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Testati per voi

Twitter per le aziende: 4 strumenti per usarlo al meglio

twitter marketing
Scritto da Angela

Twitter è uno strumento di comunicazione eccezionale, eppure sono in molti a non riuscire a entrare in sintonia con i suoi linguaggi. Come è già avvenuto per Facebook e prima ancora per Myspace, sono in molti a lamentare un decadimento dei contenuti sulla piattaforma e non si può nemmeno dire che abbiano del tutto torto. Come sempre accade quando una piattaforma passa dall’essere utilizzata solo da un’élite di pionieri al diventare un social network di massa, è inevitabile che tutti i comportamenti più sgradevoli della società facciano il loro ingresso. Questo non vuol dire però che si debba perdere ogni speranza di comunicare in modo efficace o di promuovere la propria attività su Twitter. Della pianificazione dei contenuti, che naturalmente è essenziale, parleremo in un’altra occasione. Per ora ci limiteremo a dire che Twitter tende a premiare l’autenticità dell’interazione. Certo, è possibile imbattersi in account fake con moltissimi follower, ma è difficile pensare che questi si convertano in autentico volume di affari. Barare, su Twitter, è un esercizio sterile. Molto meglio trovare il modo giusto per comunicare su ciò che ci interessa con persone che condividano autenticamente quell’interesse. Una volta pianificati i propri contenuti, tuttavia, occorre farli arrivare a più utenti possibile e monitorarne l’efficacia. Come da tradizione, per il nostro post Testati per voi di questo mese, ci occuperemo degli strumenti gratuiti che ci permettono di verificare e migliorare l’efficacia della nostra comunicazione su Twitter.

1. Twitter Analytics

twitter analytics

Banale? Vi sorprenderebbe sapere quanti professionisti non abbiano mai aperto la pagina degli analytics del loro account twitter. Qualcuno ha anche recentemente commentato che “Twitter è bello, ma il suo problema è che non ha gli Insight come le pagine Facebook”. Ecco, se questo fosse un tweet, l’hashtag giusto sarebbe #facepalm. Per costoro, dunque, impieghiamo un paragrafo a spiegare che nel menu di Twitter esiste una voce analytics e che si tratta di uno strumento semplicissimo da usare ed estremamente utile per farvi un’idea della crescita del vostro account. La schermata principale vi dirà immediatamente ciò che volete sapere: di quanto sono cresciuti percentualmente i vostri follower, le visite al vostro profilo e le visualizzazioni dei vostri tweet. Sempre nella prima schermata sono segnalati il tweet più popolare (per numero di visualizzazioni e di interazioni), la menzione più popolare, il tweet con contenuti multimediali più popolare e infine il follower più popolare. In questa sezione scoprirete se siete seguiti da una Tweetstar. Le tabelle successive degli analytics sono altrettanto ricche di informazioni approfondite. Nella tabella Tweet, per esempio, è possibile analizzare i tweet più popolari, con relativi tassi di interazione. La terza tabella, quella sui segmenti di pubblico, è probabilmente la più interessante, dal momento che ci rivela non solo i dati demografici fondamentali dei nostri follower, ma anche gli argomenti che questi affrontano più spesso e per i quali mostrano maggiore interesse, con la possibilità di confrontare il nostro pubblico con altri segmenti di audience specifici.

2. Audiense

audiense

Audiense, recente rebranding di SocialBro è lo strumento ideale per le piccole aziende che vogliono curare in autonomia il marketing su Twitter. A differenza di altri tool, non limita le funzioni se non in minima parte nella versione free, limitando invece il numero degli account, quindi vi permette un’analisi professionale del vostro singolo account Twitter senza alcuna spesa. Se non siete pratici di strumenti di analisi dei social, questa piattaforma potrebbe richiedervi un piccolo sforzo per arrivare a utilizzarne al meglio tutte le funzioni. Fra le più accessibili c’è il monitoraggio costante degli utenti che non ricambiano il follow, con la possibilità di smettere di seguirli direttamente dall’interno dell’applicazione. Attenzione però: smettere di seguire chi non ricambia immediatamente è una pratica sbagliata e può costarvi la sospensione dell’account. Usate questa funzione per individuare vecchi follow per i quali non avete più interesse. Un’altra funzione estremamente utile è quella che permette di calcolare gli orari migliori per twittare: basta richiedere il report e, dopo un tempo variabile, si ottiene uno schema dei giorni della settimana, con i momenti di massima presenza online dei vostri follower evidenziati in modo chiaro. Lo strumento “Who to follow” permette di selezionare utenti da seguire in base a parole chiave inserite nelle bio, ma anche a una serie di dati demografici. Per sapere invece come strutturare i propri contenuti in modo rilevante, si possono consultare due pratiche tag-cloud, che riportano i termini più presenti nei tweet degli account che si seguono o dei propri follower, fornendo un aiuto prezioso nella scelta degli hashtag. Questo non è che un brevissimo compendio delle funzioni di Audiense: per saperne di più vi conviene provarlo.

3. TweetDeck

tweetdeck

Ora che abbiamo affrontato almeno in parte il complesso problema degli analytics, concentriamoci sui contenuti. Come gestire il proprio flusso di tweet? Vivere col telefono a portata di mano o sempre davanti al computer? Che cosa fare se il vostro report di SocialBro vi invita a twittare in un momento in cui siete impegnati a fare altro? Questa evenienza non è da sottovalutare, soprattutto se avete un seguito internazionale, composto anche da utenti che si trovano in fusi orari diversi dal vostro. TweetDeck è uno strumento eccezionale da questo punto di vista, molto più completo e semplice da gestire del più noto Buffer. TweetDeck vi permette di fare le seguenti cose con estrema facilità: gestire in modo semplice e intuitivo più account Twitter, seguire o smettere di seguire altri utenti, gestire like e retweet, ma soprattutto programmare i vostri Tweet futuri. L’interfaccia è facilmente personalizzabile e strutturata in colonne, che contengono i diversi feed. A seconda delle vostre necessità, potete impostarla, per esempio, per mostrarvi costantemente i vostri tweet in programma, le menzioni ricevute, i messaggi, il feed della vostra homepage e anche le liste di utenti che più vi interessano. Nella precedente versione c’era una splendida funzione che aggiungeva una voce di condivisione al vostro browser, per cui bastava cliccare con il tasto destro su qualsiasi pagina internet e, fra le opzioni, c’era la possibilità di condividere o programmare un tweet con quel contenuto tramite TweetDeck. Ora questa funzione è stata, purtroppo, eliminata.

4. TweetJukeBox

tweetjukebox

Non tutti amano questo strumento, che è percepito da alcuni come “inautentico”, perché automatizza buona parte della gestione di Twitter. Come tutti gli strumenti, la differenza fra autentico e inautentico sta nel modo in cui lo si usa. TweetJukeBox non prende particolari iniziative: si limita a riproporre ciclicamente i tweet che l’utente inserisce nella “compilation”. Questo vuol dire che alcuni contenuti si ripeteranno perfettamente identici sul vostro feed, periodicamente. È possibile stabilire un intervallo minimo entro il quale non si deve ripetere lo stesso tweet e anche una fascia oraria nella quale i tweet devono essere inviati. Questo strumento non è adatto a tutti, ma è sicuramente consigliabile per gli account aziendali, soprattutto quelli in fase di crescita. Se avete prodotto un contenuto rilevante, che non sia legato al momento specifico in cui lo avete creato, ha senso riproporlo periodicamente, perché anche i vostri più recenti follower lo vedano.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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