Banner sito
Eventi Temporary Shop

Temporary shop: il futuro del branding

temporary shop
Scritto da Angela

temporary shopIl temporary shop o pop-up shop è il classico esempio di risposta intelligente e un’esigenza diffusa. Nato per permettere ai rivenditori di tagliare i costi in tempi di crisi, questo format si è rivelato uno strumento di incredibile versatilità, tanto da passare in breve tempo da esclusiva dei piccoli brand indipendenti a parte integrante delle strategie commerciali dei più affermati marchi multinazionali. Non si tratta semplicemente di aprire un negozio con una data di scadenza, risparmiando su licenze e affitti: un temporary shop è un packaging a sé, funziona in un universo di regole e possibilità che coinvolgono il design del prodotto, la comunicazione, la promozione, il rapporto con la clientela e la capacità di rischiare e sperimentare.

Nel posto giusto al momento giusto.

Forse il più ovvio fra i vantaggi di un temporary shop, rispetto a un punto vendita tradizionale, è la possibilità di programmare l’apertura in momenti dell’anno – per esempio le festività – che normalmente coincidono con un incremento degli acquisti, evitando di dover sostenere le spese di un’attività tradizionale nei periodi meno proficui per le attività commerciali. Per sfruttare al massimo questa possibilità, tuttavia, è importante anche conoscere bene il territorio nel quale si vuole operare. Uno studio approfondito del target permetterà di scegliere, per ogni città, la posizione ideale per un temporary shop, rendendolo facilmente accessibile proprio al tipo di clientela che si vuole attrarre.

Il temporary shop e lo spirito dei saldi.

Quello che spinge folle inferocite a contendersi i capi in saldo è solo in parte il prezzo ridotto. A rendere improvvisamente indispensabili acquisti che fino al giorno prima erano superflui è, in gran parte, il limite di tempo prestabilito. La consapevolezza che quel particolare prodotto sarà disponibile a quelle particolari condizioni solo entro una certa data crea un’urgenza, che scavalca le normali considerazioni precedenti all’acquisto. Un temporary shop, che si presenta per definizione come una realtà limitata nel tempo, ha la possibilità di generare lo stesso interesse del periodo dei saldi in qualsiasi momento dell’anno e per qualsiasi tipo di prodotto.

Non solo un negozio con la data di scadenza.

I brand che hanno tratto il massimo dalla creazione di temporary shop sono quelli che hanno saputo cogliere e sfruttare la versatilità del format. Limitarsi a vendere i propri prodotti come in qualsiasi altro punto vendita non porta particolari benefici. Questa modalità di vendita permette illimitate opportunità promozionali e può trasformarsi in uno strumento di comunicazione dell’identità del brand perfino più utile di una normale campagna pubblicitaria. Il segreto sta nel pensare in grande e non porsi limiti, offrendo al pubblico un’esperienza completa di tutti i valori del brand. A seconda delle necessità, un temporary shop potrà essere la sede per mostre dedicate ad artisti locali, workshop ed eventi che vanno al di là del semplice acquisto. In questo contesto si potranno testare nuove linee e prodotti in edizione limitata, ma anche sperimentare con nuovi target.

Ogni brand ha esigenze diverse, ma se si impara a conoscere il proprio pubblico, è possibile offrire, all’interno di un temporary shop, un’interazione con il marchio che sarebbe impensabile in un punto vendita tradizionale. Dal design all’abbigliamento, dalle automobili all’alimentazione biologica, non c’è prodotto che non possa trarre considerevoli vantaggi dalla creazione di un flag-store temporaneo. Non ci sono formule segrete per il successo di un temporary shop: si tratta semplicemente di trovare il modo giusto per comunicare il proprio messaggio, l’unico limite è la nostra immaginazione.

Vuoi aprire un temporary shop? Cotnattaci!
Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento