Team Building

Il Team Building? Ecco come farne un successo a lungo termine

team building massimizzare
Scritto da Angela

L’utilità delle attività di team building è ormai universalmente riconosciuta e negli ultimi anni, anche in Italia, si è diffusa la consapevolezza che un evento di team building possa essere anche un’occasione di svago, di relax e di socializzazione piacevole, oltre che utile. Non a caso i migliori progetti di team building prevedono soggiorni in splendide località più o meno esotiche e attività divertenti che si distaccano dalla routine quotidiana, come cacce al tesoro, degustazioni e competizioni sportive. Il team building è uno dei servizi più richiesti dai nostri clienti e naturalmente una parte del nostro lavoro consiste nel progettare attività interessanti, coinvolgenti e divertenti, ma dietro a questa crescente popolarità del team building si nasconde un’insidia. Si rischia infatti di preoccuparsi solo della qualità dell’esperienza contingente, perdendo di vista il suo obiettivo primario: l’incremento della produttività. Non bisogna infatti dimenticare che il team building rappresenta un investimento da parte dell’azienda e che, come tutti gli investimenti, deve produrre un risultato che lo giustifichi. Una buona attività di team building, come abbiamo detto più volte, si traduce in una migliore qualità del lavoro e quindi in una maggiore produttività, ma per innescare questo circolo virtuoso occorre mettere in atto alcuni accorgimenti per massimizzarne gli effetti sul lungo periodo. Questa semplice checklist propone i 4 punti fondamentali per un buon follow-up, che trasformi il vostro team building in un successo a lungo termine.

1. Il debrief

Dopo un’attività di team building, soprattutto se si è trattato di un breve viaggio o di una competizione molto intensa, non tornate immediatamente alla routine. Il passaggio brusco da uno scenario insolito alla quotidianità familiare del proprio lavoro può essere straniante e creare quel peculiare effetto “fine delle vacanze” per cui ciò che è successo solo due giorni prima appare lontanissimo nel tempo. Appena tornati, convocate tutti i partecipanti per una riunione di de-brief. Analizzate insieme l’esperienza, raccogliendo le impressioni di tutti su quali siano stati i momenti più interessanti, ma anche quelli più deludenti. È probabile che in questa fase non manchino le sorprese: ognuno, infatti, riassumerà in modo completamente diverso le stesse esperienze. Confrontare questi punti di vista serve a cementare le dinamiche di cooperazione che si sono stabilite nel corso delle attività di team building. Questa è inoltre un’occasione preziosa per raccogliere consigli e suggerimenti su come migliorare i progetti futuri.

2. Team building a lungo termine

Imparate a considerare il team building non come un evento circoscritto nel tempo, ma come un’attività a lungo termine, che faccia parte delle “best practices” della vostra azienda. Una squadra che si percepisca come tale, i cui membri lavorino volentieri gli uni con gli altri, tende non solo a ottenere risultati migliori in modo quantificabile, ma anche a gestire molto meglio le crisi e gli imprevisti. Non c’è ragione di aspettare un intero anno o anche solo una stagione per tornare a occuparsi di dinamiche di gruppo, costruzione della fiducia e sviluppo della leadership: è possibile tenere presenti tutti questi elementi nelle normali pratiche lavorative, dando valore alla conoscenza reciproca e all’armonia interna. A questo scopo, è opportuno coinvolgere membri dello staff, affidando loro la responsabilità di facilitare le dinamiche di gruppo fra un progetto di team building e l’altro. Quali siano gli impiegati più inclini a ricoprire questo ruolo con successo vi sarà chiaro dopo il primo team building (a patto che sia ben organizzato).

Stai pensando di organizzare un team building? Contattaci!

3. Squadra che vince non si cambia

Laddove possibile, cercate di tenere presente l’organizzazione in squadre che avete adottato durante il team building anche nella normale attività lavorativa. Se nel corso delle attività sono emerse sinergie insospettate o collaborazioni particolarmente efficaci fra membri del team che normalmente non lavorano a stretto contatto, considerate l’ipotesi di implementare queste collaborazioni anche in ambito aziendale. I risultati potrebbero sorprendervi. Questo tipo di pratiche inoltre permettono una circolazione di competenze e di informazioni che altrimenti tenderebbero a stagnare e a non raggiungere il loro pieno potenziale, schiacciate dalla routine e dalla naturale pigrizia che ci coglie in molti momenti dell’anno. Inoltre, se le attività di team building che avete scelto sono particolarmente competitive, la squadra che è risultata vincente tenderà naturalmente a voler collaborare anche in altri contesti, per aspirare nuovamente alla gratificazione della vittoria. Questo semplice accorgimento incrementa la motivazione e introduce un maggiore senso di appartenenza nelle dinamiche lavorative quotidiane.

4. Siate social

Passiamo le nostre giornate a mandarci messaggi su Facebook e Whatsapp da una stanza all’altra o addirittura da un lato all’altro della scrivania, non possiamo negarlo. Il motivo per cui lo facciamo, tuttavia, non è necessariamente la pigrizia devastante. In qualche caso ci piace l’idea di rendere “sociali” le comunicazioni che un tempo sarebbero state private, quindi ci scambiamo tag, menzioni su Twitter e post sulle rispettive bacheche. In questo modo non solo mandiamo un messaggio o rafforziamo il rapporto con il nostro interlocutore, ma comunichiamo anche alla nostra cerchia di amici la natura e il tono della nostra relazione con quella persona. Questa attitudine non è gradita a tutti, ma è un segno dei tempi ed è possibile incorporarla in una sana abitudine al team building. Applicazioni come Slack, le tradizionali mailing list interne, ma anche i gruppi di Facebook (non quelli di Whatsapp, che servono invece soltanto a generare furia omicida e odio per i gattini) possono essere usati per creare una bacheca interna, sulla quale possa scorrere la parte sociale delle comunicazioni interne, oltre all’articolazione del lavoro. Certo, tenere separati i due ambiti quando si comunica è importante, ma è utile anche ritagliarsi uno spazio nel quale sia possibile condividere, ad esempio, foto e video del passato team building, commentare le esperienze comuni e lasciare spazio a un’interazione più spontanea.

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato su tutti i nostri eventi