Interviste

The Wining Hour, la boutique del vino: intervista a Li Valentine

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Scritto da Angela

The Wining Hour è una boutique online e anche un blog, ma soprattutto è un luogo di condivisione, uno spazio in cui chi ama il vino può trovare informazioni utili e interessanti. Tanto il sito quanto il blog nascono dall’entusiasmo e dalla creatività di Li Valentine, una giovane donna con un background professionale nel settore dell’istruzione, che ha saputo trasformare in una professione la sua passione per il vino, il cibo e per tutto ciò che ha a che fare con l’Italia. The Wining Hour risponde alle necessità degli appassionati di vini di tutto il mondo, che si tratti di acquistare l’ultimo gadget a tema, conoscere le nuove tendenze dell’industria vinicola organizzando un wine tasting o lanciarsi in un’esplorazione virtuale delle vigne Italiane, scoprendo per ogni regione tradizioni e ricette.

Come è nata la tua passione per l’Italia?

Li Lane Wining HourUno dei miei nonni è di origine Italiana, per la precisione di Sciacca, in Sicilia. Nella mia famiglia si è sempre detto che esistono due tipi di persone, quelli che sono Italiani e quelli che vorrebberoessere Italiani. Per quanto le mie origini siano miste, ho comunque anche sangue Italiano, le mie radici sono nello stivale! Ho sempre avuto una passione per il cibo e per il vino e, naturalmente, anche per la cultura, la lingua e il Paese vero e proprio. Inoltre ho parenti e amici in Italia, il che accresce il mio amore per questa terra. Vengo in Italia ogni volta che posso, la visito da nord a sud e naturalmente aveva senso che cercassi anche di imparare la lingua. L’ho fatto e approfitto sempre di ogni occasione per esercitarmi. Gli Italiani amano il vino, quindi The Wining Hour casca a pennello.

Quando hai deciso di trasformare questa passione in un lavoro?

Vengo regolarmente in Italia da molti anni, ma solo negli ultimi due ho deciso di mettere insieme il mio amore per il vino, per i viaggi e per l’Italia e aprire una boutique per gli appassionati di vino. Non c’è stato un impulso specifico, ma mi sono resa conto che di fatto lo stavo già facendo, quindi perché non provare a trasformarlo in un’attività redditizia? Questa attività mi permette di scrivere di tutti i miei argomenti preferiti, condividere informazioni e prodotti con gli altri e viaggiare di più.

Come è nato The Wining Hour? Come ti definiresti da un punto di vista professionale? Un’imprenditrice? Una solopreneur?

Immagino di potermi considerare sia un’imprenditrice che una solopreneur, dal momento che ho avviato e gestisco la mia attività da sola. In ogni caso, credo di essere prima di tutto una persona che fa ciò che ama. Non sempre penso a The Wining Hour come alla mia attività o azienda. Mi piace bere vino, discutere di vino con altre persone, imparare da loro, condividere le mie conoscenze, scrivere di vino e scoprire e condividere con gli altri prodotti interessanti legati al vino. Per questo per me è più un hobby. Certo, sarebbe fantastico se la mia attività finisse su Forbes Magazine! Ma non è su quello che mi concentro. So di non promuovere The Wining Hour quanto dovrei o potrei, perché la promozione e il marketing non sono sempre in cima ai miei pensieri. Spesso sono occupata a scrivere articoli e condividere informazioni, poiché per me è quella l’essenza di The Wining Hour. Lo faccio per la gioia di dedicarmi a ciò che amo.

L’industria vinicola fa parte del comparto F&B, eppure è spesso percepita come un mondo a parte. Che cosa ne pensi della comunità che esiste intorno alla passione per il vino?Perché tende a starsene in disparte?

Sì, l’industria vinicola rientra nella categoria Food and Beverage, ma il vino ha una cultura e una personalità a parte. La prova evidente è il fatto stesso che esista una comunità di appassionati enofili. Gli amanti del vino sentono il bisogno di differenziarsi e distinguersi all’interno di questa industria, ed è giusto che sia così. C’è un linguaggio a parte, un gergo associato con il vino e che è proprio di questa industria. Io non sono un viticultore né un produttore di vini, ma frequento chi lavora in questa industria e il mio target commerciale è composto dai conoscitori di vini e mi sembra chiaro che l’industria vinicola faccia storia a sé. Il vino sembra anche attrarre una tipologia di persone completamente diversa, dal momento che costituisce un fenomeno sociale di per sé e molti amano parlare, scrivere e condividere foto delle loro esperienze legate al vino. Se è vero che il cibo e il vino si abbinano bene, è vero anche che il vino ha una personalità forte e non necessità di un coprotagonista. Il vino funziona benissimo anche da solo e qualsiasi aggiunta è un semplice accessorio che lo mette in evidenza.

Ti capita di frequentare tradeshows come Vinitaly? Quali sono per te gli appuntamenti imperdibili, quelli che un appassionato di vini non dovrebbe assolutamente perdersi?

Purtroppo non ho ancora avuto modo di andare a Vinitaly. Non ci sono stata per l’edizione di febbraio qui a New York e mi perderò anche quella in Italia ad aprile, dal momento che arriverò la settimana dopo! Comunque, Vinitaly è un appuntamento irrinunciabile e io ho in programma di andare al loro evento Taste of Hope a maggio. Ho passato molto tempo al padiglione di Vinitaly dell’Expo 2015 a Milano. Wines of Italy di James Suckling e tutti gli eventi italiani di Antonio Galloni e gli eventi Grand Tasting di Wine Enthusiast sono altrettanto imperdibili. Io di solito cerco di non mancare al Fancy Food Show a New York, agli eventi Food & Wine di Sobe e al NYC Wine & Food Festival. Ci sono anche molti eventi in tutta New York, nel New Jersey e a Long Island che frequento e sponsorizzo regolarmente.

Quali sono secondo te le prossime tendenze di quest’industria

Ultimamente c’è una moltitudine di blog sul vino e un sacco di gente scrive di cibo e di vino. Tutti hanno una voce, che si tratti di un blog, di un podcast, di video su Youtube o di altri media. Ho notato anche che sempre più persone ottengono la certificazione specialistica WSET e/o partecipano a qualche corso da sommelier. Io scelgo di scrivere un blog per farmi conoscere meglio dai miei clienti e lettori, condividendo ciò che mi piace o non mi piace. Se lungo questo percorso imparano qualcosa, tanto meglio. Un’altra tendenza nell’industria è quella degli eventi e dei viaggi dedicati alle degustazioni. Io tendo a mantenere un profilo basso, quindi non so se parteciperò a qualcuno di questi eventi in futuro. Può darsi. In termini di accessori per il vino, c’è una corsa ad accaparrarsi le ultime novità e i migliori prodotti. La prossima tendenza saranno i sistemi di conservazione e mescita come WineKeeper e altri che ci sono in tutta Italia. Li stanno ordinando in molti, così come i mobili fatti con le botti.

Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che visita l’Italia per la prima volta, da dove gli suggeriresti di iniziare?

A un visitatore al suo primo viaggio in Italia suggerirei, naturalmente, di iniziare da Firenze. Firenze è la culla del Rinascimento, il che la rende un ottimo posto per farsi un’idea di ciò che l’Italia ha da offrire. In ogni caso, mi premurerei di dirgli che vedere Firenze non vuol dire veder l’Italia. Firenze è splendida, ma è solo una parte e ogni regione è diversissima per caratteristiche, architettura, cibo, cultura e bellezza. Per me nessun posto è come la campagna toscana, ma questo non toglie nulla alla bellezza delle spiagge delle Cinque Terre o del sud, della Sicilia o della Basilicata. Il nord ha una sua storia e un suo fascino ed è contaminato dalle culture nord ed est europee. Più vado avanti e più vorrei parlare di ogni singola regione di questa splendida penisola a forma di stivale.

Ti è capitato di lavorare in Italia? Come valuti le tue esperienze professionali in questo paese?

Per prima cosa, sono felice di poter comunicare facilmente con chiunque, che si parli in Inglese o in Italiano. Mi è capitato di vendere alcuni dei miei prodotti in Italia, sia direttamente che online, ma il mio impegno professionale in Italia è legato soprattutto alle degustazioni e alle visite e interviste a produttori e viticultori, per poi scriverne sui miei siti. Tutte le mie esperienze in Italia sono state ottime! Ogni volta faccio il pieno di buon cibo e vino! Spero di avere molte altre occasioni di lavorare in Italia in futuro.

 

Il testo originale di questa intervista è disponibile qui

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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