Eventi Green

Viaggiare per lavoro nel rispetto dell’ambiente

viaggiare green
Scritto da Angela

Non so voi, ma quando viaggio per lavoro io non somiglio per niente a quelli che nei film (ma anche nelle sale d’attesa degli aeroporti) indossano la divisa del businessman in movimento. Sarà perché i miei viaggi non sono finanziati da una multinazionale e non prevedono la business class, sarà perché quasi tutti i miei spostamenti rientrano nella categoria del cosiddetto “bleisure” (francamente il neologismo più brutto degli ultimi dieci anni), ovvero “business + leisure”, e perché i due giorni extra che in genere mi prendo per visitare la città per me contano quanto i due pomeriggi che passerò con colleghi e clienti. Il motivo per cui non viaggio come i protagonisti di Mad Men è che non ce lo possiamo permettere. No, non ho sbagliato, la frase corretta non è “non me lo posso permettere” (che è comunque vero, ma quella è un’altra storia): a non potercelo permettere siamo tutti noi come popolazione del pianeta. Viaggiare, come ogni altra attività umana, ha un impatto sull’ambiente, ma questo impatto può essere ridotto. Il fatto che ad attendermi al termine dei miei spostamenti ci sia di solito un cliente o un evento collegato in qualche modo alle arti e non un consiglio di amministrazione, indubbiamente, mi rende più facile prendere in considerazione la sostenibilità ambientale prima che le apparenze. Questo, tuttavia, non vuol dire che gli amministratori delegati siano moralmente esentati dal doversi preoccupare delle conseguenze delle proprie scelte. Dico a te: tu, proprio tu che leggi questo articolo mentre attendi il decollo del tuo jet privato: hai sbagliato tutto.

Viaggiare leggeri: l’ambiente ringrazia, il portafoglio anche

Il laptop è la nemesi di chi viaggia per lavoro, soprattutto in aereo. Un laptop da 15” pesa circa due chili e richiede una borsa. Se ci si aggiungono un paio di componenti, qualche hard disk esterno, caricabatterie e telefono si arriva rapidamente a esaurire lo spazio disponibile per il bagaglio a mano. Le conseguenze sono negative tanto per il budget – dal momento che la maggior parte delle compagnie aeree applicano una maggiorazione per il bagaglio da stiva – quanto per l’ambiente – dal momento che qualsiasi mezzo, di terra o d’aria, consuma combustibile e quindi inquina in maniera proporzionale al peso che deve trasportare. A meno che il vostro lavoro non sia basato in modo preponderante sull’utilizzo di software specializzato (e in questo caso potete sempre investire in un notebook), il laptop può e deve restare a casa. Lo so che sembra incredibile, lo so che vi sentite nudi senza uno streaming di Game of Thrones in una finestra laterale mentre scrivete mail di lavoro, ma credetemi, si può fare. La verità è che non c’è quasi niente di ciò che potete fare con un laptop che non possa essere fatto altrettanto bene se non meglio con un tablet o addirittura uno smartphone. Passate un paio di pomeriggi a cercare le app che vi permettono di gestire la vostra attività al meglio e investite in una power-bank per non restare isolati dal mondo, dopo di che godetevi la libertà di viaggiare con il solo bagaglio a mano e di uscire dall’aeroporto leggeri e felici mentre i vostri compagni di viaggio aspettano mestamente davanti ai nastri del ritiro bagagli.

Aereo, treno, auto o bus?

Non sempre si può scegliere, è vero, ma vale la pena di fermarsi a considerare come i mezzi più inquinanti tendano a essere anche i più costosi. Se non dovete percorrere distanze enormi, il bus è in assoluto l’opzione migliore sia in termini di risparmio che in termini di riduzione dell’impatto ambientale pro capite. Questo vale anche nel caso in cui vi troviate a dover organizzare spostamenti di gruppo: noleggiare un pullman costa certamente meno che acquistare in blocco qualche decina di biglietti aerei. Lo ammetto, i tempi si allungano e il comfort non è sempre garantito, ma il cliché dello yuppie in giacca e cravatta che ordina whisky on the rocks alla hostess in prima classe è un reperto archeologico almeno quanto la valigetta ventiquattrore e il cercapersone. Se non vi piace l’idea di socializzare con il vicino per cinque ore, munitevi di auricolari di buona qualità e di una lunga playlist (è a questo che serve la power-bank) e godetevi il panorama. Se dovete necessariamente viaggiare in aereo, vale la pena informarsi sulle politiche ecologiche delle diverse compagnie. Molti operatori, infatti, stanno progressivamente inserendo nelle proprie flotte aerei che riducono il consumo di carburante fino al 20%. Le linee aeree che adottano queste politiche, solitamente, le pubblicizzano ampiamente. Premiare le compagnie che fanno scelte ecosostenibili è un ottimo modo di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. La differenza fra treno e auto, infine, è più o meno la stessa che passa fra bus e aereo, con la differenza che, se noleggiate un’auto, avete la possibilità di sceglierne una ibrida, il che ridurrà automaticamente sia i costi per il carburante che il senso di colpa che proverete percorrendo una strada di montagna.

Hotel e dintorni

Viaggiare “green” non vuol dire solo dormire in una tenda sotto le stelle, il che è una fortuna per chi, come me, odia il campeggio in modo feroce. Come le compagnie aeree, anche molti hotel hanno iniziato, negli ultimi anni, a rendere pubbliche le proprie scelte in termini di riciclaggio e salvaguardia dell’ambiente. Sono sempre più comuni, per esempio, gli inviti ai clienti a non richiedere il cambio quotidiano di lenzuola e biancheria, per risparmiare acqua e ridurre il consumo di detergenti. Se scegliete di soggiornare in un hotel, prediligete quelli che promuovono esplicitamente pratiche ecosostenibili di questo tipo e che garantiscono la provenienza locale degli alimenti. Questo farà di voi dei visitatori responsabili non solo in termini di difesa dell’ambiente, ma anche di valorizzazione del territorio e supporto dell’economia locale. Da un po’ di anni a questa parte, però, l’hotel figura sempre di meno fra le voci di spesa dei viaggi di lavoro di molti “millennials” (ho controllato, rientro nella categoria, se pure per pochi mesi). La diffusione di servizi come Airbnb e dei siti di Couchsurfing ha sdoganato l’appartamento privato come base ideale per i viaggi di lavoro così come per quelli di piacere. Se le opzioni più economiche prevedono di condividere l’appartamento con chi lo abita normalmente, ci sono comunque soluzioni più che abbordabili che permettono di avere a disposizione l’intera proprietà. Questo vuol dire che la pulizia e il cambio di biancheria saranno effettuati solo all’inizio e alla fine del soggiorno (con conseguente risparmio di risorse e riduzione dell’impatto ambientale), ma anche che si avrà a disposizione un perfetto e riservato “quartier generale” per le riunioni private con i colleghi. Credetemi: non c’è niente di più piacevole che fare il punto di una lunga giornata di lavoro stando seduti in terrazza, a tarda notte, davanti a un buon bicchiere di vino bianco in una località balneare nel sud della Francia. Specialmente se la località balneare nel sud della Francia è Cannes, dove una notte in albergo costa in media quanto il mio affitto mensile.

Conclusioni

Negli ultimi anni più o meno tutti abbiamo acquisito una serie di buone abitudini, frutto di lunghe e martellanti campagne di sensibilizzazione sugli effetti dello sfruttamento sconsiderato dell’ambiente che ci circonda. Per qualche motivo, però, molte di queste buone abitudini tendono a passare in secondo piano quando ci troviamo in un contesto lavorativo. La nostra coscienza civile spesso viene relegata all’ambito privato – ed è per questo che non gettiamo i rifiuti per terra e ci sforziamo di fare la raccolta differenziata in casa – ma non viene applicata a quello professionale. La verità è che non c’è ragione di smettere di comportarsi da esseri umani quando si diventa professionisti: basta adattare a un contesto più ampio le nostre abitudini personali. La raccolta differenziata diventa waste audit, la spesa fatta al mercato locale può trovare il proprio equivalente nell’organizzazione di un evento a impatto zero e, naturalmente, lo spostamento urbano in metropolitana o in bicicletta può tradursi in un viaggio di lavoro gestito in modo responsabile. Come tutte le buone abitudini, si tratta solo di iniziare.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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