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Eventi Trade show

Vai a un trade show? Fatti le domande giuste

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Scritto da Angela

trade showLe professioni si dividono in due grandi categorie: quelle che prevedono le fiere di settore, anche note come trade show e quelle che possono farne a meno e vivere serenamente senza preoccuparsi dell’EXPO. La seconda categoria sembra essersi ridotta in modo consistente negli ultimi anni: le fiere di settore rappresentano un business in sé e non conoscono flessioni. Chi si appresta a partecipare a un trade-show spera di espandere la propria attività, ma non sempre i risultati sono all’altezza delle aspettative. Prima di acquistare il biglietto o lo stand, quindi, è opportuno porsi qualche domanda.

Chi vogliamo incontrare al trade show?

Lo scopo principale di chi partecipa a una fiera è in genere quello di incontrare altri operatori del proprio settore e fare networking. Per determinare la convenienza dell’offerta, tuttavia, è bene fare chiarezza su quali figure professionali si vogliono avvicinare. Chi produce beni, per esempio, probabilmente vorrà contattare i responsabili acquisti o le compagnie di distribuzione. Per chi invece offre un servizio collaterale, come la promozione, saranno i singoli brand gli interlocutori più interessanti. Per capire se un trade-show fa al caso nostro, può essere utile consultare l’elenco dei partecipanti alle edizioni precedenti: se i partner commerciali più ambiti hanno preso parte all’evento negli anni passati, è ragionevole pensare che lo faranno ancora. È importante anche sapere in che contesto si incontreranno gli interlocutori: l’interazione che si ha nel contesto di una riunione o di un convegno, per esempio, è assai diversa rispetto a quella che ci si può aspettare in una sessione di speed meeting.

Espositori o visitatori?

Quasi tutti i trade-show offrono la possibilità di scegliere fra diversi pacchetti, dal semplice biglietto di ingresso all’inserimento nel database ufficiale, fino all’acquisto di stand espositivi e spazi privilegiati quali show-case ed eventi. La scelta deve essere, ovviamente, determinata dal risultato che si vuole raggiungere. Se, per esempio, stiamo lanciando sul mercato un prodotto completamente nuovo, questa è l’occasione giusta per considerare un investimento promozionale e dare al nostro brand quanta più visibilità possibile, affittando uno stand o organizzando un evento all’interno della fiera.

Da soli o in team?

La cosa più importante da ricordare è che chiunque prenda parte a un trade-show rappresenta di fatto l’azienda e la sua immagine. Non importa che a partecipare sia un singolo dipendente, il CEO o l’intero team: ogni elemento della nostra presenza si rifletterà, in positivo o in negativo, sull’azienda. Per questo motivo è meglio selezionare i membri del team con le migliori capacità comunicative. Per ottenere il massimo, come in ogni attività, è bene dividersi i compiti: se il commerciale incontra i potenziali clienti, è bene che un amministrativo tenga nota di tutti i meeting e compili l’agenda giorno per giorno.

Programmare o improvvisare?

La risposta è semplice: programmare sempre, a meno di non volersi ritrovare a fare una vacanza molto più costosa e meno divertente del normale. Prima di iscriversi a un trade-show è bene raccogliere quante più informazioni possibile sugli interlocutori che si vogliono avvicinare, studiare la loro attività e il loro ruolo e, se possibile, contattarli in anticipo per fissare appuntamenti precisi. Le ore libere possono essere spese a esplorare la fiera, imparando a conoscere colleghi e concorrenti .

Dalle etichette discografiche ai produttori agricoli, dalle agenzie pubblicitarie alle case automobilistiche, non c’è ambito produttivo che possa fare a meno di un grande evento annuale nel quale tutte le forze presenti sul mercato si incontrano e danno forma alle strategie future. Per giocare un ruolo di primo piano nel proprio settore, è indispensabile arrivare preparati.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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