Team Building

Smart eventi per Suebo: missione James Bond – Incentive e team building

James Bond, team building, incentive travel
Scritto da Angela

Incentive travel o team building? Comodità o esotismo? La risposta può essere, ovviamente, entrambi. Quando pensiamo a destinazioni esotiche, lusso e avventura, solitamente gli scenari che ci vengono in mente sono mutuati dal cinema. Palme sulla spiaggia o grattacieli, inseguimenti mozzafiato in auto fuoriserie o, per gli amanti dei classici, Sean Connery che emerge dalle onde e si sfila la muta da sub rivelando uno smoking impeccabile. A volte, tuttavia, il massimo del glamour è letteralmente dietro l’angolo e noi non ne siamo consapevoli, mentre chi si trova in un altro contesto se ne rende conto perfettamente. È il caso di Roma: raramente inserita fra le destinazioni “esotiche” dai viaggiatori italiani, la Città Eterna è una meta assai ambita per i turisti stranieri e il suo fascino millenario è arricchito dai numerosissimi capolavori del cinema che qui sono stati girati. Fra gli ultimi in ordine di tempo c’è Spectre, il ventiquattresimo film della saga di James Bond. Proprio alle atmosfere di questo film ci siamo ispirati per un progetto studiato insieme all’agenzia Suebo, per un cliente internazionale.

Missione James Bond a Roma

Lo spunto ci è venuto dal cliente stesso, che aveva sponsorizzato il film. Per premiare il lavoro delle filiali che avevano ottenuto i risultati migliori, in particolar modo nel settore delle vendite, ci è stato richiesto da Suebo di organizzare un progetto che unisse la gratificazione dell’incentive travel ai benefici del team building. Roma, in questo senso, si configura come il contesto ideale. La bellezza dello scenario e il pregio delle location scelte costituiscono di per sé una cornice perfetta per un’esperienza indimenticabile. La Roma che abbiamo fatto vivere ai nostri clienti, però, non era quella immortalata dai classici del cinema nostrano. Non si trattava della capitale scanzonata dei film di Alberto Sordi né di quella poetica e lunare di Fellini, ma di una Roma carica di mistero e tensione, come l’abbiamo vista sul grande schermo, mentre Daniel Craig si produceva in inseguimenti sulla darsena del Tevere. La nostra “missione speciale”, quindi, era quella di ricreare all’interno di un weekend tanto le atmosfere di un classico thriller internazionale quanto quelle di un meritato viaggio di piacere. Dopo tutto anche James Bond è sempre stato celebre non solo per il coraggio e l’abilità, ma anche per la capacità di godersi la vita assaporando il suo proverbiale Martini.

1. Incentive travel: prima il piacere e poi il dovere

Quando si parla di incentive travel, i dettagli sono essenziali. Dove alloggia James Bond, quando non è legato nel magazzino di un super-cattivo o intento a salvare qualcuno da una vasca di squali? Solo nei migliori hotel, naturalmente ed è proprio da qui che siamo partiti nel progettare questa esperienza. Abbiamo scelto il prestigioso Art Hotel, in via Margutta. Questa strada, che dà direttamente su Piazza di Spagna, è passata alla storia come la via delle botteghe e degli studi d’arte e conserva intatto il suo fascino, oltre a essere in una posizione ideale per visitare alcuni dei più popolari monumenti della capitale. Anche la serata è stata all’insegna del lusso, con cena al prestigioso HiRes, con la sua splendida terrazza affacciata su Villa Borghese. La qualità del trattamento, quando si parla di incentive travel, è essenziale. Questo tipo di esperienza, infatti, è pensata come un premio, come un riconoscimento per il lavoro svolto e di conseguenza deve riflettere in ogni aspetto l’eccezionalità della situazione. Per questo è essenziale gestire il budget in modo razionale, affidandosi a professionisti che conoscano perfettamente il territorio nel quale ci si muove. Una destinazione esotica e lontana, per esempio, potrebbe essere molto costosa da raggiungere e di conseguenza potrebbe essere necessario risparmiare sulla sistemazione e le infrastrutture, compromettendo il senso di tutto il progetto.

2. Esplorare la città

Il secondo giorno del nostro progetto è stato dedicato all’esplorazione della città. In questa fase l’esperienza era ancora quella dell’incentive travel, mentre la fase del team building era programmata solo per il giorno successivo. Dopo una mattinata di shopping – indispensabile quando ci si trova in uno dei distretti della moda più ambiti del mondo – abbiamo organizzato un giro turistico molto particolare. Affidandoci all’esperienza di guide professionali di lingua italiana e tedesca, ci siamo avventurati in un’esplorazione a piedi della città a piedi. Naturalmente il percorso comprendeva monumenti di rilievo – è praticamente impossibile passeggiare per Roma per cinque minuti senza imbattersi in reperti storici di rilevanza mondiale – ma il focus del giro turistico è stato alquanto insolito. In questa occasione, infatti, abbiamo esplorato soprattutto i luoghi della città che sono stati in qualche modo legati alla realizzazione di James Bond – Spectre. All’interno di un progetto così fortemente tematizzato, infatti, è necessario mantenere un filo conduttore in tutte le attività, per fare in modo che l’atmosfera che si vuole creare risulti autentica e non forzata. Detto questo, ci trovavamo pur sempre a Roma, quindi non potevamo esimerci dal cenare a Trastevere, ma siamo ragionevolmente sicuri che anche Daniel Craig si sia concesso gli stessi svaghi durante la sua permanenza.

3. Team building: il nome è Bond. James Bond.

Le attività del terzo giorno hanno costituito il culmine di tutto il progetto. L’attività di team building prescelta era la caccia al tesoro, che si è dimostrata, per la sua versatilità, fra le più apprezzate ed efficaci. Il tema della giornata, ovviamente, era costruito intorno alle attività tipiche di 007. Nella scelta dei compiti da affidare ai partecipanti, abbiamo scelto di privilegiare attività che stimolassero tanto l’interazione e il lavoro di gruppo quanto la creatività. Fra le altre cose, per esempio, i concorrenti dovevano girare un nuovo ipotetico trailer per il film. Compiere insieme uno sforzo creativo, trovandosi in un contesto “precario”, in giro per la città e con mezzi necessariamente limitati, aiuta a valutare con attenzione le risorse del team e a investirle al meglio, per massimizzare il risultato. Naturalmente c’erano anche missioni più semplici e mirate prevalentemente a calarsi nell’atmosfera del film, come per esempio entrare in un bar e ordinare il famoso cocktail preferito di James Bond, ovvero il Martini (shakerato, non mescolato). Per concludere la giornata in modo adeguatamente spettacolare, per la cena è stato prenotato il Royal Art Café, con terrazza sul Colosseo.

4. Conclusioni

Abbiamo più volte parlato di come per un buon team building sia essenziale soprattutto la creatività e la capacità di stimolare i partecipanti in modo adeguato. Questo naturalmente non toglie che il supporto di professionisti possa portare l’intera esperienza su tutt’altro livello. Come abbiamo già avuto modo di verificare durante l’esperienza del nostro team building invernale a Milano, anche una destinazione che ci è già familiare può diventare teatro di una vera e propria avventura, a patto di guardarla con occhi completamente nuovi. Se si sceglie di costruire per il proprio team esperienze così immersive, come nel caso della nostra “missione James Bond”, è essenziale che l’atmosfera sia perfetta e ogni minimo dettaglio sia curato. Organizzare un progetto di queste dimensioni, che si estenda per di più su un territorio vasto, non può che essere uno sforzo congiunto. Nel nostro caso, per esempio, non solo Smart Eventi ha unito le forze con Suebo, ma si è anche affidata alla provata competenza di Rome Walks per garantire a tutti i partecipanti un’esperienza turistica impeccabile.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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