Team Building

Un team building creativo – raccontarsi con le immagini

team building creativo
Scritto da Angela

Vi capita mai di poter sfogare la creatività in ufficio? Per molti professionisti, la risposta è “non abbastanza”. C’è un pregiudizio diffuso per cui la creatività e tutte le abilità che essa implica sono una prerogativa esclusiva dei cosiddetti “lavori creativi”, come se non dover usare, in senso stretto, la propria creatività per lavoro significasse non averne bisogno affatto. Noi la vediamo diversamente: è dimostrato che il pensiero creativo influenza positivamente la qualità del lavoro, in moltissime professioni, anche le più insospettabili. Non a caso, le attività di team building che permettono di esprimere liberamente la creatività hanno dato i risultati migliori proprio nei contesti in cui normalmente questa possibilità non esiste. Per questo Smart Eventi ha sviluppato tutta una serie di proposte di team building pensate specificamente per permettere ai partecipanti di dare libero sfogo all’immaginazione. In questo caso, insieme allo splendido staff fi Formula CPI, abbiamo progettato un team building speciale per Telecom Italia e CISCO.

Organizzare un team building: dove, quando e perché

Da dove si inizia a progettare una giornata o un weekend da dedicare al team building? Come si sceglie l’attività giusta per ogni gruppo di lavoro? Quando iniziamo un progetto nuovo, la prima cosa che facciamo è predisporci all’ascolto. Questo è un passaggio fondamentale di ogni progetto: occorre scoprire gli obiettivi che il team building dovrà raggiungere, ma anche i valori che il cliente vuole trasmettere tramite quel particolare evento. Questa è la base per creare un’esperienza di team building davvero personalizzata e rispondente alle esigenze del cliente. In questo caso il briefing ci richiedeva un team building di due ore, da realizzare nel secondo giorno di un meeting corporate nazionale a Roma. Era previsto che i partecipanti rimanessero nell’edificio nel quale si svolgeva il meeting e le parole d’ordine per l’intero progetto dovevano essere creatività e lavoro di squadra.

I limiti che aiutano la creatività

Il team building funziona perché interviene su processi che avvengono per lo più a livello inconscio e influenza il modo in cui interagiamo gli uni con gli altri con l’ambiente circostante. Questo vuol dire che è più complicato modificare processi così profondi se si hanno a disposizione solo due ore, invece che, per esempio, due giorni: più il tempo si riduce e più l’attività scelta deve essere intensa ed efficace. Il progetto che abbiamo proposto in questa occasione era semplice e coinvolgente, pensato per appassionare ed entusiasmare immediatamente i partecipanti: l’obiettivo finale era quello di fare in modo che tutti collaborassero alla creazione di un’opera d’arte collettiva, cosa possibile solo attraverso un lavoro di squadra molto ben coordinato. La creazione artistica, tuttavia, è solitamente percepita come uno sforzo individuale e un atto privato e, se la squadra è troppo numerosa, si rischia di non ottenere i risultati sperati. Tutti questi limiti possono sembrare frustranti, ma in realtà esercitano un’influenza più che positiva, quando si tratta di creatività. In un certo senso, è stata la nostra stessa capacità creativa a essere messa alla prova proprio da questo progetto: dovevamo soddisfare le necessità del cliente rispettando tutti i limiti imposti di tempo, spazio e obiettivi che ci erano stati dati. È proprio in queste situazioni che, per trovare una soluzione, occorre essere molto creativi.

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Dentro ognuno di noi si nasconde un artista

La cosa difficile è farlo venire fuori. Prima di tutto abbiamo diviso i partecipanti in nove squadre. Poi abbiamo chiesto a un artista grafico di disegnare un circolo di mani che si stringevano su un pannello di tre metri per tre, il quale è poi stato diviso in nove parti, una per ogni squadra. Ogni team poteva vedere solo il proprio pannello, non quelli degli altri, così che nessuno potesse formarsi un’idea chiara dell’aspetto complessivo dell’opera. Abbiamo fornito ai nostri partecipanti colori acrilici, colla e altri articoli di cancelleria, ma anche materiali meno scontati che avevano precisi valori simbolici, come pezzi di nastro e di spago per esprimere i concetti di connessione e fluidità, diversi tipi di dolci per simboleggiare l’energia mentale, mattoncini Lego per indicare il concetto di crescita, occhi stampati su cartone per rappresentare il concetto di visione, stelle per indicare l’idea di un futuro scintillante e, dal momento che si avvicinava il Natale, anche rametti per costruire un piccolo albero di Natale. Ogni squadra doveva usare tutti questi materiali per rappresentare graficamente il concetto di squadra. Questo voleva dire prima di tutto discutere, portando ognuno la propria idea individuale, prima di poterne individuare una comune. Di fatto, ogni team ha creato la sua opera d’arte collettiva, che è poi diventata parte di un’unica opera ancora più grande e decisamente notevole, rappresentativa della collettività di tutte le squadre coinvolte.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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