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Team Building

Team building: caccia al tesoro in Val D’Orcia con Barilla

Val d'Orcia Barilla
Scritto da Angela

La maggior parte di ciò che sappiamo, lo impariamo da bambini, quando si concentrano le esperienze che ci formano e ci insegnano a interagire con gli altri e con il mondo. Alcuni insegnamenti restano con noi per tutta la vita, mentre altri vengono disimparati nel corso degli anni, il che è un peccato. I giochi che ci hanno appassionato durante l’infanzia, molto spesso avevano uno scopo preciso: insegnarci a essere curiosi, a lavorare con gli altri, a conoscere i nostri limiti, a ragionare sui problemi. Quando ci si trova a organizzare un’attività di team-building, si può dire che il nostro lavoro sia quello di trovare un modo per far ripetere quel tipo di esperienza formativa a un gruppo di adulti. Abbiamo già avuto modo di parlare di come il team-building non si limiti a imbarazzanti esercizi fatti in ufficio mettendo le sedie in circolo. Smart Eventi ha ricevuto l’incarico di organizzare per Barilla un team-building molto particolare, con obiettivi precisi. Il progetto, che è stato realizzato a maggio, è stato un ottimo esempio di armonia fra stimoli emotivi e intellettuali. La vera sfida era collegare l’attività di team-building, con le sue consuete implicazioni di rafforzamento dello spirito collaborativo e del problem-solving, ai valori centrali del brand Barilla: qualità, sostenibilità e tradizione. Ecco come abbiamo trasformato questa occasione in un’esperienza indimenticabile.

Il progetto: caccia al tesoro in Val D’Orcia con Barilla

C’è una cosa che accomuna tutti i nostri progetti di team-building: per noi è fondamentale che chi vi partecipa si diverta. Certo, è essenziale tenere presente gli scopi da raggiungere, ma se un’esperienza del genere non è prima di tutto piacevole e non genera dei bei ricordi, che ognuno possa portare con sé a lungo, il progetto non sarà un successo. Un team-building è un successo quando, prima ancora che la giornata sia conclusa, sia noi che il cliente sappiamo già che avremo voglia di ripetere l’esperienza. In quest’occasione, abbiamo portato il team di Barilla in un angolo d’Italia di cui pochi conoscono la vera bellezza: la Val d’Orcia. Certo, la Toscana è una delle regioni preferite dai turisti di tutto il mondo, ma spesso ci si concentra sulle più note città d’arte come Firenze, Pisa e la vicina Siena, dimenticando di esplorare le meraviglie dei piccoli comuni. Una volta divisi i partecipanti in quattro squadre, li abbiamo condotti in una caccia al tesoro che ha attraversato tre comuni: San Quirico D’Orcia, Pienza e Montepulciano. Per proseguire nella ricerca, i partecipanti hanno dovuto completare quattro missioni, avventurandosi alla scoperta delle tradizioni locali, dalle sagre paesane alla storia locale, dalle specialità tipiche ai meriti artistici di ogni comune. Naturalmente, dal momento che avevamo il privilegio di muoverci in una zona celebre per la ricca produzione enogastronomica, abbiamo scelto alcuni partner eccellenti fra i nostri contatti nella zona e abbiamo colto l’occasione per godere delle specialità locali e visitare la fattoria PianPorcino nella quale viene lavorato un prodotto tipico della zona: il celeberrimo pecorino di Pienza. Il tutto si è svolto in scenari splendidi, dal punto di vista della bellezza naturale e architettonica.

Perché una caccia al tesoro?

Scegliere un’attività di team-building non è un processo semplice né ovvio: occorre prendere in considerazione una pluralità di fattori. Il progetto deve essere coinvolgente e interessante, ma anche realmente utile e riflettere i valori del brand Barilla. La caccia al tesoro presenta, da questo punto di vista, diversi vantaggi. Innanzitutto si tratta di un gioco familiare: tutti vi abbiamo preso parte almeno una volta e ne conosciamo le regole e il meccanismo. Un grande pregio di questo “format”, tuttavia, è quello di potersi adattare a contenuti diversi, così che renderlo adatto agli adulti è semplice e naturale. Una volta che gli indizi e gli obiettivi della caccia sono stati resi allettanti e interessanti per chi vi partecipa, il risultato è praticamente garantito. Una caccia al tesoro è una delle poche attività nella quale, a qualsiasi età, ci permettiamo di sperimentare quel senso di curiosità e soddisfazione che provavamo da bambini. Inoltre, per sua natura, questo tipo di attività ci porta a esplorare, a conoscere e a esaminare quello che abbiamo intorno. Un’esperienza così fortemente analitica si presta assai meglio di altre a veicolare messaggi complessi, come possono essere quelli relativi alle tradizioni e alla sostenibilità.

Territorio, tradizioni, sostenibilità

Il nostro briefing era orientato in modo chiaro e netto su valori che si addicono a un marchio alimentare dalla grande tradizione. Per cominciare, abbiamo messo il territorio al centro dell’intero progetto, scegliendo tre luoghi ricchi di fascino e con un bagaglio culturale e storico unico al mondo. I membri delle quattro squadre hanno attraversato in lungo e in largo i tre comuni selezionati, esplorandone le particolarità geografiche, naturali, storiche ed enogastronomiche. Parte della scoperta consisteva proprio nello scoprire le tradizioni locali e il modo in cui queste diano forma allo spirito di ogni luogo. Dalle feste popolari ai prodotti tipici, fino alla storia recente, che ha visto questi luoghi selezionati da alcuni dei più celebri registi del mondo come set per i loro film. In queste zone, infatti, sono stati girati Romeo e Giulietta di Zeffirelli, Il Gladiatore di Ridley Scott e anche il secondo episodio della saga di Twilight, New Moon, diretto da Chris Weitz. Di sostenibilità si è parlato soprattutto nella seconda parte della giornata, con la visita allo stabilimento che produce una delle tipiche delizie locali: il pecorino di Pienza. La storia dei prodotti tipici è sempre, in qualche modo, legata alla sostenibilità. Per continuare a garantire la qualità che rende celebri le specialità locali, infatti, i produttori devono ricercare costantemente un equilibrio fra innovazione e tradizione, fra profitti e rispetto delle risorse naturali. Degustare questo delizioso formaggio locale insieme a una selezione di ottimi vini è doppiamente soddisfacente, se si è in grado di apprezzarne la storia.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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