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Testati per voi: Instagram Stories vs Snapchat

instagram stories vs snapchat
Scritto da Angela

Siamo ormai abituati al fatto che i social e le app si rincorrano, contendendosi ogni nuova nicchia di pubblico. Ogni funzione, appena introdotta da una piattaforma, viene immediatamente riprodotta, estesa, migliorata dalle altre e in qualche caso assistiamo a spericolati testa a testa (come nel caso di Periscope vs Meerkat), lotte all’ultimo sangue per far sparire il rivale, acquisizioni strategiche e crolli inaspettati, tutto nel nome della conquista del mercato. L’ultimo grande scontro in ordine di tempo è quello fra Snapchat e Instagram. Il social più amato dai fotografi da smartphone, infatti, ha introdotto di recente la funzione Stories, che ha l’evidente scopo di replicare le principali funzioni di Snapchat, per accaparrarsene le potenzialità commerciali. A voler essere più precisi, Instagram ha preso Snapchat, l’ha integrato nella propria piattaforma e l’ha chiamato Instagram Stories. Il motivo è semplice: Instagram ha oltre 300 milioni di utenti al giorno, il triplo di Snapchat, ma quest’ultimo ha un’utenza composta per oltre i 2/3 dagli under 25 – che sono un pubblico assai ambito – mentre Instagram copre soprattutto la fascia di età che va dai 18 ai 34 anni. Instagram può davvero spazzare via il presunto rivale o sta semplicemente saltando sul carro del vincitore?

Non un plagio, ma quasi

O forse sì. Instagram Stories replica in tutto e per tutto la funzione più popolare di Snapchat, che è la possibilità di creare contenuti, di solito video, che restano disponibili solo per 24 ore. Senza contare il fatto che anche Snapchat ha un’opzione chiamata “Stories”, che si caratterizza per la possibilità di articolare i contenuti in modo più complesso, aggiungendo immagini, video, messaggi e gli immancabili filtri. Fino a questo momento la differenza più evidente fra Snapchat e Instagram era stilistica: da una parte l’app degli adolescenti, quella fatta per i contenuti sciocchi ed estemporanei, per le foto e i video mal illuminati ma divertenti, dall’altra la vetrina elegante per fotografi e brand, che puntava tutto sulla bellezza delle immagini. Adesso anche Instagram ha deciso di saltare sul carro dei contenuti mordi e fuggi, delle storie quotidiane, prosaiche, che vengono editate non per far sembrare quel tramonto più maestoso o quella fetta di torta più appetitosa, ma per applicarsi delle orecchie da coniglio mentre si mangia una carota.

Il punto di vista dei brand: perché Instagram Stories è (quasi sempre) meglio di Snapchat

Un singolo argomento vincente può chiudere questo particolare dibattito: Instagram Stories è più utile di Snapchat perché ha già un pubblico, mentre, come abbiamo detto in passato, per avere un seguito su Snapchat bisogna costruirselo e non è sempre facile. Su Instagram la policy relativa al seguire e all’essere seguiti è molto più semplice, identica a quella di Twitter e già familiare per tutti gli utenti e da molti considerata più facile da usare. Ma anche l’usabilità potrebbe passare in secondo piano di fronte all’unico parametro che conti davvero per i brand: la possibilità di raggiungere il pubblico. Instagram un pubblico lo ha già e chiunque abbia un profilo Instagram dovrebbe avere già un certo seguito, il che permette di sfruttare da subito al meglio le potenzialità del nuovo tool, arrivando a un pubblico vasto. L’eccezione, naturalmente, saranno quei brand che hanno un’interesse ad arrivare ai giovanissimi e che continueranno a preferire Snapchat, il cui pubblico sarà anche più ristretto, ma è il loro pubblico di riferimento. E non c’è niente di meglio, per un brand che debba investire in promozione, che una piattaforma mediatica con un pubblico relativamente ristretto ma perfettamente targettizzato.

Le differenze

I filtri

Instagram ha preso da Snapchat le funzioni, ma non lo stile. Scegliendo saggiamente di preservare l’identità del brand, l’app preferita dai foodblogger offre una gamma ragionevolmente vasta di strumenti per modificare le proprie foto, ma nessun filtro eccessivamente buffo. La cifra stilistica di Snapchat sono proprio i filtri spudoratamente sciocchi, eccessivi, che trasformano tutto in un cartoon. I filtri di Snapchat, inoltre, sono spesso geolocalizzati, temporanei e legati a occasioni particolari e fortemente connessi a molte sottoculture che prosperano online. Niente di tutto questo è presente su Instagram Stories, che ha appena ravvivato un po’ le possibilità di editing, prediligendo comunque gli stili che da sempre contraddistinguono questa app.

La Privacy

Snapchat, anche se in pochi lo ricordano, ha acquistato popolarità anche grazie al sexting, poiché permetteva lo scambio di foto di natura privata in tutta sicurezza. Questo era dovuto sia alla breve vita dei contenuti sia al fatto che gli utenti ricevono una notifica se qualcuno fa uno screenshot dei loro contenuti. Instagram non ha implementato questa funzione, quindi la privacy non è garantita allo stesso modo. Su Instagram gli screenshot sono liberi e l’utente il cui contenuto è stato fotografato non riceve alcuna notifica. Ciò che è pubblico resta pubblico.

Il pubblico

A proposito di pubblico: proprio questa è la differenza fondamentale fra Snapchat e Instagram Stories, quella che renderà la nuova funzione di Instagram più popolare fra i brand rispetto all’intero pacchetto Snapchat. Mentre Snapchat, come Facebook, prevede che i post siano condivisi con la propria cerchia, Instagram, come Twitter, rende pubblici gli stream di default e per non condividere le proprie foto con tutta la rete bisogna selezionare l’opzione “account privato”. Instagram Stories ha lo stesso potenziale di impatto sul pubblico che Instagram ha sempre avuto e continua a poter sfruttare gli hashtag per raggiungere nuovi utenti, tutte cose che sono precluse ai contenuti di Snapchat. Fra le nuove funzioni introdotte in Instagram Stories, inoltre, c’è la possibilità di nascondere le proprie storie a determinati utenti. Questa particolarità, che può sembrare solo un mezzo per dare maggior controllo agli utenti privati sulla propria privacy, sarà invece particolarmente utile alle aziende per targettizzare messaggi e campagne.

Conclusioni

Instagram Stories o Snapchat? La risposta, ovviamente, è entrambi e nessuno dei due. Dal punto di vista della promozione, infatti, questo scontro non può che avere solo vincitori. Il lato positivo, infatti, non è tanto il fatto che esistano due app che propongono la stessa funzione, quanto il fatto che queste due app abbiano profili e target ancora fortemente distinti. La possibilità di condividere storie brevi, destinate a non restare online e caratterizzate da un impatto grafico insolito, infatti, può risultare utile nelle campagne di molti brand. Tuttavia, fino a questo momento, soltanto i brand il cui pubblico rientrava all’interno di un profilo sociale e anagrafico molto preciso potevano avvalersene. Con l’avvento di Instagram Stories, invece, la possibilità di raccontare storie per immagini quasi in tempo reale sarà disponibile anche ai brand che non abbiano un pubblico di adolescenti o un’identità visiva adatta all’abbinamento con arcobaleni e orecchie di buffi animali. Come sempre, il nostro lavoro è conoscere gli strumenti e utilizzarli al meglio.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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