pari al 158%.

Chi, quando e perché

Chi sono gli startupper che si trasferiscono in Italia? Dove si stabiliscono e che tipo di progetti sviluppano? Insieme ai già menzionati imprenditori russi e cinesi, ci sono anche un gran numero di applicazioni provenienti dagli Stati Uniti, dall’Ucraina e dal Pakistan. Le destinazioni predilette sono senza dubbio le regioni del Nord Italia, soprattutto la Lombardia, il Trentino-Alto Adige, il Piemonte e il Veneto. Anche Roma risulta piuttosto popolare come sede di nuove startup. Le grandi città sono solitamente preferite rispetto ai piccoli centri, nonostante l’elevato costo della vita. A fare la differenza nelle scelte dei giovani imprenditori sono spesso la diffusione della conoscenza dell’inglese e la presenza o meno di un ambiente professionale internazionale nel quale inserirsi. Quanto ai settori professionali, i più popolari al momento sono quelli legati all’ingegneria e alle nuove tecnologie.

Trentino-Alto Adige: la nuova Silicon Valley

Ogni anno sentiamo parlare di paesi e regioni di tutto il mondo che si contendono il titolo di “nuova Silicon Valley”. Il nostro miglior candidato, al momento, sembra essere il Trentino-Alto Adige. Se il PIL della regione non è paragonabile a quello dell’originale californiano, non si può negare tuttavia che questa regione abbia promosso la crescita, l’imprenditoria e l’innovazione meglio di ogni altra negli ultimi anni, mettendo a disposizione delle startup infrastrutture adeguate. Circa l’1,8% del PIL regionale è stato investito in ricerca e sviluppo negli ultimi anni, contro l’1,2% nazionale. Anche grazie alle sue particolari caratteristiche come regione autonoma, il Trentino sta costruendo la propria identità di faro del progresso tecnologico e sociale in Italia, attirando alcune delle startup più promettenti d’Europa e lavorando a stretto contatto con università e scuole per creare un ambiente positivo per l’innovazione. Il risultato di questi sforzi è un afflusso crescente di giovani talenti da tutto il Paese e non solo. Inoltre, rispetto alle aree metropolitane di città come Roma e Milano, la maggior parte delle città del Trentino offre una qualità della vita migliore con un costo minore e un ambiente generalmente considerato più sano e a misura d’uomo.

Prospettive future

Se è vero che alcune delle politiche più interessanti in questo senso e alcuni degli incentivi finanziari di cui abbiamo parlato non verranno mantenuti a lungo termine, si è comunque registrato un nuovo trend che sembra invece destinato a durare. Nuovi incubatori e acceleratori sono nati in tutta Italia, aiutando molte giovani startup a superare il fatidico limite dei tre anni di vita. Il futuro dell’innovazione italiana sembra, al momento, molto promettente.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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