Team Building

Team building: la Ruota della Fortuna

team building ruota
Scritto da Angela

Uno degli aspetti più creativi del nostro lavoro è ideare attività di team building. Nonostante le finalità siano spesso simili, le opzioni per perseguirle sono infinite, tante quante sono le personalità con le quali veniamo in contatto. Ogni team è un caso a sé e ogni situazione richiede un intervento diverso per raggiungere scopi come incrementare la cooperazione, favorire lo spirito di squadra o incentivare la leadership. Si va dalle attività di team building basate sullo sport ai percorsi di sopravvivenza, dalle cacce al tesoro alle attività artistiche: l’elemento comune è sempre la creazione di una situazione insolita dalla quale i partecipanti devono uscire impiegando diverse abilità. Per TOM TOM abbiamo creato una evento di team building basato su attività divertenti e aggreganti, che ruotavano intorno a una versione molto particolare della ruota della fortuna.

Questione di atmosfera

Scegliere l’attività di team building giusta da proporre per ogni progetto vuol dire prima di tutto avere in mente un’atmosfera, formarsi un’idea il più possibile chiara del tipo di ambiente che si vuole creare. Nel nostro caso l’obiettivo era un’atmosfera rilassata e informale, che favorisse soprattutto lo scambio umano. Non tutte le attività di team building, infatti, devono necessariamente essere competitive e proporre sfide complesse: un team può trarre grandissimi benefici da una semplice esperienza condivisa che permetta ai partecipanti di creare ricordi comuni e sentirsi parte di una comunità.

La ruota della fortuna

Le regole del nostro gioco erano semplici e pensate per incentivare un’attitudine rilassata e informale. Non a caso il gioco si è svolto anche durante la cena aziendale: si trattava di un momento aggregante, divertente, durante il quale le convenzioni potevano essere messe momentaneamente da parte. I partecipanti sono stati divisi in squadre, ognuna delle quali, a turno, faceva girare la ruota da noi disegnata. Dalla ruota si ottenevano indicazioni sulle attività da svolgere, divise in prove di canto, ballo, cinema e quiz. Una volta stabilita la prova i concorrenti dovevano esibirsi di conseguenza, producendosi nel tradizionale karaoke, ma anche in prove più complesse, come inscenare scene di ballo tratte da celebri film (come Grease o Dirty, Dancing), oppure recitare dialoghi famosi (come quelli tratti dal Gladiatore o da Titanic) oppure rispondere ai relativi quiz. Naturalmente le prove erano soggette al voto di una giuria, così da poter fare una classifica delle squadre partecipanti.

Team building e attività performative

Le abilità relative alla comunicazione sono essenziali in moltissimi contesti professionali e sono alla base di tutte le relazioni funzionanti e positive. La società e il lavoro ci chiedono di essere continuamente connessi, di costruire reti interne ed esterne e di veicolare messaggi in modo rapido ed efficace. Come affinare tutte queste capacità allo scopo di poterle impiegare con profitto nella nostra vita professionale? Ci sono una varietà di opzioni, ognuna con implicazioni diverse. Improvvisare un dialogo, per esempio, specialmente se non si possiede nessuna nozione o esperienza di tecniche attoriali, è un eccellente esercizio di team building. Chi partecipa a questo esercizio si trova spesso in alto mare, magari anche un po’ in imbarazzo, e la prima abilità che si deve mettere in atto per venirne fuori è quella di ascoltare l’altro, di cogliere al volo un’indicazione e agire di conseguenza e di pensare in modo creativo. In questo senso il ballo ha una valenza di team building ancora maggiore: la coordinazione e il saper ascoltare sono le abilità più importanti quando si balla, specialmente se in gruppo o con un partner.

La liberazione dell’imbarazzo

Uno degli scopi di questo tipo di attività, fra l’altro, è proprio quello di superare l’imbarazzo di essere al centro dell’attenzione. Perché ci imbarazza il fatto che i nostri colleghi ci vedano cantare, ballare o recitare? Perché la maggior parte di noi non sanno fare queste cose e non sono a proprio agio all’idea che i colleghi, che normalmente ci vedono svolgere compiti per i quali siamo preparati, si formino di noi un’immagine buffa o peggio ridicola, legata a una performance meno che hollywoodiana. Naturalmente questa preoccupazione è sciocca – nessuno ci giudicherà umanamente o come professionisti per non aver saputo ballare come John Travolta in Pulp Fiction – eppure non riusciamo a evitarla. Attività di questo genere servono proprio a creare un contesto controllato nel quale sia permesso lasciarsi andare, anche rendersi buffi e vivere il tutto come un’esperienza divertente, nella quale si condivide l’ilarità con i colleghi nella consapevolezza che nessuno è preparato a fare ciò che sta facendo.
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Conclusioni

Come sempre, scegliere la giusta attività di team building per una specifica squadra è un processo delicato e frutto di un’attenta analisi. Non tutti, per esempio, riuscirebbero a liberarsi dall’imbarazzo di dover cantare in pubblico o di recitare un dialogo. Obbligare qualcuno a eseguire un’attività essenzialmente ludica ne vanificherebbe tutta l’utilità e renderebbe l’intera esperienza spiacevole non solo per il singolo individuo, ma per l’intero team. Allo stesso modo, non è consigliabile selezionare attività di team building basate su sport impegnativi senza aver prima verificato che i componenti del team siano ben disposti verso tali attività e capaci di affrontarle in modo sicuro. La ricetta universale del team building perfetto, dopo tutto, non esiste: ogni azienda e ogni squadra è un universo a sé, del quale bisogna prima di tutto conoscere il funzionamento. Solo in seguito sarà possibile lavorare per migliorarne i meccanismi interni.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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