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Interviste

Tecnologia mobile ed eventi: l’opinione di Julius Solaris, guru del settore.

eventi, mobile, intervista
Scritto da Stefano

Julius Solaris è il fondatore del primo blog di eventi al mondo: eventmanagerblog.com. Speaker di livello internazionale, viene spesso invitato in convention di settore in tutta europa e nel nuovo continente. Autore della nota guida “Event App Bible”  è anche il fondatore del più importante gruppo Linkedin al mondo sull’organizzazione di eventi.

È un esperto in materia di tecnologia mobile legata al settore degli eventi e proprio su questo tema abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con lui.

Julius vive e lavora a Londra ma conosce perfettamente la nostra bella lingua. Ecco cosa ci ha detto.

Conferenze in tutto il mondo per il guru del settore Julius Solaris.

Conferenze in tutto il mondo per il guru del settore Julius Solaris.

D. Cosa significa gestire il più importante blog al mondo sul tema dell’organizzazione di eventi?

R. Significa mantenere una pubblicazione online più strutturata di un semplice blog. Con inserzioni pubblicitarie e un team di autori. Significa anche essere sempre d’aiuto alla comunità di organizzatori di eventi, offrire contenuti freschi e di qualità. Significa anche aver creduto nella tecnologia e i social media applicati agli eventi sin dal 2007, incontrando tanta resistenza e sufficienza ma anche togliendosi grosse soddisfazioni.

D. Come farebbe, in poche parole, a convincere a investire risorse nell’utilizzo di tecnologie mobile un organizzatore di eventi che ancora fosse scettico a riguardo?

R. Non penso ci sia necessità di convincere nessuno. Ormai i social media e la tecnologia applicati agli eventi sono una certezza. Potevano essere una moda sei o sette anni fa. O si sposa il fatto che le nuove generazioni sono connesse e digitali, oppure si rimane tagliati fuori. Alla lunga i grandi database di email non convertono più in vendita di biglietti. La tecnologia e l’utilizzo intelligente dei social ormai fa parte del design dell’evento, ne altera il concept. Non integrare, non sperimentare, non innovare significa esporsi a grandi rischi.

D. Lei vive a Londra ma conosce abbastanza bene la realtà italiana del nostro settore. Pensa che ci sia un gap da colmare tra i due paesi a livello di tecnologia mobile nel settore degli eventi?

R. Non penso che il problema riguardi l’ubicazione, ma la generazione. Certe generazioni di meeting planners, indifferentemente da dove risiedono, sono molto resistenti al cambiamento. Sono le stesse persone che poi si trovano a dover rincorrere e inseguire. Bisogna purtroppo (ma anche per fortuna) diventare esperti in nuove tecnologie e social media come ogni bravo organizzatore è anche un bravo chef, commercialista, responsabile della sicurezza e venditore.

D. Potrebbe raccontare a chi non conosce le potenzialità delle app mobile, un paio di applicazioni interessanti da utilizzare in una convention di media portata?

The Event App Bible vol 2

The Event App Bible versione 2

R. Inutile parlare di quanto i nostri smartphone stiano diventando il centro di ogni attività business e non. C’è molto rumore sulle apps per eventi. Molto è veritiero. Si può risparmiare molta carta, si possono dare informazioni rilevanti riguardo il programma in real time, si può personalizzare l’evento e stimolare il networking. C’è anche tanta fuffa e desiderio di vendere strumenti molto obsoleti sull’onda dell’eccitazione di tutti. Invito il vostro pubblico a leggere questo ebook gratuito che ho realizzato con l’aiuto di altri esperti del settore, scaricato da piú di 15,000 colleghi http://www.eventmanagerblog.com/event-app-free-ebook-bible – troverete un compendio di tutte le app disponibili sul mercato e vari approcci alla strategia.

D. Social media ed eventi business. Qual è la situazione, a suo giudizio?

R. Ma penso dipenda dall’audience con cui abbiamo a che fare. Se ai partecipanti non interessa minimamente di Facebook o Twitter, non c’è ragione per spingerli o imporli. Penso sia necessario adottare gli strumenti che la nostra community di attendees utilizza. Per far ció è fondamentale conoscere le abitudini online dei nostro target. L’obiettivo deve essere sempre quello di creare valore, non di cavalcare le tendenze. Una volta che abbiamo identificato come offrire valore (che puó essere uno sconto ma anche customer service), poi scegliere i mezzi sará molto piú semplice.

 

Parole chiare ed esaurienti. Ringraziamo Julius Solaris e vi inviatiamo a esprimere anche la vostra opinione sotto, nei commenti!

 

 

 

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Stefano

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