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Tornare al lavoro dopo le vacanze: tre consigli di sopravvivenza

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Scritto da Angela

Quando si è in vacanza si possono avere diverse idee di cosa voglia effettivamente dire tornare al lavoro. Qualcuno contempla questa prospettiva con angoscia e terrore, mentre altri ne hanno un’idea quasi romantica. Si anticipa quella sensazione da primo giorno di scuola, l’idea di addentrarsi, pieni di energie, in un nuovo anno pieno di possibilità, nel quale riusciremo finalmente a migliorare tanti aspetti della nostra vita che non ci soddisfano. La realtà del tornale al lavoro è di solito abbastanza distante da entrambe queste ipotesi. Lo scenario più comune è quello di un ritorno che si trascina per più giorni, con una valanga di impegni procrastinati che ci franano addosso e il vago senso di disagio che deriva dall’aver perso le abitudini quotidiane invernali. Esiste un modo per avvicinarsi almeno un po’ a quell’ideale di energia e produttività che ci piace associare al ritorno dalle ferie? Non ci sono strategie infallibili, ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutarci almeno a ridurre il trauma.

Tornare al lavoro dopo le vacanze: tre consigli di sopravvivenza

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1. Pianificare il rientro dalle vacanze… prima di pianificare le vacanze

Tornare al lavoro e non avere neanche un minimo di arretrati da smaltire è quasi impossibile, ma non è detto che la situazione debba essere per forza drammatica. Lavorando d’anticipo, è quasi sempre possibile impostare il lavoro in modo da ridurre al minimo gli impegni e le scadenze che ci pioveranno sulla testa appena tornati alla scrivania. Nelle settimane e addirittura nei mesi immediatamente precedenti alle ferie, per esempio, cercate di concordare le scadenze, laddove possibile, in modo da distribuirle nel tempo. Non dite ai vostri interlocutori “Rientrerò dalle ferie il 18 agosto”, ma
“possiamo fissare la riunione per il 25 di agosto oppure per il 2 di settembre”
. Comunicare il vostro giorno di rientro, spingerà tutti coloro che hanno bisogno di vedervi o parlarvi a farsi vivi il giorno stesso, mentre prendere il controllo dei vostri appuntamenti vi permetterà di regolare il flusso di lavoro nelle prime settimane.

2. Dopo un bel viaggio, ci vuole una vacanza

Il seguente scenario potrebbe risultarvi familiare: una volta stabilita la durata esatta delle vostre ferie, vi precipitate a cercare le offerte di viaggio per le mete che vi interessano e ne selezionate una che preveda il rientro un giorno prima di tornare al lavoro. Questo è un errore madornale, eppure molto comune. Eppure dovremmo ormai essere consapevoli che il risultato di questo tipo di pianificazione è sempre lo stesso. Si rientra stanchi da una vacanza intensa, magari avendo viaggiato per un’intera giornata e avendo patito il caldo. Si arriva a casa e ci si sente frastornati, si fa fatica ad abbandonare le piccole abitudini acquisite durante la vacanza, a riadattarsi agli spazi quotidiani dopo aver passato giorni o settimane in un ambiente diverso. E dopo questo trauma, come se non bastasse, ci si ritrova a dover sopportare la sveglia che suona presto il giorno dopo e si viene catapultati nuovamente nella vita lavorativa, mentre il nostro corpo si aspetta ancora di ricevere quel mojito pomeridiano. Smettetela di farvi del male: se viaggiate, fate in modo da rientrare almeno un paio di giorni prima di tornare al lavoro. In questo modo potrete abituarvi gradualmente al ritorno alla vostra routine e vivere i vostri spazi in modo più rilassante e meno traumatico. Il risultato finale sarà un incremento dell’energia e della motivazione, quando dovrete rientrare in ufficio.

3. Mentite a voi stessi

Come le risoluzioni di fine anno, tutti sappiamo che le liste di buoni propositi che stiliamo prima di tornare al lavoro sono destinate a essere dimenticate molto presto. Non importa: continuate a mentire a voi stessi, almeno per qualche giorno. Una di queste risoluzioni dovrebbe riguardare la necessità di trovare del tempo per voi stessi, per mantenere quel benessere fisico e psicologico che la vacanza generalmente concede. Iscriversi in palestra, andare a correre o a camminare, iscriversi a un corso di yoga o decidere di andare a visitare i musei della propria città una volta alla settimana o di non guardare uno schermo dopo le 9 di sera. Non importa quale sia la risoluzione e la chiave del vostro benessere e non importa neppure che riusciate a mantenere l’impegno con voi stessi per più di qualche settimana. A fare la differenza sarà la sensazione di prendervi cura di voi stessi, di fare qualcosa per migliorare attivamente la qualità della vostra vita.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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