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Interviste

Travel for business: intervista alla fondatrice Rosemarie Caglia

Rosemarie Caglia travel for business cover
Scritto da Angela

Il settore dei viaggi professionali, variamente descritti, è cambiato profondamente negli ultimi anni. Se è vero che, in buona parte, i servizi che un tempo erano prerogativa delle agenzie possono essere gestiti con un clic direttamente dai viaggiatori, è altrettanto vero che sono emerse esigenze nuove. A questo si aggiunge il fatto che il nostro modo di viaggiare e interagire in generale è cambiato con l’avvento dei social. Travel for vusiness nasce proprio da questa esigenza: rispondere alle richieste di chi viaggia per affari, fornire servizi e informazioni davvero utili e sempre aggiornate. Che cosa è esattamente Travel for fusiness? Ne abbiamo parlato con la co-fondatrice Rosemarie Caglia

Puoi spiegare ai nostri lettori il concept dietro a Travel for business?

 Rosemarie Caglia travel for businessIl Concept è semplice ma allo stesso tempo articolato: coinvolgere i viaggiatori d’affari per condividere esperienze di viaggio e opportunità professionali; in pratica, viaggiare per affari ma anche migliorare e comprendere come essere più produttivi quando si viaggia per affari. Chi viaggia per business ha esigenze specifiche, spesso particolari e necessita di informazioni che siano il più possibile attinenti al modo di viaggiare per lavoro. Con Travelforbusiness.it si ha la possibilità di trovare, in unico contenitore, vari luoghi di destinazione del mondo con tanti preziosi consigli e tips in base ai suggerimenti di chi li ha già visitati. E questo grazie al valore di averli conosciuti nella stessa ottica e con le medesime esigenze. La scelta di farlo diventare un vero e proprio social network nasce all’inizio di quest’anno in quanto ci siamo accorti di come il portale non fosse solo un luogo per raccogliere e condividere esperienze ed informazioni, ma stesse diventando sempre più un prezioso punto d’incontro per allearsi nello sviluppo di nuovi mercati oppure di particolari business. Sono già diversi i casi di export manager, aziende e professionisti che si sono incontrati tramite il portale e hanno iniziato a dialogare per realizzare nuove opportunità d’affari.

Quali sono i trend in questo settore? Quali aree del settore dei viaggi business sono in crescita negli ultimi anni?

Socializzare, incontrarsi e quindi scambio: un’esigenza che può sembrare attuale…ma che invece risale alla notte dei tempi. Ma che grazie alle piattaforme social e al meeting place dedicato come Travel for business si riesce a realizzare più velocemente, in modo più ampio, senza frontiere e soprattutto essendo sempre aggiornati su quello che succede nel mondo dei viaggi per affari. Quello che differenzia Travelforbusiness.it rispetto ad altre piattaforme è innanzitutto la sua “indipendenza” e volontà di parlare e dialogare con tutti. Una comunicazione autentica, che evita le “lezioni ex cathedra” che rischiano di vanificare e appiattire il messaggio. Perché quando si parla di viaggi d’affari spesso ci si confronta con persone molto preparate, persone che viaggiano frequentemente e più di 100 giorni all’anno, in luoghi anche difficili ed emergenti. I più esperti sanno esattamente cosa portarsi in valigia, sanno come gestire velocemente pratiche e documenti di ingresso in certi Paesi, quali mezzi prendere in loco e come relazionarsi in certi mercati. Una popolazione di viaggiatori più esperti, a volte più degli stessi operatori di agenzia viaggi, ma che si dimostra anche più consapevole e disponibile a partecipare le proprie esperienze con gli altri. Insomma, si tratta di fare del proprio personale patrimonio un patrimonio condiviso, con l’unico obiettivo di realizzare viaggi d’affari di successo anche per la valorizzazione del nostro immenso “made in Italy”.

Con l’esplosione dei servizi online dedicati al mondo dei viaggi business (e non), il ruolo delle agenzie è molto cambiato: che servizi richiede oggi chi viaggia per affari?

Ho vissuto nel mondo delle agenzie specializzate nel business travel per oltre vent’anni, e affrontato tante fasi del cambiamento: dall’azzeramento delle commissioni, ai primi biglietti elettronici, all’ingresso delle nuove tecnologie, all’avvento del web fino all’identificazione dei nuovi servizi di “program management” con l’obiettivo di offrire consulenza più che servizio ai clienti. Oggi, sempre più, si parla di Consulenti di Viaggio volendo trasferire questo concetto anche nella “operatività” del servizio. A mio giudizio non si può essere dei “consulenti” se non hai avuto una preparazione e formazione adeguata. Gli unici corsi di formazione che ho visto fare al personale di agenzia erano e sono sempre legati agli aspetti tecnici, utilizzo migliorativo dei sistemi gestionali o comunque connessi ai sistemi di prenotazione.
Un consulente è invece una figura professionale che una volta acquisiti gli elementi di conoscenza tecnica, è in grado di aggiungere quei fattori di esperienza e professionalità (anche manageriale) per dare risposte che altri non conoscono.
Sempre riferendoci al tema dei viaggi, gli esperti viaggiatori d’affari di cui parlavo prima, hanno maturato conoscenze ed esperienze davvero straordinarie, superiori spesso a chi sta dietro alla scrivania e cerca, come lo scrittore Emilio Salgari, di raccontare qualcosa che non ha invece mai vissuto dal vivo. Se si decide di rivolgersi ad un Consulente di Viaggio lo si fa solo perché non se ne sa abbastanza di un certo argomento, oppure come spesso accade, si sta riscontrando un problema grave dal quale non si riesce ad uscire. Questo trend è molto frequente nelle piccole e medie imprese italiane che hanno spostato le loro prenotazioni sul web, ma si riscontra spesso (e lo vediamo dalle numerose testimonianze indicate sulle storie della community di Travelforbusiness) anche dai viaggiatori delle grandi organizzazioni che prima cercano e si informano sul web e poi finalizzano la prenotazione con lo strumento di agenzia per discorsi di coerenza di spesa e travel policy.

Il web è un pericolo o un “concorrente” per gli operatori tradizionali?

Se devo dirla tutta, il vero nemico non è il web o le molteplici piattaforme che sono nate e si sono specializzate anche per l’interessante target dei viaggiatori d’affari, ma l’incapacità di non essersi preparati adeguatamente facendo così valere il proprio ruolo di esperto consulente. Questa incapacità, a mio giudizio, ha danneggiato anche tutta la categoria dei Travel Manager che in Italia non ha mai potuto realmente confrontarsi e prendere posizione rispetto invece a quello che succede in altri paesi internazionali. La volontà, tra le attività di Travel for business, è stata anche quella di iniziare un percorso di conoscenza, educazione e formazione del vero ruolo del Travel & Mobility Management. Chi ha partecipato al nostro corso e si aspettava di imparare ad utilizzare strumenti o funzionalità tecniche ha invece scoperto il vero mondo della “Gestione” dei viaggi d’affari sotto il profilo manageriale e non operativo. Un totale cambiamento di rotta, ma che ci ha dato enormi soddisfazioni perché continuando a seguire i nostri corsisti scopriamo giorno dopo giorno i grandi progressi che realizzano in azienda e di come il loro ruolo si sia man mano rivalutato e affermato .
Quali sono le sfide più importanti che gli operatori del settore dei viaggi business si troveranno ad affrontare nell’immediato futuro? E quali invece le più interessanti opportunità per chi lavora in questo settore?
In futuro, i nuovi Travel Manager si aspetteranno di dialogare sempre più alla pari e sarà inevitabile che i “consulenti non preparati” non sapranno stare al passo di un’inevitabile evoluzione che nelle aziende sta avvenendo. Forse un modo per ripulire il settore da tanti professionisti non più adeguati o poco preparati. Ma sicuramente un modo per dare spazio a tanti nuovi, volenterosi che sapranno mixare correttamente le opportunità del web con capacità che solo un vero consulente è in grado di offrire.
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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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